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ROY MENARINI

Cinefilia, ricerca, visioni

Mese

ottobre 2014

Weekend delle streghe, dei santi e dei morti: Festival Orgy

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Anche quest’anno per il cinefilo nel weekend (niente ponte, purtroppo) di fine ottobre/inizio novembre c’è solo da fare il pieno alla macchina e partire per tutte le località che propongono festival cinematografici. Visto il periodo, la fanno da padroni horror, fantascienza e animazione, ma non solo come vedremo.

– Cominciamo con il Trieste Science + Fiction 2014, manifestazione cui siamo legati per motivi culturali e affettivi. Già in svolgimento dal 29 ottobre scorso e in prosecuzione fino al 2 novembre, ha un programma di tutto rispetto. Il Premio Urania va ad Alejandro Jodorowsky protagonista anche di uno spettacolo esauritissimo in poche ore, mentre l’omaggio a Mario Bava tinge anche la science fiction di sangue. Sorprende piacevolmente la presenza come ospite di Sasha Grey, forse la porno star più intelligente e capace degli ultimi due decenni, già assurta da tempo al pantheon della pop culture non a luci rosse, e attrice nell’ultimo film di Nacho Villalongo. Complimenti a Daniele Terzoli e a tutto lo staff di Science + Fiction, ormai festival di culto del settore.

– Altrettanto affetto proviamo per gli amici e colleghi romagnoli del Ravenna Nightmare Festival, dove, anche se sf e horror si mescolano spesso e volentieri, la sfumatura è decisamente più nera e repellente. Concorso, fuori concorso, omaggi e altro ancora in un cartellone ricchissimo già attivo dal 24 ottobre e che trova nel weekend il suo momento topico. Il programma spiega in maniera esauriente i contenuti; ci limitiamo a ricordare, oltre alla bella idea di omaggiare gli “Alien exploitation” con i fake sequel nostrani del capolavoro di Scott, anche la proiezione di chiusura, Over Dead Body – il nuovo film di Takashi Miike, ritorno all’horror su una compagnia teatrale che porta in scena una piece fatta di omicidi, tradimenti, fantasmi e vendetta.

– Intanto, gli appassionati di crossmedialità, pur sempre in larga parte legata ai temi del fantastico, stanno accorrendo verso Lucca, dove si svolge l’ormai celeberrimo Lucca Comics and Games che, guardando al modello del Comic-Con di San Diego, sta diventando sempre più una celebrazione generale delle arti popolari, dove al gaming si lega il cosplay, all’animazione si intreccia l’entertainment digitale, alla serialità il fumetto, e così via. La presenza del cinema continua ad essere un po’ ancillare, ma in questa sezione si potrà trovare pane per i denti del “movie geek”.

– Torniamo a una cinefilia più tradizionale con Firenze e con France Odeon, appuntamento dedicato – come si evince fin dal titolo – al cinema francese del presente e del passato. Per Alain Resnais l’omaggio più sentito, e molte anteprime italiane, tra cui alcuni film che rimarranno inediti. La rassegna sul cinema francese ci offre l’occasione per ricordare che l’iniziativa fa parte dell’invidiabile cartellone dei 50 Giorni di Cinema Internazionale con ben dieci festival che si passano il testimone l’uno con l’altro, dando vita a un periodo di eccezionale godimento cinéphile.

– Per chi proprio non può muoversi da casa in questo weekend così ricco (abbiamo dovuto sacrificare altri eventi non meno meritevoli per motivi di spazio), ricordiamo che online si possono vedere ancora per pochi giorni i film documentari di Via Emilia Doc Fest, che avrà poi un suo svolgimento – alla presenza dei finalisti scelti dal pubblico via web – dal 6 al 9 novembre a Modena, dove si dà vita a un festival assai interessante e stratificato. Il dialogo web/sala ci pare encomiabile.

 

Periscopio cinefilo: Occhio selvaggio, violenza e audience

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Piovono libri. Non sempre li recensiamo tempestivamente ma si tratta di opere che non invecchiano, anche se con qualche mese sulle spalle.

