cagna

 

Dopo la pausa natalizia sfociata nella classifica 2014, torniamo al normale andamento del blog, con uscite – si spera – almeno settimanali che danno conto di cinefilia, editoria, critica e appuntamenti accademici. Cominciamo con qualche volume:

Alberto Tovaglieri, La dirompente illusione. Il cinema italiano e il Sessantotto (Rubbettino, 22 euro). Si tratta di un volume decisamente denso (514 pagine), edito all’interno della collana “Lo schermo e la storia”, diretta da Christian Uva, che ha già dato ottimi prodotti editoriali. La differenza rispetto al solito è che Tovaglieri non proviene da studi di cinema, ma è un maturo esperto di Storia Contemporanea e specialista in passato di storia sovietica. Appassionato di storia delle idee e dell’ideologia, ha lavorato su alcuni film italiani che hanno messo in scena il Sessantotto. A ciascuno (tra cui Indagine su un cittadino…, La cagna, Allonsanfan, Buongiorno, notte per esempio) viene dedicato un lungo capitolo, con ricostruzione del dibattito, della ricezione critica ma al tempo stesso rivisto attraverso uno sguardo nuovo, non incrostato dalle battaglie cinefile o dalle idiosincrasie giornalistiche. Questo strano equilibrio tra sguardo di prima mano di un cultore, ma non ortodosso, di materie cinematografiche e attenzione alla storia delle idee politiche fa del volume un caso abbastanza unico, anche se talvolta si sente la mancanza di alcuni “dialoghi” bibliografici importanti – uno su tutti, Claudio Bisoni e il suo Gli anni affollati, che sugli anni Settanta sarebbe importante tenere in considerazione. Comunque una lettura di sicuro interesse.

Paolo Caneppele, Denis Lotti, La documentazione cinematografica ovvero le fonti storico-cinematografiche (Persiani Editore, 17,90 euro). Il sottotitolo recita Manuale per studiosi, studenti e appassionati e la definizione è davvero giusta. Di che cosa si tratta? Lo facciamo dire agli autori nella quarta di copertina: “Questo libro vuole offrire a studenti e studiosi un quadro dei molteplici documenti utilizzabili per fare storia del cinema. Inventariare le fonti utilizzabili per scrivere la storia cinematografica è uno sforzo, forse vano e discutibile, ma, necessario. L’impresa non è facile perché la storiografia del cinema non ha finora tentato di dare una struttura alle proprie fonti. Qui proponiamo un ordine orientativo, uno tra i molti possibili, per sistemare la moltitudine di documenti, testimonianze e fonti che parlano di cinema. Oltre a stabilire delle categorie ove ordinare i diversi tipi di documenti abbiamo cercato di individuare le tipologie d’informazioni che essi contengono. Il manuale propone quindi una metodica per classificare e conseguentemente interrogare le fonti”. Strutturato come un manuale di realizzazione del film, ma in verità osservato come materiale “desunto”, il percorso è appassionante e la sua forza sta nell’originalità, visto che anche i più noti volumi di didattica della ricerca (Cherchi Usai in primis) non avevano questo approccio. Stanti gli interessi degli autori, molto spazio viene lasciato al cinema muto e all’archeologia della modernità, ma non mancano continui e puntuali riferimenti sul ruolo dei nuovi media nello studio delle fonti. Da non sottovalutare lo stile erudito ma sempre piaceovle, e non di rado ironico. Poche volte si può parlare di “libro necessario”. Questo lo è.

Almanacco del Cinema 2014 – Micromega (15 euro). Anche quest’anno in edicola questa sorta di omnibus di Micromega, con una messe di contenuti all’interno. Tra questi spiccano un dialogo sul Left Unity Party con Ken Loach, una bella intervista di Flavio De Bernardinis a Saverio Costanzo che dimostra perché è uno dei registi italiani più preparati dal punto di vista teorico, qualche notula interessante sulle serie TV, e soprattutto uno speciale Fellini con un’intervista mai tradotta di Jean A. Gili. Tutto il resto, più che altro, pare affastellato: una conversazione interessante ma invecchiata con Assayas prima di Sils Maria, una tavola rotonda con Alice Rohrwacher, Sydney Sibilia e Michelangelo Frammartino di scarso peso, e altre conversazioni che sembrano fatte apposta per irritare (Sorrentino, senza colpe dell’intervistatore Gianni Canova che gli pone questioni ad altezza di intellettuale, si conferma ottimo talento dietro la macchina da presa ma persona refrattaria a spiegare le proprie idee, finendo col dire così a mezza bocca banalità grossolane). Certo la natura del prodotto è antologica, ma da lì al guazzabuglio il passo è breve.

–  Uscito poi, free online, il numero 6 della rivista Cinema: Journal of Philosophy and the Moving Image dedicata a Gilles Delezue e il cinema. Ancora Deleuze? Se ne sentiva il bisogno? Magari no, ma il numero sembra ben fatto.

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