Cerca

ROY MENARINI

Cinefilia, ricerca, visioni

Mese

novembre 2014

Periscopio cinefilo: da Kowalski a Grémillon

26_rock_soup

 

Dopo Torino Film Festival (ancora in corso), archiviati ormai da tempo Venezia e Roma, e in mezzo tanti eventi, manifestazioni più piccole e convegni, ci si avvicina al periodo di “quiescenza” dei festival:

–  Non prima però di aver goduto di uno dei più cinefili e di ricerca in assoluto, il Filmmaker di Milano, dal 28 novembre all’8 dicembre. Qui il calendario del programma. Segnaliamo poi in particolare l’ottima retrospettiva su Lech Kowalski. Ma sono davvero tantissime le proiezioni importanti, nel festival diretto da Luca Mosso e selezionato da Daniela Persico, Cristina Piccino, Alessandro Stellino, Giulio Sangiorgio, Tommaso Isabella. E rimandiamo anche al daily critico e cinefilo, liberamente fruibile online.

Nuovo numero di Brooklyn Rail con saggi su Derek Jarman e Edoardo Coutinho, tra gli altri.

Nuova issue anche per LOLA, ma come al solito è solo l’inizio, visto che il numero viene arricchito via via. Per ora la rivista diretta da Adrian Martin e Girish Shambu ci offre tre saggi ma c’è un “coming up” da urlo: annunciati saggi su Claire Denis, ancora Coutinhno, sulla critica, sul “filmic object” e un’intervista a James Benning. Attendiamo affamati.

– A proposito di Adrian Martin, è uscito l’attesissimo nuovo libro Mise en scène and film style di cui riportiamo la quarta di copertina: “Styles of filmmaking have changed greatly from the classical Hollywood system, with its emphasis on narrative and character, to the current digital era of YouTube and installation art, where audiovisual spectacle takes command. The ways in which film critics and scholars have analysed these transformations in film style have also often changed. This book explores two central style concepts from the history of audiovisual criticism and theory, mise en scène and dispositif, to illuminate a wide range of film and new media examples. It argues that we need an open, inclusive and truly international approach to understand anew both old and current film and media works”. Contiamo di recensirlo presto.

– La morte di Mike Nichols ha ovviamente scatenato il web. Segnalo su Indiwire l’articolo + breve videosaggio di Nelson Carvajal.

– Scopro, grazie a Catherine Grant, questo bel blog sul “women’s cinema”. L’autrice, Su Holmes, analizza per esempio Frozen della Disney.

– Uscito il ricchissimo nuovo numero di CineJ, vol. 3, issue 2, qui.

– Un film di Péter Forgács dà l’occasione a J. Hoberman di scriverne analizzando il concetto di memoria nel found footage e a noi di scoprire un nuovo sito, Tablet, dedicato alla jewish culture, con ampi spazi per il cinema.

– Sempre Hoberman, sul sito del Lincoln Center, ci offre un dialogo in podcast con John Waters.

– Su Mubi Criticism è stata ripubblicata e tradotta in inglese una dissertazione saggistica di Mireille Latil Le Dantec, datata 1978, che proponeva una riscoperta di Jean Grémillon. Visto che siamo anche noi, 40 anni dopo o quasi, in piena “Grémillon renaissance”, invitiamo alla lettura.

– Sul sito del BFI, bel saggio di Josephine Botting dedicato a Brood di Cronenberg.

 

Periscopio cinefilo: riviste, convegni, festival e libri

borz

 

Che cosa c’è di meglio per un cinefilo/acafan delle quattro categorie elencate nel titolo? I film, certo. Ma quelli – intesi come visione – non appartengono come offerta a questo piccolo blog. Anticipo subito che, per motivi puramente casuali, sono uscite una serie di pubblicazioni che mi vedono coinvolto a vario titolo. Si rischierà un po’ di monotonia, ma (almeno) non per quanto riguarda i temi affrontati. Partiamo a razzo.

– Con grande letizia annunciamo l’uscita del nuovo numero di “Cinergie” online, con un numero di articoli davvero da record e uno speciale – coordinato da me e Monia Acciari – dedicato ai Film Festival Studies, di cui mi sto occupando di recente. Qui il sito con nuova grafica. Qui l’editoriale del numero 6. Qui l’introduzione allo speciale. Ma ricordiamo ancora una volta che l’intera rivista è gratuita.