– Il primo, in verità, è abbastanza nuovo: Paolo Cavara, Tonino Guerra, Alberto Moravia, L’occhio selvaggio, a cura di Alberto Pezzotta (Bompiani, 18 euro). Ancora Cavara, dunque, protagonista di una rinascita editoriale a dir poco sorprendente. L’occhio selvaggio del 1967 è al centro del volume, che ripubblica la sceneggiatura scritta insieme a Guerra e Moravia. La quarta di copertina parla di “documento straordinario e finora dimenticato”, e non esagera. Ottima, come previsto, l’introduzione saggistica di Pezzotta, curatore dell’iniziativa, e svariati i materiali a supporto, tra cui il trattamento di Carpi e Pirro, i saggi e le testimonianze curate da Manlio Gomarasca. Un libro che ci ha riportato ai fasti della collana “Dal soggetto al film” diretta da Renzo Renzi per la Cappelli, sia pure in questo caso con un film decisamente dimenticato.

– Il secondo, visto che di rappresentazione della violenza si parla, è Voglio vedere il sangue. La violenza nel cinema contemporaneo di Leonardo Gandini (Mimesis, 12 euro). Sottile ma denso, aria da pamphlet ma in verità tutt’altro che polemico o di parte, saggistico ma con la capacità di prendere posizione: il volume attraversa molte questioni che hanno a che fare con la violenza del cinema, esaminando – ed è questa la cosa più interessante – le varie posizioni espresse sia dalla bibliografia sull’argomento sia dalle opinioni comuni in merito. Tema ovviamente delicato, su cui Gandini lavora con grande lucidità, spendendo poi nelle singole analisi di film – da Haneke a Tarantino, passando per i meno attesi Sucker Punch e Dogville – le frecce più acuminate. Il nocciolo del problema è, come spiega l’autore, capire in che modo il cinema rappresenta la violenza, come ingaggia lo spettatore, che forme morali assume nel film, quale sguardo appone sul gesto della sopraffazione. Consigliatissimo.

– Cambiamo genere con Mariagrazia Fanchi, L’audience (Laterza, 17 euro). Da sempre attenta studiosa delle figure spettatoriali e delle dinamiche di consumo, Fanchi dedica un nuovo volume, aggiornato con le più recenti acquisizioni metodologiche, all’audience. Ormai anche gli autorialisti più convinti sono d’accordo sulla necessità degli audience studies, e il volume ne è al tempo stesso un eccezionale punto di arrivo e uno sprone per ripartire. È da qualche anno che l’editoria di “cinema e media” in Italia, forse per esigenze editoriali, “traveste” da manuali alcuni profondi saggi dalle connotazioni molto chiare. Questo ne è un esempio. Nel capitolo poi dedicato alle teorie più recenti e alle possibili conseguenze, l’autrice suggerisce sottotraccia – come ha già fatto in altri contesti – che sta tornando il tempo di occuparsi di sguardo, istituzionalizzazione, femminile, potere e altre questioni da sottrarre all’archeologia dell’ideologico.

– Torniamo, in certo qual modo, allo scontro (figurato e intellettuale) grazie a Giona A. Nazzaro, Il conflitto delle idee. Al cinema con Micromega (Bietti, 16 euro). Si rivede la forma dell’antologia critica del singolo recensore, dopo qualche anno di silenzio (se si escludono lavori storici come quello recente su Moravia di Bompiani). A meritare il volume, questa volta, uno dei critici militanti più noti e battaglieri del panorama. Nazzaro, peraltro attivo anche su altre piazze, raccoglie qui le critiche per Micromega online, e forse questo è il dato più curioso: nell’epoca del web, un volume cartaceo serve forse a salvare da rapida obsolescenza testi destinati a un consumo rapidissimo. I film trattati appartengono al quinquennio 2009-2014, e – come spesso accade con le antologie – alla fine emerge di Nazzaro una vera e propria linea poetica, che rimette al centro il cinema come produzione di immaginario e la critica come generosità interpretativa. Discutibile, invece, la prefazione di Marco Muller, che sembra parlare di critica web trovandosi ancora negli anni Novanta.

