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Un po’ di tutto nel periscopio di oggi. Periodo del resto ricchissimo, quello autunnale, dove si concentra l’attività editoriale, quella distributiva, quella festivaliera, insomma tutto quello che appassiona sia il cinefilo sia l’aca-fan.

– Cominciamo da Copie originali. Iperrealismi tra pittura e cinema di Rinaldo Censi (Johan & Levi, 8 euro). Chi si aspetta un libro tradizionale sul cinema o un manuale sui rapporti tra cinema e pittura si astenga. Il volume, anche nella sua brevità, densità, è invece una riflessione consecutiva, testarda, filosofica sul concetto di iperrealismo. L’analisi è di tipo iconologico, tanto è vero che raramente si fa riferimento ai temi poetici, metaforici o sociologici che una certa lettura dell’iperrealismo americano ha sortito negli anni Settanta (e nella critica dei due decenni successivi). La corrente, dunque, non è del tutto tale, o quanto meno – nell’idea di Censi – non serve come griglia per parlare di film.  Visto che l’accezione comune definisce l’iperrealismo per come rappresenta la realtà partendo da un’immagine fotografica, ingrandita il più possibile, riportandola come disegno ecco che – tra superrealismo, realismo radicale, fotorealismo e altro – Rinaldo Censi si chiede se il cinema non pratichi la medesima logica di riproduzione della realtà. In questo modo tornano in gioco le nozioni di fotografico, specifico, e altro ancora, ma indagati nel concreto, senza lasciarsi andare al mainstream teorico. Per fare questo, l’autore – scelta apprezzabile – ha ripreso in mano una bibliografia vasta, indagato materiali critici di prima mano e d’epoca, analizzato film spesso appartenenti al cinema sperimentale e non narrativo. In questo modo, oltre a vedere sotto nuova luce uno degli intrecci tra arte e cinema forse più equivocati, viviamo come un’avventura il ragionamento che porta dalla pittura alla settima arte e ritorno, in un coagulo sorprendente dove la posta in palio è sempre la stessa dalla nascita della riproduzione chimica delle immagini: come riproduciamo la realtà?

– Visto che il blog contiene anche notizie su quel che fa il suo autore, eccomi a segnalare un importante Convegno nel quale siedo come Comitato Scientifico,  organizzato dal Centro Ricerche Attore e Divismo e dal DAMS dell’Università degli Studi di Torino. Dal 5 al 7 novembre il convegno Marcello Mastroianni. Stile italiano, icona internazionale vedrà nel capoluogo piemontese una serie di critici ed esperti italiani e stranieri che racconteranno il grande attore, analizzandone la carriera e le sue diverse peculiarità. Qui il programma.

– Salutiamo infine con piacere il nuovo blog di un decano della critica e della ricerca cinematografica (anche se dubitiamo che gli faccia piacere essere chiamato così), Adriano Aprà. Il suo progetto web, molto bello e gratuito, nasce con intenti precisi, che l’autore stesso chiarisce: “L’idea di un blog che raccolga progressivamente una collezione ragionata degli interventi di Adriano Aprà nasce dal desiderio di valorizzare e rendere facilmente accessibili testi critici che hanno segnato, con la loro originalità, il dibattito cinematografico italiano. Una selezione di testi spesso illuminanti, che hanno cambiato il nostro modo di guardare al cinema, sia ripensando il rapporto con i classici che aprendo la strada al nuovo cinema, vissuto in diretta fin dai primi anni Sessanta. Un’eredità preziosa non solo in una prospettiva storica, perché ci porta anche a interrogarci sui modi della critica odierna, proponendo modelli di analisi ancora oggi proiettati verso il futuro”. I primi post – lunghe analisi dedicate a Bellocchio e Bertolucci – promettono ghiottonerie per gli appassionati di critica.

 

 

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