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ROY MENARINI

Cinefilia, ricerca, visioni

Mese

marzo 2014

Cinema a Bologna (31 marzo-6 aprile 2014)

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Nuova tornata di appuntamenti per cinefili a Bologna, in una settimana dominata ovviamente dal Future Film Festival (1-6 aprile), che ricorderemo anche nel periscopio cinefilo nazionale tra poche ore. Ma andiamo con ordine.

LUNEDI 31: Alle 21, cinema Odeon, Biografilm presenta Eames – Architetti, pittori, designer, di Jason Cohn e Bill Jersey, “la storia di due persone Charles Eames e sua moglie Ray, che con il coraggio della passione sono state capaci di trasformare il design del Novecento, cambiando per sempre anche il nostro rapporto con gli oggetti. Perché la bellezza può essere funzionale. E mai più nessuno affermi il contrario”.

Sempre la stessa sera torna al Kinodromo la rassegna FOCUS SUL TERRITORIO, che promuove le realtà produttive indipendenti locali operanti sul territorio bolognese con un’ anteprima assoluta: SPERICOLATO ATELIER di Agostino Biavati (Ita, 2013, 91′). Il film sarà presentato dal Prof. Giacomo Manzoli, docente di Storia del Cinema Italiano presso il DAMS di Bologna. Saranno presenti il regista e parte del cast, fra cui Filippo Pagotto e il mitico Leo Mantovani, simbolo del cinema indipendente bolognese. Aprirà la serata un incontro dal titolo COLLECTING BOLOGNA sul tema dei diritti d’autore e dell’attore a cura di IND.A.CO (Collettivo Autori Indipendenti) e della cooperativa  ARTISTI 7607, impegnata nella difesa di questi diritti. Al dibattito parteciperanno anche gli interpreti del film in programma.

Di pomeriggio, alle 18, comincia al Lumière la programmazione, ogni lunedì e martedì, di Roma città aperta in versione restaurata digitale.

MARTEDI 1: Kinodromo, presso Cinema Europa, propone un altro appuntamento di Mondovisioni, con Martha’s Suitcase: Marta è una donna spagnola, anni addietro ha subito una brutale aggressione da parte dell’ex-marito, rischiando la vita. Il suo carnefice sta per uscire di prigione, lei è certa ci riproverà, e nella casa dove si nasconde combatte quotidianamente contro il trauma e la paura.
Harald è uno psicoterapeuta dell’associazione Männerwelten di Salisburgo, che offre aiuto agli uomini violenti per cambiare il loro comportamento e analizzarne le possibili cause. La testimonianza di uno di loro ci conduce nel profondo dei suoi istinti. Tra paesi diversi come Austria e Spagna, a dimostrare l’universalità del problema, Marta’s Suitcase racconta con casi reali sia la sofferenza e la lotta delle donne vittime di violenza domestica che il lavoro e le motivazioni di chi si impegna per prevenirle.

Sempre la stessa sera, al Capitol Multisala di Bologna, Sala Bio presenta in anteprima Nymphomaniac: Vol. 1, la prima parte dell’attesissimo dramma erotico diretto da Lars von Trier. Il film, che sarà presentato in versione originale sottotitolata, è distribuito in Italia da Good Films e vanta un cast internazionale d’eccezione, in cui figurano, tra gli altri, Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Shia LaBeouf, Christian Slater, Uma Thurman e Willem Dafoe. La seconda parte, Nymphomaniac: Vol. II, sarà presentata in anteprima sempre per Sala Bio martedì 22 Aprile.

Sempre martedì, Walter Veltroni presenterà a Bologna il suo nuovo documentario Quando c’era Berlinguer martedì 1° aprile, sia alle ore 22,sia alle ore 22.30, prima delle proiezioni del film nelle due sale del Cinema Rialto, confrontandosi con il pubblico in sala in un incontro moderato dal direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli e Carlo Galli, presidente della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.  Il giorno dopo alle ore 11 lo stesso Veltroni sarà protagonista di un incontro (in collaborazione con il Dipartimento delle Arti) a Palazzo Marescotti (via Barberia, 4), alla presenza della vicepresidente della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna Matilde Callari Galli e dei docenti Giuseppina La Face e Giacomo Manzoli. L’Istituto Gramsci promuove inoltre una serie di iniziative che si svolgeranno nell’arco di tutto il 2014, per ricordare i trent’anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer, avvenuta l’11 giugno 1984.

MERCOLEDI 2: arriva in regione l’insolito e divertente road movie di Carlo Zoratti, The Special Need, che ha fatto centro anche negli USA, conquistando il pubblico del SXSW Film Festival di Austin (Texas), dopo aver già archiviate le tre vittorie europee (Dok Leipzig di Lipsia, Trieste Film Festival, ZagrebDox di Zagabria).Sinossi: Enea ha trent’anni, vive nel piccolo centro di Terenzano, in provincia di Udine, un lavoro e un enorme problema, anzi più che un problema, una necessità: fare l’amore. Realizzare i propri sogni non è facile e quello di Enea, ragazzo autistico, richiede un aiuto delicatissimo. Enea non è solo, ha anche due amici Carlo e Alex che sono decisi ad aiutarlo, gli daranno consigli e suggerimenti per realizzare il proprio sogno, quello di avere una ragazza da corteggiare, da amare, una ragazza con cui magari trascorrere una vita. Allora si parte. A bordo di un vecchio furgone Volkwagen i tre amici intraprendono un lungo viaggio alla ricerca di una donna con la quale condividere i propri sentimenti e le prime esperienze. The Special Need è un documentario brillante, on the road, una potente indagine sentimentale. Un racconto profondo trattato con lucidità senza mai puntare il dito contro a chi è diverso. Una leggerezza densa, dentro cui ognuno può riconoscere i dubbi, le fragilità e le emozioni della vita quotidiana.

Intanto, alla Sala Nomadica/Spazio Menomale proiezione di Buyo di Andrea Fasciani, Italia, 2008; precede la proiezione il cortometraggio
Domani parto di Francesco Selvi

GIOVEDI 3: Al cinema Bellinzona, continua il cineclub del giovedì. Stavolta tocca, alle 18.30, a Mary Poppins, pensato per l’infanzia. A introdurre il film, Carlotta Zini (La Baracca – Teatro Testoni).

La stessa sera, alle 21, alla Sala Alessandri del Centro Civico Corticella, per Aprile Doc, proiezione di Alta via dei Parchi, regia di Serana Tommasini Degna. Enrico Brizzi, viandante e narratore, si mette in cammino ancora una volta. I suoi passi lo condurranno lungo le 27 tappe che da Berceto, ai piedi del Passo della Cisa, si snodano lungo il crinale appenninico. A seguire incontro con Vittorio Ramponi, guida appenninica e la Produzione del documentario. Programma completo alla pagina del Quartiere Navile. In collaborazione con VOLI GROUP e DOC MON AMOUR.

