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L’aggiornamento di questa nuova puntata del Periscopio Cinefilo riguarda soprattutto le riviste online (in fondo il nostro cavallo di battaglia; ci fa piacere talvolta scrivere anche di riviste a pagamento, ma abbiamo un debole per l’open access):

  • Esce (e lo segnaliamo con gioia) il primo numero di “Series”, la nuova rivista accademica open access internazionale, coordinata da Veronica Innocenti, Héctor J. Pérez e Guglielmo Pescatore, con la collaborazione di Paolo Noto. Pubblicata in tre lingue (italiano, spagnolo, inglese, senza traduzioni), apre il campo a nuovi studi sulla serialità televisiva non gravati da dogmi o residui di contenutismo da blogger, quali purtroppo spesso si leggono in giro. Nel primo numero un sacco di contenuti, con un’attenzione alle realtà seriali nazionali, compresa ovviamente quella italiana.
  • Uscito free su web il nuovo numero di “[In] Transition”, diretto da Catherine Grant, e dedicato alle nuove forme del cinema e della stessa saggistica cinematografica, video essays compresi. Questa volta, in collaborazione con “Cinema Journal”, è concepito in modo molto originale: i contributori della rivista hanno risposto con articoli videografici agli approfondimenti del numero contemporaneo di CJ. Un crossover teorico di eccezionale interesse.
  • È uscito il n.7, giugno 2015, di Frames, con un monografico dal titolo Conflicting Images, Contested Realities, contenente saggi molto diversi che svariano dal cinema di guerra contemporaneo alle memorie dell’Olocausto nel loro rapporto con gli archivi online, via via fino al tema del “corpo in pericolo” e a singoli studi su registi e film.
  • Uscito il nuovo numero di Participations, rivista accademica sugli audience studies, dedicato questa volta al tema della censura annunciato anche dall’editoriale. Ma il numero è densissimo e si trovano numerosi approfondimenti sul tema dei pubblici e anche dei festival – per gli interessati alla branca dei festival studies, cui non accenno da un po’.
  • Rimanendo in zona, e sempre riferendoci all’open access, uscito anche il nuovo numero di Media Industries. Pur non potendo per motivi di tempo e spazio dare conto a tutti i periodici accademici sui media e le audience, abbiamo citato questi perché contengono tutti saggi sul cinema (Hollywood e il cartoon, in questo caso).
  • Bellissima idea di alcune università britanniche: far nascere un blog dove pubblicare via via risultati di ricerca e di riconsiderazione sul cinema inglese degli anni Sessanta. Qui, tutto da godersi.
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