Cerca

ROY MENARINI

Cinefilia, ricerca, visioni

Mese

dicembre 2014

Il buon natale cinefilo

Doomsday-Immagini-del-Film-06_mid

 

Suggerendo a tutti di non farsi soffocare da parenti e affini in questi giorni natalizi, approfitto per un augurio di Buon Natale e buone feste a tutti i lettori del blog. Lascio alcune indicazioni di lettura open access, specie per chi si rifugerà sul web non trovando gran che tra sala e Tv. Appuntamento tradizionale poi al 1 gennaio quando pubblicherò la mia classifica 2014 commentata.

– Nuovo numero di Frames Journal, davvero bellissimo, dal titolo MondoPop: Rethinking Genre Beyond Hollywood, curato da Elena Caoduro e Beth Carroll. All’interno, saggi su generi e strange cinema da tutto il mondo, compreso un brillante pezzo sulla commedia all’italiana della citatissima Natalie Fullwood.

– Nuovo numero di The Cine-Files, il 7, dedicato al caldissimo tema del video-essay.

– A questo proposito, nuovo numero di [In] Transition, curato da Drew Morton.

– E si parla di audiovisual essays anche sull’atteso nuovo numero di Necsus, dedicato al tema della guerra.

– Nuovo numero di Mediascape sugli adaptation studies.

– Per chi sta diventando pazzo a seguire tutte le liste e le classifiche stilate da giornali, siti e singole personalità, ecco un ottimo riassunto su Keyframe Daily.

– E sullo stesso sito, un riassunto con link del dibattito su Sonyleaks e The Interview.

Periscopio cinefilo: un po’ di “seriefilia”

affair

 

Prendendo spunto dal bel libro francese del 2012 Seriéphilie di Hervé Glévarec, dobbiamo dire che è ormai da qualche tempo che si parla di “seriefilia”, confrontata alla cinefilia, e vicina a un più ampio contesto di “mediafilia”. Il concetto è molto promettente, anche perché permette di studiare in maniera comparativa il rapporto di consumo appassionato e di condivisione di oggetti tra amanti dei film e delle serie tv, spesso vasi comunicanti (ma altre volte in contrasto teorico, come si è visto in recenti pubblicazioni online). E anche la critica, che ci ha messo un po’ a calibrare approcci e metodologie di fronte al prodotto seriale, utilizza categorie alle volte simili e altre volte originali di fronte alle serie tv.

Di recente, ci è capitato di consultare alcuni approfondimenti, che raggruppiamo in questo post:

– Lo speciale sul bellissimo The Knick di Steven Soderbergh realizzato da Point Blank.

– Sempre su The Knick, il lungo articolo di Carlo Valeri.

– Il curioso “calendario dell’avvento seriale” curato da Serialmente, sito di cui ricordiamo la recente trasformazione: non più un frenetico deposito di recensioni episodio per episodio delle serie più interessanti, bensì una testata di approfondimenti, articoli e saggi sull’argomento.

– Il bel saggio di Michele Sardone su House of Cards ospitato da Uzak.it.

– Le interessanti annotazioni di Marina Pierri su Wired, con una lista delle serie migliori del 2014.

– L’ebook curato da Luca Marchetti su True Detective.

– Il pezzo di Emily Nussbaum su New Yorker dove si mettono a confronto le protagoniste di The Affair e Homeland.

Sia chiaro, il web è stracolmo di interventi critici sulle serie tv, ma in questo caso – oltre al criterio delle letture occasionali – si tratta di interventi che (dal più istituzionale al più bloggaro) mettono in gioco forme di espressione o di tipologia d’intervento cinefila. Anzi, seriefila. Ne riparleremo.

Periscopio cinefilo: libri, livres, books

duranti

 

Ancora un appuntamento cinéphile. Visto che ci avviciniamo a Natale, ne approfitto per recuperare alcuni titoli di libri stranieri che ho tardato a leggere, in particolare poi un paio di recenti appena acquistati durante un breve soggiorno parigino.