VENERDI 4: alla Biblioteca Guidotti di Vergato, proiezione alle 21 di Viaggetto in pianura , per la rassegna DOC IN TOUR un documentario di Francesco Conversano e Nene Grignaffini con Ivano Marescotti. L’occasione per ri-scoprire e narrare i luoghi della bassa emiliano-romagnole.

SABATO 5: per Scienza in Piazza, “I gastronauti” alla Sala Cervi della Cineteca, un pomeriggio alla scoperta dei segreti del cibo in laboratorio e al cinema. Potrai immergerti in un cocktail di divertenti sequenze cinematografiche e partecipare alla creazione di un vero menù scientifico, dall’antipasto a base di caviale molecolare al dessert con gelatina di agar.

DOMENICA 6: ancora per bambini (ma non solo), Wallace e Gromit – I 12 fornai assassinati, sala Cervi ore 15.30, Le due celebri creature in plastilina dello studio Aardman alle prese con una serie di assassini di fornai. Come sfuggire al pericolo che incombe su di loro e incastrare il colpevole? Animazione. Dai 6 anni in su. A seguire, Sssssfarina!, laboratorio tra arte e scienza in cui con mattarelli, formine e rondelle sarà possibile preparare una creazione personale e scoprire curiosità scientifiche.

Ricordiamo anche che ogni domenica, fino al 13 aprile, Palazzo di Varignana Resort & Spa, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, ospita Varignana d’Essai, un ciclo di capolavori che hanno fatto la storia del cinema, integralmente restaurati dal laboratorio L’Immagine ritrovata. Protagonisti della rassegna sono La dolce vita di Federico Fellini, Il Gattopardo di Luchino Visconti, Risate di gioia di Mario Monicelli, Les enfants du Paradis di Marcel Carné, Ninotchka di Ernst Lubitch, La febbre dell’oro di Charlie Chaplin, La grande illusion di Jean Renoir, Roma città aperta di Roberto Rossellini, Hiroshima mon amour di Alain Resnais e Il conformista di Bernardo Bertolucci.
Con un menu dedicato diverso ogni domenica.

E veniamo dunque al Future Film Festival, che abbiamo preferito presentare tutto insieme, e non giorno per giorno, per dare lo spazio che merita. Il programma è vastissimo. A noi preme ricordare – per motivi di partecipazione personale e per affetto – il Premio Franco La Polla, la cui giuria, oltre al sottoscritto e a valenti colleghi, ha la supervisione di Susanna La Polla. Il Premio è conferito a giovani studiosi italiani per un saggio sul cinema americano che affronti uno o più dei seguenti temi: animazione, effetti speciali, musical, serie tv, fantascienza, fantastico. Il Premio consiste in una pubblicazione sulla rivista Cineforum, inoltre il premio sarà segnalato in una sezione dedicata nel sito di Future Film Festival. E verrà assegnato domenica 6 aprile alle 20.

Per il resto, tema d’indagine della XVI edizione, diretta da Giulietta Fara e Oscar Cosulich, è “Futuropolis – Le città del futuro”: un modo per riflettere su come il cinema, nel corso di tutta la sua storia, ha immaginato le metropoli di domani, tra utopia e distopia, scenari apocalittici e spunti immaginifici capaci di arricchire la fantasia degli spettatori e spesso anche quella degli architetti. Tra gli ospiti d’onore di quest’edizione, il regista Carlos Saldanha (L’era glaciale): protagonista il 4 aprile di una lezione di cinema aperta al pubblico, l’autore accompagna l’anteprima italiana di Rio 2 – Missione Amazzonia (in uscita nelle sale italiane distribuito da 20th Century Fox), che tre anni dopo lo straordinario successo del primo capitolo torna a raccontare le avventure del pappagallo Blu, della sua compagna Jewel e dei loro tre piccoli, stavolta alle prese con una riunione di famiglia nella selvaggia Amazzonia, dove Blu dovrà affrontare il suo “nemico” più temuto, il suocero, e sventare i piani di vendetta di Nigel, pennuto al soldo dei bracconieri.

In tema di grandi anteprime, da segnalare anche Si alza il vento, l’ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki (distribuito in Italia da Lucky Red), che ha scelto di congedarsi dal pubblico con un’opera che è la summa di alcuni tra i suoi temi più cari: a cominciare dalla fascinazione per il volo – e per l’Italia – che anima Jiro, il protagonista del film, che sogna di progettare aeroplani ma, miope fin dalla giovane età e quindi impossibilitato a diventare pilota, nel 1927 entra a lavorare in una delle principali società giapponesi di ingegneria aeronautica, diventando uno dei progettisti più affermati del mondo. Arriva a Bologna, grazie alla collaborazione di The Walt Disney Company Italia, anche la versione karaoke di Frozen – Il regno di ghiaccio di Chris Buck e Jennifer Lee, il più recente dei classici Disney: un’occasione per cantare tutti insieme i brani del film, che dal 9 aprile sarà disponibile in Blu ray 3D, Blu ray e Dvd.

La serata d’apertura è affidata a uno dei “casi” del cinema francese recente, quel Ma maman est en Amérique, elle a rencontré Buffalo Bill di Marc Boréal e Thibaut Chatel (in concorso) che ha incantato la critica d’Oltralpe con il suo tono delicato e sognante. A presentarlo a Bologna, Jean Regnaud e Èmile Bravo, autori dell’omonima graphic novel (pubblicata in Italia da Bao Publishing) da cui il film è tratto. Negli anni ’70, in una piccolo cittadina di provincia, il piccolo Jean comincia la sua avventura alle scuole elementari. A chi gli domanda cosa fa la sua mamma – che non vede mai – racconta che è una segretaria sempre in giro per il mondo, che gli manda cartoline coloratissime e piene d’avventura. Ma nel corso di questo tenero racconto di formazione (in gran parte autobiografico), il piccolo inizierà a rendersi conto che forse le cose stanno diversamente… Altri otto i film che partecipano al CONCORSO LUNGOMETRAGGI e che si contendono il Platinum Grand Prize.

Non meno interessanti le proposte FUORI CONCORSO, dove – oltre ai citati Rio 2, Si alza il vento e Goool! – si vedranno il giapponese Gatchaman di Tôya Satô, tratto dalla mitica serie anime omonima e unico titolo “live action” di questa edizione, ambientato in un 2050 su cui incombe lo spettro di Galactor, misteriosa organizzazione che ha occupato metà de pianeta Terra e minaccia di sterminare la razza umana; il danese Marco Macaco di Jan Rahbek, storia di un bagnino innamorato della bella Lulu, corteggiata anche dal rivale Carlo…; l’hongkongese McDull The Pork of Music di Brian Tse, quinto capitolo della simpatica saga del maialino McDull, qui alle prese con gare canore sempre più ardite nel disperato tentativo di salvare l’asilo Springfield, rimasto senza fondi (il festival nelle passate edizioni ha presentato tutti i film della saga con grande successo di pubblico); e l’americano It’s Such a Beautiful Day, frutto della fantasia di uno degli animatori più originali della scena contemporanea, il candidato all’Oscar Don Hertzfeldt, che ha “assemblato” tre suoi corti girati tra il 2006 e il 2011 trasformandoli in un nuovo, grottesco lungometraggio, all’insegna del tratto minimalista (e ironicamente crudele) che caratterizza l’autore.