– Proprio a questa nuova branca dei film studies è dedicato il convegno che si apre a Modena il 20 (e prosegue il 21). Il “Film Festival Cartographies” Symposium, questo il titolo, avrà molti ospiti nazionali e internazionali, è a ingresso libero e viene coordinato dall’Ozu Film Festival, in corso in questo periodo.

– Uscito in libreria e nelle edicole specializzate il nuovo numero, 190, di Segnocinema. Di mio, all’interno, si trova una appassionata recensione di Belluscone di Franco Maresco, film che ci pare – di giorno in giorno – più bello e importante. Lo speciale di questo bimestre è invece dedicato al rapporto tra cinema e Prima Guerra mondiale. Qui se ne può leggere gratuitamente l’introduzione (ma vale la pena comprare il numero, davvero ricco).

– Finalmente reperibile anche il numero 579 di Bianco e Nero. Come già annunciato, da alcuni mesi ho l’onore di far parte del comitato scientifico. Questa volta indosso anche le vesti del curatore, con un monografico dedicato al tema del fantastico nel cinema italiano. Qui l’indice per farsi un’idea dei pezzi e dei collaboratori, che ringrazio molto.

– Ancora una rivista, e anch’essa della fascia A (come quella precedente) tra le pubblicazioni periodiche scientifiche. Si tratta di Fata Morgana, e il numero monografico è dedicato al tema dell’Azione – nel senso più ampio del termine. Anche qui mi si può trovare nell’indice, con un saggio (sottoposto a double blind peer review) dal titolo “Azione e trasformazione nel cinema americano contemporaneo”. Qui presentazione del n. 23 e link a indice e archivio.

– Tornando ai festival, non ci sfugge di certo che il 21 comincia l’attesa nuova edizione del Torino Film Festival, diretta per la prima volta (ma di fatto era già così) da Emanuela Martini. Visto che il programma è fittissimo e che ce ne si può fare un’idea sul sito, dove c’è anche il catalogo completo, ci piace ricordare che il Torino Film Festival 2014 e il CSC-Cineteca Nazionale dedicano una retrospettiva a Giulio Questi, che ha appena compiuto 90 anni. Partigiano, collaboratore del Politecnico di Vittorini, attore in La dolce vita, Questi è uno dei registi italiani più eccentrici e inclassificabili. La retrospettiva, curata da Domenico Monetti, Emiliano Morreale e Luca Pallanch, comprende i tre lungometraggi diretti da Questi: Se sei vivo spara (1967), western di culto in tutto il mondo; La morte ha fatto l’uovo (1968), visionario thriller pop con Trintignant e Gina Lollobrigida, e il “gotico etnico” Arcana (1972) con Lucia Bosé. Verranno inoltre proiettati alcuni dei suoi rari cortometraggi e documentari, girati nell’arco di 60 anni. Durante il festival sarà presentato il volume Se non ricordo male (Rubbettino – Cineteca Nazionale), autobiografia di Questi a cura di D. Monetti e L. Pallanch.

Periscopio cinefilo: Farocki, Morris, Sobchack e altre storie

5590603--644x362

 

Questa settimana il periscopio si muove a 360 gradi e scruta l’orizzonte, in cerca del solito vivacissimo mondo delle pubblicazioni, dei link e dei contenuti cinefili e accademici sul cinema nel mondo.

– La rivista e-flux journal, free online, non redige quasi mai monografici. Lo fa a partire da questo numero, dedicato interamente ad Harun Farocki, scomparso di recente, con saggi, analisi, testimonianze, interviste, materiali vari. Da non perdere.

– Bel podcast con discussione tra Errol Morris e James Marsh.

– Uscito il numero novembre/dicembre di “Film Comment”, come al solito in parte distribuito anche su web. E possiamo così leggere, nell’inferno critico che si è scatenato su Nolan, il saggio di Vivian Sobchack su Interstellar.

– E a proposito di Nolan, ecco la top ten che il regista ha stilato del catalogo Criterion.

– Scopro da poco il bel blog di sole immagini “Art in Film”, mentre “Art in the Movies” è saggistico e sugli artisti rappresentati al cinema.

– Ottima anche l’idea del sito “Voices on film”, che posta analisi e discussioni via web per immortalare le voci più importanti di critici e storiografi.

Bel saggio di Yusef Sayed, su Mubi Notebook, dedicato a Herbert Acternbusch.