– André Gaudreault, Philippe Marion, La fin du cinema – Un media en crise à l’ère du numérique (Armand Colin, 23 euro), l’ultimo sforzo dei sue studiosi rispettivamente di Montréal e Louvin incuriosisce perché affronta il tema del cinema digitale a partire dalle loro note ricerche sul cinema primitivo e sulle “serie culturali” di fine Ottocento e inizio Novecento. Come altri, anche Gaudreault e Marion trovano infatti analogie profonde tra la nascita del cinema (da loro sempre ridimensionata all’interno di una più ampia teoria mediale e culturale) e la trasformazione dello stesso in arte numerica. Il volume affronta tutti gli argomenti che ci si possono aspettare da un volume con questo titolo – ovvero con la “fine” esplicitata da subito – ma sempre messi a confronto con una visione generale del mezzo cinematografico e del suo rapporto con tecnica e culturalità. Curioso poi che la gran parte delle illustrazioni provengano dal cinema delle origini, dal pre-cinema o da altre fonti visuali. Ottimo il dialogo con la bibliografia di riferimento, e interessante il ricorso a una titolistica – capitolo per capitolo – tra le più suggestive in assoluto.

– Laura Odello, a cura di, Blockbuster – Philosophie et Cinéma (Les Prariries Ordinaires, 14 euro). Sul blockbuster si sta infittendo la bibliografia. In Italia siamo messi bene, non c’è che dire, visto che gli studi sia di Roberto Braga sia di Marco Cucco sono molto solidi. Laura Odello è una filosofa e direttrice del Collège International de Philosophie. Dunque il suo sguardo, e quello degli autori che collaborano al volume, è ovviamente meno orientato al marketing e alla consistenza industriale del prodotto rispetto ai due sopra citati. Si integra, dunque, ad essi, anche se il pezzo di Peter Szendy su blockbuster e capitalismo riporta in qualche modo al tema. E’ però l’ideologia a interessare di più i vari saggisti, tra cui spicca la ripubblicazione delle analisi di Zizek sulla figura di Batman. Troviamo anche due firme nostrane come Simone Regazzoni e Antonio Somaini. Interessante anche il ricorso al passato, e agli anni Ottanta/Novanta (in particolare Aliens e Titanic di Cameron) come modelli di riferimento.

– Da tempo dovevo anche dedicare qualche riga a Stella Bruzzi, Men’s Cinema – Masculinity and mise en scène in Hollywood (Edinburgh University Press, prezzo variabile). Non mancano nelle varie pubblicazioni delle numerose university presses americane gli studi sulla mascolinità e sul gender nel cinema di ieri e di oggi. Bruzzi, però, è una fuoriclasse, oltre che una delle studiose più rispettate in ambito fashion and film e in quello degli studi culturali. Come per un precedente volume sulla paternità a Hollywood, anche Men’s Cinema studia attentamente tutti i modi attraverso i quali i film americani di oggi evocano la mascolinità. Ovviamente il cinema d’azione tiene un posto d’eccellenza tra le analisi (copertina a Tom Cruise in Mission Impossible: protocollo fantasma, film decisivo per più di un motivo), ma non mancano molti riferimenti al passato, da Peckinpah a Siegel, arrivando ovviamente a Scorsese e Tarantino. Il libro, saggiamente, non è interminabile né spocchioso, e perimetra una bibliografia sensata in un argomento altrimenti pronto a esondare.