E via via tutto il resto… Buone visioni.

Tutta un’altra fiction

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Nuovo appuntamento con le recensioni dei libri di cinema e media. Oggi ci concentriamo su Tutta un’altra fiction – La serialità pay in Italia e nel mondo. Il modello Sky, a cura di Massimo Scaglioni, Luca Barra, Carocci editore, 28 euro. Nato da una ricerca che ha coinvolto tra gli altri Sky Italia, e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in cui operano i bravi curatori, il volume si presenta come un punto di riferimento solido e documentato sul concetto di serialità italiana e sul sistema del più noto operatore satellitare. Ovviamente non è in un volume come questo – che lavora sui dati, sulla sociologia dei media e sull’analisi della tv – che dobbiamo cercare accenti critici o militanti nei confronti del sistema audiovisivo, scassatissimo, di questo paese. Tuttavia, quasi tutti i saggi sono di ottimo livello, e il libro in generale colma un vuoto importante intorno a oggetti che meritano invece tutta l’attenzione degli studiosi di cinema, tv e media digitali.

Nel libro si spiegano le modalità produttive, realizzative e strategiche attraverso cui Sky ha innovato la serialità italiana. Romanzo criminale, Moana, Quo Vadis Baby?, e molte altre, in attesa di Gomorra e 1992 vengono analizzate sia singolarmente sia in generale per comprendere quali elementi abbiano messo in gioco per riconsiderare elementi di qualità stilistica e dimensioni simboliche della fiction nostrana, legata – per ciò che concerne il panorama free – a modelli mestamente superati. La dimensione comparativa con l’Europa, e l’America ovviamente, garantisce un’osservazione a largo raggio, ma quel che più appassiona è la spiegazione esplicita del funzionamento di broadcast, distribuzione e programmazione del mondo della fiction internazionale, di cui Sky Italia rappresenta una fetta importante.

Per quanto riguarda il sottoscritto, sostenitore del molto criticato In Treatment nostrano, la frequente citazione di questa serie e le analisi in proposito sono state illuminanti, e più convincenti di un giudizio critico comunque positivo. Tra i saggi, oltre a quelli “sistematici” dei due curatori, si segnalano quello di Marco Cucco, che analizza l’impatto della fiction sul sistema-paese, e quello di Brembilla e Pescatore, sui modelli seriali. La sezione denominata “Sguardi”, più valutativa, funge anche da spartiacque (e qui eccelle Ruggero Eugeni, mettendo a fuoco con lucidità ammirevole il concetto di “neo-epico” che la fiction Sky costruisce; si poteva evitare invece l’intervento, deludente e fuori tema, di Mariarosa Mancuso). La parte terza offre studi di caso, e la quarta funge da utile guida ai sistemi di produzione seriale degli altri paesi.

In buona sostanza, Tutta un’altra fiction è primariamente un libro serio e utile (due aggettivi che non sempre, e certamente non sempre insieme, possono essere attribuiti a qualsiasi volume saggistico o accademico), con punte interpretative inattese all’interno di un lavoro da “media research” che comunque non denuncia sbavature.

Periscopio cinefilo 27 marzo 2014

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Si addensano parecchie novità e cose interessanti in questi giorni. Ecco alcuni consigli cinefili in materia di televisione, editoria, critica e altro…

Telefilia:
Venerdì 28 notte, per Fuori Orario, maratona dei lavori di Mauro Santini, uno dei nostri cineasti indipendenti più sperimentali, inquieti, appassionanti. Verranno proiettati numerosi corti e il lungo Flòr da Baixa, che lo stesso Santini presenta così: “è il racconto di un viaggio che parte da Lisbona, tocca Rio de Janeiro, Marsiglia, Taranto, e riapproda nella città lusitana. È un film sull’assenza, su qualcosa che manca, sempre e ovunque: nella propria stanza come su spiagge assolate e lontane, in quartieri stranieri come su vecchi muri conosciuti. È il diario di due solitudini, di due sguardi paralleli che si posano su luoghi e corpi, attendendo di ritrovarsi e riconoscersi nello stesso sguardo, vedendo finalmente la medesima immagine dalla finestra del Flòr da Baixa. Realizzato senza sceneggiatura, autoprodotto, girato a basso costo senza messa in scena, camera a mano, rubando nella vita di inconsapevoli ‘attori’, Flòr da Baixa si è composto da sé, un viaggio dopo l’altro, sulla semplice traccia della distanza e dell’assenza. Ho lasciato che le città di Rio, Marsiglia e Taranto si aprissero e si mostrassero liberamente, cercando sulle strade, nei cortili, nelle stanze, senza sapere cosa avrei trovato; ho ripreso ogni immagine come qualcosa da conservare, da donare a qualcuno, qualcosa da condividere al ritorno..”.

Sabato 29, sempre Rai Tre, sempre Fuori Orario, parte la retrospettiva su Monte Hellman, con La sparatoria, del 1966. In vista anche dei prossimi appuntamenti, mi permetto di consigliare un ricco volume (cui ho collaborato anche io), curato da Michele Fadda, dal titolo American Stranger – Il cinema di Monte Hellman.

Domenica 30, ancora Hellman con Le colline blu, 1966, dall’1.35. E lunedì, stavolta all’1, prima visione assoluta per il suo ultimo film, presentato a Venezia nel 2010, e poi mai uscito, Road to Nowhere.

Martedì 1 aprile, alle 11.55 su Rai 5, Sotto il Celio azzurro di Edoardo Winspeare, che ritroviamo in queste ore nelle sale con il suo ultimo film, ottima occasione per recuperare questo bel documentario del 2009.

 

Passiamo ad altro:

– Routledge ha deciso di offrire gratuitamente, fino al 31 maggio, il primo numero doppio della nuova, attesa rivista Porn Studies, che capitalizza il lavoro complesso e sistematico che alcuni studiosi, tra cui anche un buon gruppo italiano, sta facendo intorno a un argomento a dir poco scomodo. Qui il link.

– E’ in pieno svolgimento a Firenze il Korea Film Fest, che prosegue fino al 30, con proiezioni dedicate al vivacissimo cinema del paese asiatico. L’evento fa parte della rassegna di festival che guarda ad Oriente, organizzata per Regione Toscana, al Cinema Odeon, da Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana. La Primavera di Cinema Orientale, che si terrà fino al 29 maggio 2014, si compone di altri tre festival internazionali: Film Middle East Now (9 – 14 aprile), Wa! Japan Film Festival (8 – 13 maggio) e Dragon Film Festival (26 – 29 maggio). La rassegna ha base al Cinema Odeon in Piazza Strozzi, ma coinvolge molti altri luoghi e spazi cittadini.