Periscopio cinefilo: tra Scorsese e Cameron

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Sempre a singhiozzo, ma ci siamo. Nuovo periscopio, pieno di robina deliziosa per cinefili, cominciamo a razzo:

– Su “Reverse Shot”, il prolungamento critico del New York’s Museum of Moving Image, si sta componendo via via un simposio su Martin Scorsese, dove diversi studiosi prendono in considerazione una per una le singole opere di Martin Scorsese. Godibile, da leggere qui.

– Grazie a Keyframe Daily, scopriamo ogni volta che là fuori nel web è pieno di attivismo cinefilo. Una delle cose più divertenti è l’uso smodato del podcast. ecco per esempio il round-up di un blog intorno al rapporto Lewis/Tashlin tra ’55 e ’64: qui. O il delizioso “You Must Remember This”, che ospita in podcast storie e vicende della Hollywood classica. Ecco la puntata su Jane Russell e Howard Hughes.

– Uscito online gratis il nuovo numero di “Cléo”, la rivista di “feminism and film” più vivace del momento.

– “Taste of Cinema” elenca 20 grandi corti sperimentali, avanguardie storiche e non solo, che si possono vedere gratis online. Qui.

– Ci fa molto piacere segnalare questa rivista online indiana, giunta ormai alla decima issue, dal nome “Projectorhead”.

– Tornando in Italia, comincia domani “Fascina – Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi”, bellissimo appuntamento convegnistico a Sassari, con il meglio del meglio delle ricercatrici di cinema in Italia. Qui il programma.

– Per i libri, segnaliamo di aver appena finito di leggere con piacere e profitto Filmare dall’abisso. Sul cinema di James Cameron, scritto da Daniele Dottorini per ETS (euro 13). Si tratta di una densa cavalcata teorica nell’universo di Cameron, autore che sembra intuire ogni volta lo stato del cinema nella civiltà contemporanea, il ruolo delle tecnologie e del racconto, la politica del blockbster e il senso che oggi ha l’espressione “forma cinematografica”. Grazie alla sua ben nota preparazione filosofica e analitica, Dottorini ne interroga le immagini, ricorrendo spesso ad analogie e paragoni espliciti con Herzog, Malick, Kubrick e persino Lynch, cineasti segnati dalla ricerca del sublime e dal non fermarsi davanti agli ostacoli (non solo linguistici) del “vedere” nei film.

– Per il cinema in TV, ci piace segnalare – tra le visioni allucinatorie nelle pieghe dei palinsesti, “Il taglio del bosco” (Cottafavi, 1963, RaiMovie ore 01.45, nella notte tra 20 e 21 ottobre), la notte di Fuori Orario tra 24 e 25 ottobre, con Reitz/Tonacci/Gianikian e Ricci Lucchi/Straub e Huillet, e ancora 24 ore dopo Tarr/Ciprì e Maresco/Piccon.

Periscopio cinefilo: Cavara, cinema di sinistra, editoria e serie TV

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Pronta una nuova infornata di proposte, letture e visioni per tutti gli irriducibili che, più numerosi del previsto, seguono queste righe e ne perdonano la cadenza un po’ zoppicante.

– Cominciamo dai libri. Estinguo un debito di alcuni mesi, citando due libri dedicati a Paolo Cavara, un cineasta di quelli che meritano una riconsiderazione e una collocazione nella storia del cinema italiano. I due volumi vanno considerati separati, ma una lettura unitaria li rende quanto meno congruenti. Il primo è stato scritto dal figlio Pietro Cavara e si intitola Ricordo di un padre. Paolo Cavara, regista gentiluomo, edito da Aracne, 12 euro. Il memoir di Cavara jr. è davvero commovente, e sembra restituirci fino in fondo una figura apparentemente contraddittoria, legata nella nostra memoria collettiva al cinema della violenza (Mondo cane, L’occhio selvaggio, La tarantola dal ventre nero), ma in verità coltissimo a cavalleresco. La prefazione è di Fabrizio Fogliato, che a sua volta si fa introdurre da Pietro Cavara per il suo Paolo Cavara. Gli occhi che raccontano il mondo (Edizioni Il Foglio Letterario, euro 18). In questo caso, invece, l’approccio è critico, tutti i film vengono analizzati, così come i rapporti con l’industria del cinema e con i generi. Moltissime, e utili, le testimonianze e soprattutto lodevole il lavoro di chi sta repertando – anche con documenti inediti – il lavoro di cineasti “dispari”, che rischiano di finire catalogati solo come autori sensazionalistici. Sul sito di Fogliato, si può leggere l’intervista a Pietro Cavara e chiudere il cerchio: qui.