– Forse molti lo sanno già, ma vale la pena ricordare che sul sito della Cinémathèque Française si trovano opere bibliografiche – o meglio bibliografie selettive – dedicate ad alcuni grandi autori. Appena pubblicata, in occasione della Mostra a lui dedicata, quella su Truffaut.

– Tornando in Italia, ecco il nuovo sito di Film Tv. Dentro, oltre a materiali, catalogazioni e altro, soprattutto la Watchlist, che comprende, oltre alla scheda del film in questione anche – ove possibile – il link per vederlo direttamente. Nuove forme critiche avanzano.

Periscopio cinefilo: iperrealismi, convegni, blog

ls-serenevelocity

 

Un po’ di tutto nel periscopio di oggi. Periodo del resto ricchissimo, quello autunnale, dove si concentra l’attività editoriale, quella distributiva, quella festivaliera, insomma tutto quello che appassiona sia il cinefilo sia l’aca-fan.

– Cominciamo da Copie originali. Iperrealismi tra pittura e cinema di Rinaldo Censi (Johan & Levi, 8 euro). Chi si aspetta un libro tradizionale sul cinema o un manuale sui rapporti tra cinema e pittura si astenga. Il volume, anche nella sua brevità, densità, è invece una riflessione consecutiva, testarda, filosofica sul concetto di iperrealismo. L’analisi è di tipo iconologico, tanto è vero che raramente si fa riferimento ai temi poetici, metaforici o sociologici che una certa lettura dell’iperrealismo americano ha sortito negli anni Settanta (e nella critica dei due decenni successivi). La corrente, dunque, non è del tutto tale, o quanto meno – nell’idea di Censi – non serve come griglia per parlare di film.  Visto che l’accezione comune definisce l’iperrealismo per come rappresenta la realtà partendo da un’immagine fotografica, ingrandita il più possibile, riportandola come disegno ecco che – tra superrealismo, realismo radicale, fotorealismo e altro – Rinaldo Censi si chiede se il cinema non pratichi la medesima logica di riproduzione della realtà. In questo modo tornano in gioco le nozioni di fotografico, specifico, e altro ancora, ma indagati nel concreto, senza lasciarsi andare al mainstream teorico. Per fare questo, l’autore – scelta apprezzabile – ha ripreso in mano una bibliografia vasta, indagato materiali critici di prima mano e d’epoca, analizzato film spesso appartenenti al cinema sperimentale e non narrativo. In questo modo, oltre a vedere sotto nuova luce uno degli intrecci tra arte e cinema forse più equivocati, viviamo come un’avventura il ragionamento che porta dalla pittura alla settima arte e ritorno, in un coagulo sorprendente dove la posta in palio è sempre la stessa dalla nascita della riproduzione chimica delle immagini: come riproduciamo la realtà?

– Visto che il blog contiene anche notizie su quel che fa il suo autore, eccomi a segnalare un importante Convegno nel quale siedo come Comitato Scientifico,  organizzato dal Centro Ricerche Attore e Divismo e dal DAMS dell’Università degli Studi di Torino. Dal 5 al 7 novembre il convegno Marcello Mastroianni. Stile italiano, icona internazionale vedrà nel capoluogo piemontese una serie di critici ed esperti italiani e stranieri che racconteranno il grande attore, analizzandone la carriera e le sue diverse peculiarità. Qui il programma.

– Salutiamo infine con piacere il nuovo blog di un decano della critica e della ricerca cinematografica (anche se dubitiamo che gli faccia piacere essere chiamato così), Adriano Aprà. Il suo progetto web, molto bello e gratuito, nasce con intenti precisi, che l’autore stesso chiarisce: “L’idea di un blog che raccolga progressivamente una collezione ragionata degli interventi di Adriano Aprà nasce dal desiderio di valorizzare e rendere facilmente accessibili testi critici che hanno segnato, con la loro originalità, il dibattito cinematografico italiano. Una selezione di testi spesso illuminanti, che hanno cambiato il nostro modo di guardare al cinema, sia ripensando il rapporto con i classici che aprendo la strada al nuovo cinema, vissuto in diretta fin dai primi anni Sessanta. Un’eredità preziosa non solo in una prospettiva storica, perché ci porta anche a interrogarci sui modi della critica odierna, proponendo modelli di analisi ancora oggi proiettati verso il futuro”. I primi post – lunghe analisi dedicate a Bellocchio e Bertolucci – promettono ghiottonerie per gli appassionati di critica.

 

 

Blog su WordPress.com.

Su ↑