– Parte il 29 marzo il BAFF – Busto Arsizio Film Festival. L’edizione è la dodicesima, ma il nuovo direttore Steve Della Casa promette attenzione al cinema italiano ma con scelte spiazzanti e proposte curiose tra cui “Gli eroi della carta stampata”, un ricordo – e un omaggio – dedicato a grandi personalità del mondo del giornalismo e della critica cinematografica, firme prestigiose che hanno contribuito con i loro scritti a diffondere la cultura filmica e a stimolare, negli anni, un dibattito costruttivo. L’appuntamento, che diventerà fisso nelle prossime edizioni, prevede convegni, proiezioni e presentazioni di libri (si comincia con un ricordo di Tullio Kezich).

– Ci prendiamo poi un po’ di spazio per lanciare il Film Forum di Udine e Gorizia, dieci giornate di convegni, proiezioni, incontri e workshop che per anni ho contribuito a organizzare e di cui ora, non più al lavoro presso l’Università di Udine, rimango sostenitore e appassionato. Impossibile riassumere i tantissimi motivi di interesse che dal 2 aprile all’11 aprile 2014 si svolgeranno. Qui il sito ufficiale con il programma. Va ricordato che il festival ospita anche il Premio Limina per libri sul cinema italiani e internazionali. Importante e scientificamente cirato il programma delle proiezioni. E attenzione anche, mercoledì 9, a Scrivere per i nuovi media: le web series, tavola rotonda con gli autori Claudio di Biagio, Chiara De Caroli, Andrea Galatà, Luca Vecchi, coordinato da Mariapia Comand e Sara Martin con la collaborazione diMirko Lino (Università degli Studi di Palermo, Sicilia Queer Film Festival), Giusy Mandalà (Sicilia Queer Film Festival). Per lo spazio mostre, installazione in 16 mm (in loop), realizzata a partire da film amatoriali in formato Pathé Baby. Frammenti di vita, eventi occasionali o rituali legati a tradizioni (più o meno) consolidate. Memoria, tempo libero, il cinema fatto in famiglia, a casa propria o in viaggio. Dagli “originali” del primo formato ridotto a larga diffusione degli anni ’20 e ’30 del Novecento, alla preservazione digitale, fino alla proiezione di un positivo 16mm. Nel programma in pdf si possono apprezzare, di consueto, i disegni di Stefano Ricci. Inoltre, ecco la ricca messe di titoli che verranno pubblicati in occasione del festival:

Alessandro Bordina, Antonio Somaini (edited by), Paolo Gioli: The Man Without a Movie Camera, Mimesis International, Milano-Udine 2014.

Enrico Biasin, Giovanna Maina, Federico Zecca (edited by), Porn After Porn: Contemporary Alternative Pornographies, Mimesis International, Milano-Udine 2014.

Alberto Brodesco, Sguardo, corpo, violenza. De Sade e il cinema, Mimesis, Milano-Udine, 2014.

Ludovica Fales, Giuseppe Fidotta, Andrea Mariani, (edited by), Whose Right? Media: Intellectual Property and Authorship in the Digital Era, Forum, Udine 2014.

Francesco Federici, Cosetta G. Saba (edited by), Cinema and Art as Archive: Form, Medium, Memory, Mimesis International, Milano-Udine 2014.

Federico Giordano, Bernard Perron (edited by), The Archives: Post-cinema and Video Game between Memory and the Image of the Present, International, Milano-Udine 2014.

Sara Martin (a cura di), Scritture, figure, mondi. Utopie ed eterotopie nelle serie televisive contemporanee, Mimesis, Milano-Udine 2014.

Sara Martin, Gino Peressutti. L’architetto di Cinecittà, Forum, Udine 2013.

Giacomo Piermatti, Jacopo Quadri, Stefano Ricci, Eccoli, Mami Verlag, Quilow, 2014.

Federico Zecca, Cinema e intermedialità. Modelli di traduzione, Forum, Udine 2013.

Cinéma & Cie. International Film Studies Journal, n.20, Carocci, Roma, Spring 2013.

Cinergie. Il cinema e le altre arti, n.5, aprile 2014 (free online)

G|A|M|E The Italian Journal of Game Studies, n.3, April, 2014 (free online)

 

Cinema a Bologna (24-30 marzo 2014)

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Nuova tornata di appuntamenti per cinefili a Bologna.

LUNEDI 24: Alle 21, cinema Odeon, Biografilm presenta in anteprima Tim Hetherington: dalla linea del fronte, il commovente ritratto dell’acclamato fotografo di guerra e regista, diretto dal giornalista Sebastian Junger, amico e suo co-regista in Restrepo – Inferno in Afghanistan.

Sempre la stessa sera il Kinodromo dedica una serata al tema Green Shower: alla sostenibilità, alle buone pratiche e al cinema “verde” da tutto il mondo; temi al centro di un dibattito quotidiano che si è sviluppato spontaneamente negli ultimi anni e che mette in gioco l’immaginazione della nostra vita nel futuro immediato. Il cinema, ancora una volta, come strumento di racconto della realtà e di creazione di una sensibilità artistica e sociale.

Di pomeriggio, alle 17.45, atteso appuntamento con The Story of Film. Il primo film dedicato alla rappresentazione dei bambini nel cinema mondiale. Un caleidoscopico ritratto dell’infanzia attraverso le immagini di 53 grandi film provenienti da 25 paesi diversi. Spaziando dagli anni Venti ai Duemila, da Hollywood al Sud del mondo, Mark Cousins, critico e regista irlandese, già autore del monumentale documentario The Story of Film: An Odyssey, propone un nuovo appassionante viaggio, una celebrazione dell’infanzia e allo stesso tempo del cinema. Al termine Mark Cousins incontrerà il pubblico per presentare il cofanetto Dvd del film in uscita per le Edizioni Cineteca di Bologna.

MARTEDI 25: Kinodromo, presso Cinema Europa, Kinodromo rende omaggio alla celebre illustratrice ideatrice dei Moomin, Tove Jansson, in occasione dei 100 anni dalla sua nascita. Serata organizzata da ZOO all’interno del programma Settemostre, in collaborazione con Hamelin Associazione Culturale, in occasione della Children’s Book Fair.

MERCOLEDI 26: Al Lumière, per la rassegna “Uno sguardo al documentario”, ecco  alle 20 Il coraggio dei Boxel: I primi veicoli elettrici omologati in Italia, il Boxel e lo Zaway, il treno no-stop, le utilitarie assemblabili in cantina: sono solo alcuni frutti dell’ingegno irrefrenabile  dell’inventore e costruttore bolognese Paolo Pasquini, che per tutta la vita ha coltivato il sogno dimuoversi e viaggiare senza inquinare. Andrea Pavone Coppola, che di Pasquini fu collaudatore, racconta attraverso interviste e immagini inedite quarant’anni di progetti, invenzioni e competizioni di questo precursore geniale e romantico della mobilità sostenibile. Al termine incontro con il regista Andrea Pavone Coppola e Stefano Bonaga.

