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ROY MENARINI

Cinefilia, ricerca, visioni

Dalla critica all’identità, attraversando il cinema italiano

Le sale si avvicinano un po’ mestamente a Natale, con un bilancio novembrino tutt’altro che esaltante e, a dirla tutta, non sembra che nemmeno le feste possano ribaltare la sensazione di scarsa euforia (sebbene Star Wars VIII Coco promettano ottimi incassi). In questi giorni poi si avvia a conclusione il TFF a Torino, che conferma la sua vocazione urbana e cinefila, e con esso la stagione dei festival (pur con alcune lodevoli eccezioni invernali) dà appuntamento a Berlino e alla primavera degli eventi 2018. Chi si trova nel suo picco di intensità è invece il mondo universitario, almeno quello legato al cinema, ed è proprio da quello che partiamo.

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Geografie e schermi, tra critica culturale e storia contemporanea

Il clima morde e le sale ricominciano a riempirsi. Quanto ai festival, archiviata dignitosamente la Festa di Roma (con strascico di polemiche tra critici, e tra un critico e il direttore Monda), si passa al più dinamico Torino, dove la benemerita retrospettiva De Palma oscura un po’ il resto, per quanto interessante e fruttuoso. Il panorama televisivo non fa poi che confermare il ruolo di nuovo molto attivo del cinema nei palinsesti, grazie anche alla vaporizzazione degli ascolti, con alcuni miracoli popolari (vedi i film con Bud Spencer e Terence Hill) che continuano ad accadere in termini di share. Quanto alla serialità, la splendida Mindhunter ha lasciato una traccia che prevediamo duratura sui cinefili da piccolo schermo, anche se è Stranger Things 2 a prendere il centro della scena.

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Passioni nere e rivoluzioni tra storia e meditazione

Mentre sui quotidiani evidenti frizioni emergono ancora una volta intorno alla Festa cinematografica di Roma (con Antonio Monda che dissente dalle forti perplessità espresse fin dal primo giorno da Paolo Mereghetti e deve rubricare come “divergenze creative” le tensioni con Piera Detassis), noi ingenuamente ci chiediamo perché sia così complicato sostenere la cultura cinematografica nazionale e i suoi festival. Il problema forse è sempre quello: chi è che studia la cultura cinematografica in quanto tale? A che cosa corrisponde e che uso se ne vuole fare? Quali sono gli obiettivi che si pone, e chi se li pone – dal Ministero in giù? Esiste l’idea di un sistema complessivo? Domande troppo complesse in generale, e sicuramente sovrastanti per il nostro piccolo blog. Che si limita ancora una volta a mettere in piedi il suo utopico ponte tra accademia, critica, cinefilia, editoria, sala cinematografica. Continue reading “Passioni nere e rivoluzioni tra storia e meditazione”

Film (mai) girati, treni (mai) presi, mappe di film e di canzoni

Autunno malinconico per il consumo di cinema in sala, senza film in grado di trainare e persino l’ottimo Blade Runner 2049 percepito come un’opera per appassionati, per il quale nemmeno l’inneegabile media positiva di accoglienza critica e di pubblico riesce ad allargare l’audience. Intanto non fanno che aumentare i prodotti audiovisivi di qualità, gli autori implicati in serie televisive (David Fincher e il suo Mindhunter è solo l’ultimo esempio), i contenuti reperibili, e persino il cinema free nel digitale terrestre, che non va affatto male e smentisce il luogo comune secondo cui non si programmano film in prima serata. La verità è che il mercato italiano continua a essere contratto, e ad avere probabilmente migliori potenzialità, che si scontrano con mille problemi strutturali, non ultimo un pubblico pigro, incolto e spesso affaticato (chi scrive pensa che gli spettatori italiani abbiano parecchie colpe – non tutte – e che sia ingenuo pensare che lo stato culturale della nazione, non certo esaltante, sia indipendente dallo stato della cultura cinematografica del Paese, scarsissima).

