affair

 

Prendendo spunto dal bel libro francese del 2012 Seriéphilie di Hervé Glévarec, dobbiamo dire che è ormai da qualche tempo che si parla di “seriefilia”, confrontata alla cinefilia, e vicina a un più ampio contesto di “mediafilia”. Il concetto è molto promettente, anche perché permette di studiare in maniera comparativa il rapporto di consumo appassionato e di condivisione di oggetti tra amanti dei film e delle serie tv, spesso vasi comunicanti (ma altre volte in contrasto teorico, come si è visto in recenti pubblicazioni online). E anche la critica, che ci ha messo un po’ a calibrare approcci e metodologie di fronte al prodotto seriale, utilizza categorie alle volte simili e altre volte originali di fronte alle serie tv.

Di recente, ci è capitato di consultare alcuni approfondimenti, che raggruppiamo in questo post:

– Lo speciale sul bellissimo The Knick di Steven Soderbergh realizzato da Point Blank.

– Sempre su The Knick, il lungo articolo di Carlo Valeri.

– Il curioso “calendario dell’avvento seriale” curato da Serialmente, sito di cui ricordiamo la recente trasformazione: non più un frenetico deposito di recensioni episodio per episodio delle serie più interessanti, bensì una testata di approfondimenti, articoli e saggi sull’argomento.

– Il bel saggio di Michele Sardone su House of Cards ospitato da Uzak.it.

– Le interessanti annotazioni di Marina Pierri su Wired, con una lista delle serie migliori del 2014.

– L’ebook curato da Luca Marchetti su True Detective.

– Il pezzo di Emily Nussbaum su New Yorker dove si mettono a confronto le protagoniste di The Affair e Homeland.

Sia chiaro, il web è stracolmo di interventi critici sulle serie tv, ma in questo caso – oltre al criterio delle letture occasionali – si tratta di interventi che (dal più istituzionale al più bloggaro) mettono in gioco forme di espressione o di tipologia d’intervento cinefila. Anzi, seriefila. Ne riparleremo.

Annunci