GIOVEDI 27: Al cinema Bellinzona, continua il cineclub del giovedì. Stavolta tocca, sempre alle 20.30, a Profondo rosso di Dario Argento, presentato da Gianfranco Nerozzi.

Poco prima, alle 19, presso la Sala Ciano – Sala Maggiore (Ex GAM) – del Palazzo della Cultura e dei Congressi di piazza Costituzione 4/A a Bologna, Franco Armieri, artista autore del Riskio, e Alessandro Negrini, filosofo co-autore del Riskio, dialogano con Michele Mellara e Alessandro Rossi, autori e registi. Gli organizzatori dell’incontro, Franco Armieri e Alessandro Negrini, hanno così introdotto l’appuntamento: “Abbiamo invitato al RisKio Mellara e Rossi perché il loro cinema affronta, fra i molteplici temi fondamentali, l’idea di identità nella socialità, ovvero identità come corpo sociale. Anche esso, come tutte le forme dell’identità, vive un momento di  pericolosa sottrazione di senso, e di legittimità, pur conservando un ruolo decisivo per l’identità di ognuno di noi. E, nello spirito fenomenologico tipico del RisKio, pensiamo che raccontare la socialità come momento decisivo dell’identità attraverso una panoramica del percorso cinematografico degli autori, possa dire e lasciare di più che una fredda trattazione apodittica.”

VENERDI 28: alle 19.15, all’Odeon, per Sala Doc, Nozze d’agosto, regia di Andrea Parena: in una cittadina del sud Italia, nel pieno dell’estate, si svolgono le giornate di un gruppo di professionisti delle feste di matrimonio. Mauro è un regista specializzato in filmini di nozze, Max è un consumato dj, una vita sempre sulla strada, Nico è un musicista e cantante dal vivo, il giovane Michelangelo si affaccia a questo mondo, ma al mattino lavora nell’autolavaggio di famiglia, Roby ha creato in paese una “piccola Hollywood”, programmando nell’unico cinema i filmini di matrimonio.

SABATO 29: proseguono gli incontri “Tra le pagine e lo schermo” coordinati da Giacomo Manzoli, presso librerie Zanichelli Coop, ore 17: “Ma cos’è questa crisi. Letteratura e cinema nell’Italia del malessere” di Dario Tomasello. Dialoga con l’autore Marco Antonio Bazzocchi.

Sono anche, notoriamente, i giorni della Children Book’s Fair, molto ricca e piena di addentellati alla cultura cinematografica: lasciamo ai lettori il piacere di scoprire il programma qui.

Telefilia (20-22 marzo 2014) e cinema sparso

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Quando riusciamo, aggiorniamo i consigli cinefili in Tv, anche solo per pochi giorni. Per esempio:

– giovedì 20 marzo, troviamo un noir b-movie di Gordon Douglas, L’evaso, 1946, con Lawrence Tierney, alle 5 di mattina (ormai venerdì, quindi) su Rai Movie.

– venerdì 21 marzo, su La Effe, un ottimo quanto dimenticato noir (francese questa volta) di Cedric Khan, Luci nella notte, 2004, in orario stranamente urbano (21.30). Ma a far notte ci pensa Fuori Orario, di cui riportiamo il programma, curato dal bravissimo Fulvio Baglivi, dalle 2 in poi. Apre Resnais e chiude il nostro magnifico Andreassi:

 

IL COLORE DELL’ARTE, SENZA ARTE NE’  PARTE a cura di Fulvio Baglivi Con i film

VAN GOGH (b/n, v.o. fr. Sott.it.) Di Alain Resnais. sceneggiatura di Robert Hessens e Gaston Diehl. Voce di Claude  Dauphin. Musica di Jacques  Besse.
Cortometraggio che  racconta l’intensità dell’esperienza artistica di Van Gogh, la sua vitalità, la  forza dell’arte e il delirio del suo genio. Premiato alla Mostra  del cinema di Venezia 1948 e agli Oscar 1950.
L’INVENZIONE DELLA  CROCE (Prima Visione Tv) (Italia, 1948,) di Luciano Emmer, Enrico Gras
“In questa interpretazione sul filo del racconto della  leggenda apocrifa nasce anche una comprensione della natura ritmica e  contemporaneamente lirica di Piero della Francesca. Questo è evidente in alcuni  modi di presentazione della pittura, come quella delle teste  nell’Annunciazione, oppure la ripresa apparentemente fuori tema  dell’architettura nella prova delle tre croci, che interrompe il parlato e ci  fa vedere la struttura ritmica delle immagini, della quale il marmo è la  chiave. Siamo probabilmente in bilico tra l’occhio che ricrea e l’occhio che  interroga.” (A. Calca).
IL RAGAZZO DI  JINCHENG  (Prima Visione Tv) (Hometown Boy,  Taiwan, 2011) Di Yaoi
Questo  documentario parla di un famoso pittore taiwanese, Liu Xiaodong. Egli ha  lasciato il suo paese natale a 17 anni. Trant’anni dopo, ha deciso di ritornare  a casa e di dipingere la sua famiglia, i suoi amici, e la sua città natale che  oggi è cambiata molto. Questo documentario racconta il misterioso e incredibile  processo della pittura di Liu dalle tele vuote fino all’abbondanza nel  contenuto e nella forma. Il film Hometown Boy spera di documentare questo processo  dalla prospettiva di Liu Xiaodong e di comprendere la sua pratica artistica da  questa distanza profonda.
PAUL GAUGAIN            b/n, v.o. fr. Sott.it.) Di Alain Resnais. Sceneggiatura di  Gaston Diehl, dagli scritti di Gauguin. Voce di Jean Servais.
Film documentario che  ripercorre il lavoro pittorico dell’artista, arricchito da un commento che si  basa sui testi dello stesso Gauguin.
CALLE DE LA  PIETA’ (Prima Visione Tv)             (Italia, 2010, colore) Di Mario Brenta e Karine Des Villers.
Calle de  la Pietà è la cronaca reale e immaginaria dell’ultimo giorno di vita di Tiziano  Vecellio, ventiquattr’ore tra il mattino del 26 agosto 1576 il mattino  successivo, e dell’ultimo suo quadro, la Pietà. Più che un racconto, il film è  una riflessione sull’esistenza e sulla funzione dell’arte che non è altro che  il desiderio di cogliere il segreto del mondo, di possederlo ma soprattutto di  dominarlo, dominandone il tempo.

AUTORITRATTO (Italia, 1958, b/n) Regia: Raffaele Andreassi
Il pittore Amedeo Ruggiero e le  sue immagini delle periferie romane dal dopoguerra agli anni ’60 dipinte  con tono sommesso da cronista è il pezzo di mondo che  Raffaele Andreassi racconta in questo cortometraggio-documentario.