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Streaming, produzione, televisione e la fascinazione della ricerca

Il dibattito cinefilo sta fissandosi su due poli. Il primo è mother! di Darren Aronofsky, un film che – piaccia o meno – mette a dura prova le categorie critiche e soprattutto i mezzi estetici con cui si commenta il cinema (per esempio, la sensazione è che ci sia poca consapevolezza del rapporto di certo cinema di oggi con l’arte contemporanea dagli anni Novanta a oggi). Il secondo è ovviamente Blade Runner 2049, di cui però sarà meglio riparlare una volta che sarà stato distribuito, recepito e visto da una più ampia comunità di spettatori e commentatori. Nel nostro piccolo, intanto, continuiamo a segnalare uscite e appuntamenti di cultura cinematografica pensata, scritta e divulgata.

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Televisioni complesse e critica della serialità

Approfittando dell’inizio del periodo di garanzia e della partenza ufficiale dei palinsesti autunnali (anche se incompleti), parliamo oggi di libri sulla televisione. Inutile sottolineare che i television studies attraversano un momento molto brillante, anche perché le forme del piccolo schermo – chiamiamole così, con un po’ di ingenua nostalgia – si sono integrate in maniera suggestiva e integrale con i mezzi digitali, costituendo un terreno di enorme interesse. Non pretendendo di trasformarci in esperti del settore, ci pare che la serialità – pur con tutta l’ottima letteratura scientifica prodotta in questi anni – rimanga un terreno non del tutto arato, anche per la frequenza con cui la produzione e l’audience tendono a terremotare i dati acquisiti sino a poco prima. Continue reading “Televisioni complesse e critica della serialità”

Il ritorno degli autori e le promesse del cinema

Con la Mostra del Cinema indirizzata verso la conclusione, Dunkirk in testa al box office con un war movie da cinema-cinema di un regista che odia i piccoli schermi, Eraserhead in grado di ottenere eroiche medie copie nella manciata di sala in cui esce, e qualche segnale positivo dal pubblico (forse uscito dal torpore estivo), le prospettive di rilancio della cultura cinematografica si fanno lievemente più ottimistiche. Accademicamente parlando, al di là delle vertenze sindacali e degli scioperi, ci si prepara a un autunno molto intenso, con appuntamenti, convegni, uscite editoriali e nuove iniziative di cui daremo via via informazione.

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Dal classico al festival, dalla cinefilia al sistema: indagini e sguardi

La stagione, pur ricominciata ufficialmente con Cattivissimo me 3 (a seguito di un’estate infame quanto a titoli distribuiti e vuoto nelle sale), inizia più simbolicamente con la Mostra del Cinema di Venezia. Dopo una delle edizioni più contestate di sempre a Cannes, è normale che la cultura cineematografica internazionale guardi al Lido con qualche speranza, e che le istituzioni italiane sperino di erodere qualche spazio alla sempre invidiata Croisette. Parleremo dunque di festival, approfittando anche di un’uscita editoriale. Continue reading “Dal classico al festival, dalla cinefilia al sistema: indagini e sguardi”

Autori, teorie, culture italiane

Eccoci riemersi dalla pausa estiva, come promesso, per riallacciare il contatto con il cinema (e non solo, visti questi mesi dominati da due delle serie televisive più influenti per come hanno saputo usare la lunghezza del palinsesto e ribaltare il dominio del binge watchingGame of Thrones Twin Peaks – Il ritorno). Il periodo di pausa è servito per leggere molte cose che avevamo impilato sulla scrivania in attesa di essere gustate a dovere. E al tempo stesso per smaltire il sovraccarico di festival e convegni che dalla primavera hanno saturato (non lo si dice con accezione negativa) la vita dello studioso aca-fan. Peccato non aver potuto seguire in loco Locarno, che ha confermato a quanto si legge l’ottima qualità media e soddisfatto la promessa di una eccezionale retrospettiva (quella su Jacques Tourneur, curata da Rinaldo Censi e Roberto Turgliatto). Venezia è alle porte, intanto, e ne riparleremo nel prossimo post. Nel frattempo, via agli aggiornamenti.

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