– E’ invece un e-book, Quando c’eravamo noi di Andrea Minuz, pamphlet reperibile al costo di 1 euro e 99 sul sito apposito di Rubbettino. Chi conosce l’attività critica di Minuz, inseguendola su varie testate e network, sa che si tratta di formidabile polemista, poco amante del cinema d’autore ufficiale italiano e fortemente critico nei confronti delle classifiche di gusto imperanti nella cultura giornalistica e nella critica mainstream. Il suo bersaglio polemico è qui il cinema “di sinistra”, inteso come produzione che negli anni ha costruito una sorta di santuario laico, intriso di nostalgia perenne, dello spettatore medio-colto e progressista. Moretti, Bellocchio, Veltroni e tanti altri sono i protagonisti di una disamina culturale venata di analisi raffinate: ottima l’intuizione che si tratti di un vero e proprio melodramma della perdita, che si snoda di film in film. Si poteva forse anche chiamarlo, a mio parere, “cinema del PD” (almeno pre-Renzi), poiché si tratta di una produzione molto tentata dalla costruzione di un pantheon e di un gusto che potesse corrispondere alla natura di un partito mai nato e mai veramente identificato in qualcosa di preciso. In ogni caso, difficile dare torto a Minuz, anche se alcune letture rischiano di intruppare tutti nello stesso pentolone, Moretti in primis, o di non valutare appieno il ricorso a moduli consapevoli – pensiamo a Marco Tullio Giordana, regista mediocre, ma capace di aggiornare consapevolmente la tradizione manniana del melodramma famigliare e giungere ai lidi della soap opera senza sentirsi troppo in colpa, in La meglio gioventù. In ogni caso, un volume prezioso, che non teme di suscitare dibattiti anche aspri – ove ce ne fossero, visto che i confronti sembrano ahinoi ridursi a un gruppo piuttosto esiguo di studiosi del cinema italiano (quorum ego).

– Visto che abbiamo parlato di Rubbettino, e che la casa editrice in questione offre gratuitamente da tempo un bel blog, ci viene naturale segnalare che la testata di approfondimento che “identifica” e rafforza l’attività editoriale sta prendendo piede (il caso più celebre è Minima&Moralia, legato a Minimum Fax). Nata di recente, Mimesis – Scenari mi vede coinvolto insieme ad alcuni colleghi di varie Università, prevalentemente quella di Udine, nella redazione cultura e arte. La testata è ovviamente legata a Mimesis, per cui il sottoscritto dirige la collana Cinergie (“sorella” del semestrale accademico online), e siede nel comitato scientifico della collana Cinema. Gratis online ogni venerdì, prevede un pugno di articoli settimanali in grado di intervenire nel dibattito politico o – nel nostro caso – su film, festival, serie Tv e altro ancora. L’intento è quello di evitare la forma-recensione e usare opere e testi che si presentano nel consumo quotidiano per proporre ragionamenti più astratti – vale anche per politica e filosofia, in grado in questo modo di uscire dal contingente o dal talk show per provare a leggere il presente con strumenti più ampi e rilassati .

– Infine, proseguendo sull’online, ci piace segnalare la messa in linea dell’ultimo “Osservatorio Tv 2014”, gratuitamente scaricabile in pdf, curato e presentato dall’infaticabile Barbara Maio, direttrice di “Ol3media” da cui in fondo prende vita anche questa iniziativa, e introdotto da Guglielmo Pescatore. Ci si trovano analisi delle maggiori serie tv dell’anno, singole stagioni comprese, tra cui Masters of Sex, The Bridge, Glee, Orange is the New Black e molte altre.

Buona lettura a tutti.

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