– Sabato 22 Rai Movie ore 21.15, torna La croce di ferro di Peckinpah, il suo film più rovinosamente bello e nichilista, imperdibile. E a notte la seconda parte del programma su arte e cinema di Fuori Orario, con questo palinsesto:

GUERNICA      (Francia, 1950, 13’,  b/n, v.o. fr. Sott.it) Di Alain Resnais
Sceneggiatura di  Robert Hessens. Testo di Paul Eluard letto da Maria Casarés e Jacques Pruvost. La barbarie del  fascismo raccontata attraverso le tele e le sculture di Picasso, la poesia di  Éluard, titoli di giornali e immagini di rovine.
CARCERI D’INVENZIONE. PIRANESI (Italia, 2009, solore) Regia: Luciano Emmer
Luciano Emmer si ispira alle incisioni di Piranesi: “I film  sull’arte raramente riescono ad evitare un tono didascalico, destinato ad  interessare solo coloro che studiano la storia dell’arte. Ma se c’è un modo  scientifico di filmare i capolavori, ne esiste un altro – che potremmo definire  poetico – che permette a tutti di capire ed amare l’opera dell’artista” (L.  Emmer)
AGNUS DEI (Prima Visione Tv) (Italia, 2012, colore ) Di Mario Brenta e Karine Des Villers
Prima di  recarsi in ospedale per un intervento al quale non sarebbe sopravvissuto, e  forse mosso da una vaga premonizione,mio padre mi raccontò qualcosa, sulla  quale dovevo fare un film. Una storia che era stata tenuta nascosta per più di  cinquant’anni. Era la storia di un abuso sessuale. Parlava di un collegio, un  adolescente ed un monaco. L’adolescente era mio padre. (Mario Brenta)
IL DRAMMA DI CRISTO                           (Italia 1992, colore) di Luciano Emmer, Enrico Gras
Nel 1992 ho realizzato un terzo  Giotto che si intitola Il dramma di Cristo. L’idea centrale era questa: se  Giotto avesse avuto la macchina da presa 600 anni fa avrebbe anticipato  Rossellini, Pasolini e tutti gli altri, senza bisogno dei pennelli. Nello  stesso tempo ho scoperto una maggiore profondità del racconto cinematografico  rispetto a Racconto da un affresco. Giotto aveva voluto raccontare la storia  commovente tra una madre e un figlio. Il rapporto tra il bambino nelle mani più  che nelle braccia di Maria nella natività e l’uomo morto nelle braccia di Maria  alla fine della sua vita era la chiave di questo racconto che diventava un film” (L. Emmer).
I PITTORI DI PROVINCIA           (Italia 1953, col. 8′) di Lucio Fulci
In una narrazione di impianto classico, ma  innovativa per le inquadrature che raccontano l’arte, Lucio Fulci racconta  l’evoluzione della pittura dei Macchiaioli in toscana.

KLIMT (Austria, Francia, Germania 2006, col.) Un film di Raoul Ruiz. Con John Malkovich, Saffron Burrows, Emilie Floge, Stephen Dillane, Sandra Ceccarelli
Storia dell’austriaco Gustave Klimt (John Malkovich), pittore che rappresentò il  nuovo stile artistico del  IX secolo, l’Art nouveau. Destò scandalo per il carattere erotico della sua  pittura e fu bandito dal circuito ufficiale, dando poi vita alla cosiddetta  “Secessione Viennese”. Si fece sostenitore di giovani artisti come  Oskar Kokoshka e Egon Schiele…

 

Aggiungiamo qualche segnalazione:

– E’ uscita da qualche tempo, per I Quaderni del Battello Ebbro, l’ultima monografia curata da Giacomo Martini, instancabile critico e promotore culturale, su uno dei suoi registi preferiti, Theo Anghelopoulos. La collana è CinemaLibero, e tra i contributori troviamo Calabretto, Bogani, Sesti, De Santi, Torri e tanti altri. Un tributo a un maestro.

– In uscita il numero di marzo di Otto e mezzo diretto da Gianni Canova. Sul sito, ulteriori novità e annuncio di una nuova app.

– Recuperiamo anche il nuovo numero, online open access, di Ol3Media, sul tema del “media stardom”: qui.

 

Periscopio cinefilo (19 marzo 2014)

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Nuova serie di segnalazioni per cinefili e studiosi (nonché studenti, sia chiaro), intorno alle cose interessanti che “girano sul piatto” in queste settimane.

– Segnaliamo l’ottimo livello garantito dal nuovo corso di Rumore, non solo per ciò che riguarda le pagine di cinema curate come sempre da Giona A. Nazzaro, ma anche per l’attenzione riservata al ruolo della critica. Su ogni numero, un ritratto con intervista di critici musicali influenti, con rilievi importanti anche per chi pratica la disciplina cinematografica. Questo mese ottimo approfondimento (e dialogo) con il bravo Simon Reynolds, dedicato in particolare a Morrissey.

– Soddisfazioni anche da altre riviste di musica. Sul numero di marzo di Blow-Up, ottimo speciale sul cinema porno, con articoli di Alberto Pezzotta, Roberto Curti, Donatello Fumarola, Giovanna Maina, Alberto Momo e Raffaele Meale.

– Tornando a testate più ortodosse (ma non meno vivaci) ecco l’atteso nuovo numero di Filmidee, free online. Si tratta del numero 9 e i due direttori (Daniela Persico e Alessandro Stellino) avvertono anche che “la pubblicazione del nuovo numero è l’occasione ideale per annunciare l’apertura delle iscrizioni alla seconda Summer School di Filmidee (23-30 luglio 2014). Ci auguriamo che possa diventare ancora una volta (e sempre di più) il luogo di incontro ideale tra lettori, critici e registi che amiamo sostenere, per una settimana di mare, sole e cinema all’insegna della convivialità e della condivisione appassionata. Vi aspettiamo!”.

– Uscito anche online e sempre open access, il nuovo numero della rivista accademica inglese Scope.

– Parte in queste ore il convegno annuale del SCSM – Society of Cinema & Media Studies, appuntamento gigantesco e straordinario della ricerca mondiale in tema di cinema e audiovisivi. Qui il sito, dove consultare il mastodontico programma. Buon lavoro alle centinaia di colleghi coinvolti.

– Per gli ispanofoni (ma per noi italiani, con un po’ di fantasia, si può provare a leggere comunque), segnalo la rivista spagnola online DesistFilm, con un dossier sul found footage.

