cavara vero

 

Pronta una nuova infornata di proposte, letture e visioni per tutti gli irriducibili che, più numerosi del previsto, seguono queste righe e ne perdonano la cadenza un po’ zoppicante.

– Cominciamo dai libri. Estinguo un debito di alcuni mesi, citando due libri dedicati a Paolo Cavara, un cineasta di quelli che meritano una riconsiderazione e una collocazione nella storia del cinema italiano. I due volumi vanno considerati separati, ma una lettura unitaria li rende quanto meno congruenti. Il primo è stato scritto dal figlio Pietro Cavara e si intitola Ricordo di un padre. Paolo Cavara, regista gentiluomo, edito da Aracne, 12 euro. Il memoir di Cavara jr. è davvero commovente, e sembra restituirci fino in fondo una figura apparentemente contraddittoria, legata nella nostra memoria collettiva al cinema della violenza (Mondo cane, L’occhio selvaggio, La tarantola dal ventre nero), ma in verità coltissimo a cavalleresco. La prefazione è di Fabrizio Fogliato, che a sua volta si fa introdurre da Pietro Cavara per il suo Paolo Cavara. Gli occhi che raccontano il mondo (Edizioni Il Foglio Letterario, euro 18). In questo caso, invece, l’approccio è critico, tutti i film vengono analizzati, così come i rapporti con l’industria del cinema e con i generi. Moltissime, e utili, le testimonianze e soprattutto lodevole il lavoro di chi sta repertando – anche con documenti inediti – il lavoro di cineasti “dispari”, che rischiano di finire catalogati solo come autori sensazionalistici. Sul sito di Fogliato, si può leggere l’intervista a Pietro Cavara e chiudere il cerchio: qui.

– E’ invece un e-book, Quando c’eravamo noi di Andrea Minuz, pamphlet reperibile al costo di 1 euro e 99 sul sito apposito di Rubbettino. Chi conosce l’attività critica di Minuz, inseguendola su varie testate e network, sa che si tratta di formidabile polemista, poco amante del cinema d’autore ufficiale italiano e fortemente critico nei confronti delle classifiche di gusto imperanti nella cultura giornalistica e nella critica mainstream. Il suo bersaglio polemico è qui il cinema “di sinistra”, inteso come produzione che negli anni ha costruito una sorta di santuario laico, intriso di nostalgia perenne, dello spettatore medio-colto e progressista. Moretti, Bellocchio, Veltroni e tanti altri sono i protagonisti di una disamina culturale venata di analisi raffinate: ottima l’intuizione che si tratti di un vero e proprio melodramma della perdita, che si snoda di film in film. Si poteva forse anche chiamarlo, a mio parere, “cinema del PD” (almeno pre-Renzi), poiché si tratta di una produzione molto tentata dalla costruzione di un pantheon e di un gusto che potesse corrispondere alla natura di un partito mai nato e mai veramente identificato in qualcosa di preciso. In ogni caso, difficile dare torto a Minuz, anche se alcune letture rischiano di intruppare tutti nello stesso pentolone, Moretti in primis, o di non valutare appieno il ricorso a moduli consapevoli – pensiamo a Marco Tullio Giordana, regista mediocre, ma capace di aggiornare consapevolmente la tradizione manniana del melodramma famigliare e giungere ai lidi della soap opera senza sentirsi troppo in colpa, in La meglio gioventù. In ogni caso, un volume prezioso, che non teme di suscitare dibattiti anche aspri – ove ce ne fossero, visto che i confronti sembrano ahinoi ridursi a un gruppo piuttosto esiguo di studiosi del cinema italiano (quorum ego).

– Visto che abbiamo parlato di Rubbettino, e che la casa editrice in questione offre gratuitamente da tempo un bel blog, ci viene naturale segnalare che la testata di approfondimento che “identifica” e rafforza l’attività editoriale sta prendendo piede (il caso più celebre è Minima&Moralia, legato a Minimum Fax). Nata di recente, Mimesis – Scenari mi vede coinvolto insieme ad alcuni colleghi di varie Università, prevalentemente quella di Udine, nella redazione cultura e arte. La testata è ovviamente legata a Mimesis, per cui il sottoscritto dirige la collana Cinergie (“sorella” del semestrale accademico online), e siede nel comitato scientifico della collana Cinema. Gratis online ogni venerdì, prevede un pugno di articoli settimanali in grado di intervenire nel dibattito politico o – nel nostro caso – su film, festival, serie Tv e altro ancora. L’intento è quello di evitare la forma-recensione e usare opere e testi che si presentano nel consumo quotidiano per proporre ragionamenti più astratti – vale anche per politica e filosofia, in grado in questo modo di uscire dal contingente o dal talk show per provare a leggere il presente con strumenti più ampi e rilassati .

– Infine, proseguendo sull’online, ci piace segnalare la messa in linea dell’ultimo “Osservatorio Tv 2014”, gratuitamente scaricabile in pdf, curato e presentato dall’infaticabile Barbara Maio, direttrice di “Ol3media” da cui in fondo prende vita anche questa iniziativa, e introdotto da Guglielmo Pescatore. Ci si trovano analisi delle maggiori serie tv dell’anno, singole stagioni comprese, tra cui Masters of Sex, The Bridge, Glee, Orange is the New Black e molte altre.

Buona lettura a tutti.

Annunci