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Che cosa c’è di meglio per un cinefilo/acafan delle quattro categorie elencate nel titolo? I film, certo. Ma quelli – intesi come visione – non appartengono come offerta a questo piccolo blog. Anticipo subito che, per motivi puramente casuali, sono uscite una serie di pubblicazioni che mi vedono coinvolto a vario titolo. Si rischierà un po’ di monotonia, ma (almeno) non per quanto riguarda i temi affrontati. Partiamo a razzo.

– Con grande letizia annunciamo l’uscita del nuovo numero di “Cinergie” online, con un numero di articoli davvero da record e uno speciale – coordinato da me e Monia Acciari – dedicato ai Film Festival Studies, di cui mi sto occupando di recente. Qui il sito con nuova grafica. Qui l’editoriale del numero 6. Qui l’introduzione allo speciale. Ma ricordiamo ancora una volta che l’intera rivista è gratuita.

– Proprio a questa nuova branca dei film studies è dedicato il convegno che si apre a Modena il 20 (e prosegue il 21). Il “Film Festival Cartographies” Symposium, questo il titolo, avrà molti ospiti nazionali e internazionali, è a ingresso libero e viene coordinato dall’Ozu Film Festival, in corso in questo periodo.

– Uscito in libreria e nelle edicole specializzate il nuovo numero, 190, di Segnocinema. Di mio, all’interno, si trova una appassionata recensione di Belluscone di Franco Maresco, film che ci pare – di giorno in giorno – più bello e importante. Lo speciale di questo bimestre è invece dedicato al rapporto tra cinema e Prima Guerra mondiale. Qui se ne può leggere gratuitamente l’introduzione (ma vale la pena comprare il numero, davvero ricco).

– Finalmente reperibile anche il numero 579 di Bianco e Nero. Come già annunciato, da alcuni mesi ho l’onore di far parte del comitato scientifico. Questa volta indosso anche le vesti del curatore, con un monografico dedicato al tema del fantastico nel cinema italiano. Qui l’indice per farsi un’idea dei pezzi e dei collaboratori, che ringrazio molto.

– Ancora una rivista, e anch’essa della fascia A (come quella precedente) tra le pubblicazioni periodiche scientifiche. Si tratta di Fata Morgana, e il numero monografico è dedicato al tema dell’Azione – nel senso più ampio del termine. Anche qui mi si può trovare nell’indice, con un saggio (sottoposto a double blind peer review) dal titolo “Azione e trasformazione nel cinema americano contemporaneo”. Qui presentazione del n. 23 e link a indice e archivio.

– Tornando ai festival, non ci sfugge di certo che il 21 comincia l’attesa nuova edizione del Torino Film Festival, diretta per la prima volta (ma di fatto era già così) da Emanuela Martini. Visto che il programma è fittissimo e che ce ne si può fare un’idea sul sito, dove c’è anche il catalogo completo, ci piace ricordare che il Torino Film Festival 2014 e il CSC-Cineteca Nazionale dedicano una retrospettiva a Giulio Questi, che ha appena compiuto 90 anni. Partigiano, collaboratore del Politecnico di Vittorini, attore in La dolce vita, Questi è uno dei registi italiani più eccentrici e inclassificabili. La retrospettiva, curata da Domenico Monetti, Emiliano Morreale e Luca Pallanch, comprende i tre lungometraggi diretti da Questi: Se sei vivo spara (1967), western di culto in tutto il mondo; La morte ha fatto l’uovo (1968), visionario thriller pop con Trintignant e Gina Lollobrigida, e il “gotico etnico” Arcana (1972) con Lucia Bosé. Verranno inoltre proiettati alcuni dei suoi rari cortometraggi e documentari, girati nell’arco di 60 anni. Durante il festival sarà presentato il volume Se non ricordo male (Rubbettino – Cineteca Nazionale), autobiografia di Questi a cura di D. Monetti e L. Pallanch.

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