 

Breve e personale ricordo di Ezio Raimondi

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In queste giornate di lutto per la critica letteraria, dopo Segre se ne va anche Ezio Raimondi, insieme al latinista Giardina. Con gli ultimi due ho studiato nei primi anni Novanta. Non ero un gran che in latino. Mentre la letteratura italiana a un certo punto era sembrata il mio orizzonte. Poi è arrivato il cinema e ha travolto tutto. Per fortuna, perché avendo davanti un modello come Raimondi avrei fatto magre figure. Sono contento che Raimondi mi abbia fatto capire di voler insegnare e studiare per il resto della vita, e ancor più contento di aver compreso i miei limiti non essere diventato la parodia di un grande italianista come lui.

Proprio per questo non ho particolari titoli per costruire medaglioni su Ezio Raimondi. So che, proprio come Segre, per me era la dimostrazione che il concetto di critica non può mai essere disgiunto da quello di ricerca nella cultura umanistica. ed era l’esempio più concreto in cui mi sono imbattuto (oltre a Umberto Eco) di erudito nel senso migliore del termine. Ricordo bene molte sue lezioni: in testa certamente le letture e le analisi di Tasso, poi Dante e Petrarca. L’incredibile attenzione al dato linguistico e formale, la passione genuina per la nostra letteratura, la capacità di trasmettere i pensieri delle scuole critiche, dopo cinque anni di liceo classico ispirati alla più conservatrice pedagogia di cattivo crocianesimo, mi salvarono la vita. All’esame, preparato per mesi (c’erano almeno dieci volumi densissimi, altro che manuali  brevi per conteggio crediti come quelli che oggi mettiamo in programma), non fui soddisfatto. Raimondi era nervoso, si era accorto che molti studenti erano impreparati, ed era persino uscito dallo studio per avvertire gli altri iscritti in lista: “Se non avete letto tutti i libri in programma, potete anche tornare a casa, tanto me ne accorgo”. Alla fine anche con me fu piuttosto duro, e quella lode mancata mi fece letteralmente imbufalire. Oggi non averla presa mi fa sentire anche meglio, meno secchione, e forse era stato il primo stimolo a non intestardirmi sulla letteratura italiana.

Ma, ripeto, la cosa straordinaria erano le lezioni. Anzitutto il lessico: incredibilmente vasto, quasi illimitato, la cui assenza mi sembra oggi il dato più sconcertante della critica, nessuna esclusa. Poi la sintassi: la linguista Maria Luisa Altieri Biagi, mia relatrice di tesi, amava definirsi seconda solamente a Raimondi nell’aprire le subordinate. Lui poteva raggiungerne anche cinque o sei e ritornare alla frase principale. Lei al massimo tre o quattro. Eppure non era nemmeno questa, unita alla conoscenza (anzi, alla “scienza” di cui era intriso)  la dote che mi colpiva di Raimondi. Semmai il modo di leggere i libri. E di tenerli in mano. Nessuno sbuffi, non sto per cantare i vecchi tempi del volume di carta e della sua seducente bellezza. Ma Raimondi – che faceva lezione in piedi e girava ossessivamente davanti alla cattedra in un’aula che all’epoca mi pareva grandissima e poi quando ci ho insegnato è parsa piuttosto piccola – teneva con una mano il libro e con l’altra gesticolava. Poi leggeva un brano, poi alzava gli occhi e lo analizzava, sempre in piedi e sempre con una mano impegnata. E così via.

Inutile sperare in un percorso coerente e chiaro, in un “programma”. Io ebbi la fortuna di studiare con lui l’intertestualità, e Bachtin, per poi finire a scrivere una tesi di dottorato sulla parodia nel cinema applicando Bachtin e l’intertestualità. E Raimondi saltava dalla voce di Ariosto che si poteva scorgere in Tasso, a Bloom e Riffaterre, per poi planare nuovamente su Boccaccio, e trovarsi infine a leggere brani di Curtius, per concludere su Melville. Persino gli studenti somari o perditempo davanti a tutto ciò si sentivano in imbarazzo: difficile mancare di rispetto a Raimondi, difficile trovare giustificazioni alla propria pigrizia intellettuale di fronte a uno così. Perché studiare Lettere a Bologna, se non ti fai scuotere nemmeno da Raimondi? Il peggio che si poteva dire di lui era che si era occupato poco o nulla di Leopardi. Peccato.

Il mio rapporto con Ezio Raimondi finì da studente, in buona sostanza. Quando ne sono diventato un immeritato collega, era ormai in pensione e non mi sembrava nemmeno opportuno fermarlo per strada o in biblioteca, dove pure lo incontravo spesso, qui a Bologna. Non ho molto altro da raccontare, né da vantare, né da millantare. Chissà quanti talenti avrà risvegliato e svelato negli anni, e che gli sono stati probabilmente raccontati quando era ancora in vita. Quel che potrò dire ai nipotini, però, mi basta: “Io ho studiato con Ezio Raimondi”.

Cinema a Bologna (17-23 marzo)

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Nuova tornata di appuntamenti per cinefili a Bologna.

LUNEDI 17: comincia lo Youngabout Film Festival: proposto come sempre dall’associazione culturale Pugni in tasca, offre sette giorni di proiezioni inedite e si conferma osservatorio del cinema “anagrafico” di tutto il mondo. Qui il calendario.

Alle 21, cinema Odeon sala C, Biografilm presenta The pervert’s guide to ideology, di Sophie Fiennes: a sei anni dall’uscita di The Pervert’s Guide to Cinema, la nuova guida del filosofo e psicoanalista sloveno Slavoj Žižek, realizzata nuovamente in collaborazione con la regista Sophie Fiennes, è un compendio di riflessioni intelligenti e provocatorie che vertono questa volta sul ruolo e sulla natura delle ideologie nella società contemporanea, e sulla relativa mistificazione del reale che esse producono. Il filosofo, per spiegare le sue osservazioni socio-psicoanalitiche, entra nelle sequenze dei film che hanno fatto la storia del cinema: tra questi Tutti insieme appassionatamente, Titanic, Lo squalo, Arancia meccanica.

Sempre la stessa sera e alla stessa ora, il Biografilm organizza anche una proiezione all’Uci Cinemas Meridiana di The Square: il   documentario che ha conquistato il Sundance raccontando la lotta del   popolo egiziano per la conquista della libertà è un film nel film, una   voce lucida e ironica sul potere dei media, una riflessione sul ruolo   attivo che la rappresentazione degli eventi gioca negli eventi stessi.   Dai colorati sit-in di protesta agli scontri con la polizia, l’occhio   silenzioso di Jehane Noujaim segue, infatti, cinque protagonisti mentre a   loro volta testimoniano, videocamera alla mano, le utopie e le  atrocità  di piazza Tahrir. The Square – inside the revolution è stato nominato al  premio Oscar© 2014 come miglior documentario ed è inoltre  nel programma  del Festival internazionale del Cinema di Berlino per la  sezione Forum  Special Screenings

MARTEDI 18: Kinodromo, presso Cinema Europa, in collaborazione con Terra di tutti Film Festival, offre alle 21 When Bubbles Burst di Hans Petter Moland: In una economia globalizzata è sempre più difficile per nazioni, società e individui proteggersi dalla volatilità finanziaria. Ma cosa genera bolle imprevedibili e catastrofici collassi? La cittadina norvegese di Vik rappresenta un esempio delle conseguenze della crisi: questo idilliaco e benestante villaggio di 2800 anime è stato risucchiato in investimenti troppo complicati, rischiando la bancarotta. Parte da lì questo percorso alla scoperta del funzionamento nascosto dell’economia globale, accompagnato da premi Nobel, economisti di fama, broker finanziari internazionali e dai cittadini di Vik, che traccia illuminanti paralleli storici per capire meglio la crisi attuale e immaginare tendenze e alternative future.