– Tornando in Italia, è invece dedicato alle donne il densissimo studio di Meris Nicoletto, Donne nel cinema di regime fra tradizione e modernità (Falsopiano, 36 euro). Dottore di ricerca all’Università di Padova, Nicoletto raccoglie e capitalizza molti studi recenti che l’accademia italiana ha dedicato al cinema fascista, facendone giustamente uno dei campi di studio più importanti per comprendere contaminazioni e contraddizioni della produzione anni Trenta e Quaranta. Sebbene molto lungo e talvolta fin troppo generoso (500 pagine e 1352 note!), il volume si fa apprezzare per l’attenzione dedicata al femminile, tema quanto mai dibattuto sul cinema dell’epoca. Come spiega Nicoletto stessa: “adolescenti in fiore, adultere, angeli della patria, vittime sacrificali, femmes fatales, donne volitive”, la varietà delle tipologie è troppo ampia per poterla definire univocamente. Come si fa nella “scuola padovana”, Nicoletto riprende e studia  i film di prima mano, facendo venire voglia anche al lettore non accademico di rivedere parecchi titoli un po’ trascurati, e eppure nascosti spesso tra le pieghe dei palinsesti televisivi free.

Periscopio cinefilo: da Germi alla fotografia

germi

 

Settimana intensa per quanto riguarda convegni e retrospettive. Ci sono ancora parecchie pallottole cinefile da sparere prima della pausa natalizia. Ecco le principali informazioni:

– A Venezia, 1 e 2 dicembre, già in corso quindi, Montaggi, convegno internazionale di studi sul montaggio nella cultura visiva contemporanea, a cura di Cristina Baldacci e Marco Bertozzi. Qui la locandina. Il convegno è dedicato al montaggio come dispositivo centrale nelle forme d’arte visiva odierna, ben al di là del solo ambito cinematografico, e si connota come uno dei molti frutti della collaborazione pluriennale tra Palazzo Grassi-Punta della Dogana e il settore Arti Visive dell’Università Iuav di Venezia.

– A Roma, nell’anno del centesimo anniversario della nascita di Pietro Germi (14 settembre 1914), e del quarantennale della sua morte (4 dicembre 1974), il Centro Sperimentale di Cinematografia- Cineteca Nazionale ricorda il regista con un convegno di studi e una retrospettiva al cinema Trevi (2-6 dicembre). Il convegno, di due giorni, si tiene presso la sede di via Tuscolana 1524 (2-3 dicembre) , mentre un’altra giornata di studi verrà proposta  in collaborazione con l’Università degli studi di Genova (11 dicembre), nella sua città natale. A Roma verranno mostrati alcuni rarissimi documenti filmati (trailer, tagli di censura) e cartacei (sceneggiature) e fotografici conservati negli archivi della Biblioteca “Luigi Chiarini” e della Cineteca Nazionale. Ci sarà tutto il meglio dell’accademia e degli studiosi di cinema italiano: locandina del programma cliccando qui.

– Sempre a Roma, bellissimo convegno dal titolo Fotografia e culture visuali del XXI secolo – La “svolta iconica” e l’Italia, al Polo Aule DAMS, 4-5 dicembre. Questa volta, grazie all’infaticabile Enrico Menduni, saranno fotografia, cinema e audiovisivi e incrociarsi. Qualche riga dal cfp per capire il tema. Per orientarsi, qui il cfp che orienterà i temi, e qui il programma definitivo.

– Uscito il n. 7 di desistfilm, l’ottimo bimestrale bilingue (spagnolo e inglese) diretto dalla studiosa peruviana Mónica Delgado, a conferma che la cinefilia abita il mondo intero. Il dossier questa volta è sui “subversed territories” e sulla cartografia del cinema.

– In Tv ricordiamo le due eccezionali notti di Fuori Orario, Rai Tre, venerdì 5 e sabato 6 dicembre, dedicate alla Prima Guerra mondiale. Ovviamente niente celebrazioni ovvie e retoriche, ma film rarissimi, tra cui (in due parti, una per notte) Gloria, apoteosi del soldato ignoto, 1921, realizzato ndalla Federazione Cinematografica Italiana e Unione Fonotecnici Cinematografici. Si tratta di un documento unico sull’enorme celebrazione patriottica romana, considerata oggi preludio alla presa del potere fascista. Tutto il resto del programma andrà poi verificato, ora per ora, sulla pagina ufficiale di Fuori Orario.

 

 

Blog su WordPress.com.

Su ↑