MERCOLEDI 19: presso lo spazio Menomale alle 21.45, proiezione di In punto di morte di Mario Garriba, per ricordare un grande regista e un personaggio davvero fuori dagli schemi del cinema nazionale, con un testo di Magrelli, Moneti e Pallanch. Qui per saperne di più.

Parte al cinema Lumière la rassegna dedicata al cinema sovietico, per “Aspettando il Cinema Rirtrovato”: Dal Fondo Italia-URSS dell’Archivio della Cineteca di Bologna, la prima parte di una rassegna dedicata al cinema sovietico. Del grande periodo muto vedremo i capolavori dell’avanguardia (Ejzenštejn, Pudovkin, Trauberg-Kozincev), il melodramma di Preobraženskaja-Pravov Il villaggio del peccato, la prima commedia sovietica La sigaraia del Mossel’prom e il cinema del quotidiano di Barnet.

GIOVEDI 20: gradito ritorno del duo Rezza/Mastrella al Lumière, con Troppolitani 56, ore 19.45: In occasione delle due serate all’Arena del Sole (21 e 22 marzo) del nuovo spettacolo Fratto X, Flavia Mastrella e Antonio Rezza presentano il loro ultimo lavoro in video, prosecuzione della dissacrante incursione televisiva del duo. 56 parla di razzismo e insofferenza; racconta, attraverso il canto, la convivenza forzata e la cultura di chi è straniero. Un giorno sarà un film.  Al termine incontro con Flavia Mastrella e Antonio Rezza.

Poco prima, alle 19.15, all’Odeon, per Sala Doc, Pannolinopoli, regia di Jacqueline Farme: in Francia ogni anno sono due miliardi e mezzo i pannolini usati che devono essere smaltiti: un esempio emblematico del costo non solo ambientale rappresentato oggi da un figlio. L’abbandono del pannolino usa e getta in favore di quelli riutilizzabili in tessuto è quindi un ritorno a un passato ormai superato o una scelta vincente sul piano della sostenibilità ambientale?

VENERDI 21: ore 17.30, presso Laboratori delle Arti/Auditorium – “Attori e attrici incontrano il pubblico”: stavolta tocca a Elio
Germano, che dialogherà insieme a Giacomo Manzoli e Sara Pesce, con ingresso libero

SABATO 22: proseguono gli incontri “Tra le pagine e lo schermo” coordinati da Giacomo Manzoli, presso librerie Zanichelli Coop, ore 17: Incontro con Claudio Giunta per la presentazione del suo libro UNA STERMINATA DOMENICA (Il Mulino). Dialogano con l’autore Marco Antonio Bazzocchi e Giacomo Manzoli: “C’era una volta il viaggio in Italia. Ma oggi che i luoghi geografici (città/campagna, nord/sud, montagna/pianura) sono diventati molto più omogenei di quanto fossero un tempo, i luoghi davvero significativi, perché davvero diversi gli uni dagli altri, sono gli àmbiti, le sfere, i microcosmi, o comunque si vogliano chiamare quei piccoli pezzi di realtà che formano il mosaico della grande realtà nazionale. «Una sterminata domenica» racconta alcuni di questi luoghi reali o metaforici: un posto di vacanza che assomiglia a un caso di studio per sociologi, la retorica dell’infotainment, la retorica della politica, il calcio, la radio, il pop, un festival per scrittori, le biblioteche, la religione. Alla fine, tutti luoghi anche divertenti: basta non rimanerci troppo”.

Periscopio cinefilo (12 marzo 2014)

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Piccoli aggiustamenti al blog. “Periscopio cinefilo” ingloberà “Telefilia”, lasciando così spazio ad altre rubriche, come le recensioni di libri. Sarà il luogo delle segnalazioni, di appuntamenti, convegni, riviste e visioni varie.

Cominciamo in ogni caso con i film cinefili sul digitale terrestre, come al solito scelti tra i meno noti, i più oscuri, con spazio anche ai guilty pleasure, proprio come Urban Cowboy del grande James Bridges, giovedì su Rai Movie ore 21.15, considerato a torto un pessimo sottoprodotto anni Ottanta. Venerdì sera, ore 22.55, su La7D, salta fuori a sorpresa Ciao, America! di Brain De Palma, 1968, profondamente segnato dal modello nouvelle vague. Ovvia e consueta segnalazione per Fuori Orario e le sue notti di venerdì e sabato, con Bresson, Tarr, Costa, Straub e parte del sancta sanctorum ghezziano.

Passiamo ora ad altri appuntamenti, di tipo però festivaliero e convegnistico:

– E’ in pieno svolgimento il Bergamo Film Meeting, mai domo, con una meravigliosa sezione dedicata a Dirk Bogarde, e soprattutto la retrospettiva “Ma papà ti manda sola”. Citiamo: “Prendendo spunto dal titolo del celebre film di Bogdanovich con Barbra Streisand e Ryan O’Neal, un viaggio nella screwball comedy, dagli anni ’30 agli anni ’60, con 10 film giocati su ritmi sostenuti e sceneggiature impeccabili, dove i personaggi femminili si impongono con la loro spregiudicatezza, una buona dose di follia e una forte inclinazione all’avventura. Storie d’amore giocate sulla conquista a tutti i costi, sulla differenza di classe, sull’ostinazione a pedinare un maschio spesso riluttante, poco propenso al matrimonio, a volte impacciato per non dire infastidito. Meccanismi a orologeria che creano situazioni esilaranti e frequenti colpi di scena. I film proposti portano la firma di grandi registi che hanno fatto la storia del cinema hollywoodiano, come Frank Capra (It Happened One Night, Accadde una notte, 1934) Howard Hawks (Bringing Up Baby, Susanna, 1938), Preston Sturges (The Lady Eve, Lady Eva, 1941) e sono interpretati da grandi star come Cary Grant, James Stewart, Claudette Colbert, Katharine Hepburn”.

Pubblicazioni:

– E’ uscito il nuovo Lost Highway su Chaplin, con un mio pezzo bio-filmografico in apertura. Nel frattempo, è disponibile gratis online il primo Lost Highway sulla New Hollywood, qui.

– E’ uscito il nuovo numero di Segnocinema, con una mia recensione di The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, e molti contenuti di riferimento.

Ondata di letture free online cinefile proposte da Girish Shambu. Fotonico.

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