rovente

Ultimo post prima della pausa estiva. Purtroppo negli ultimi mesi, pur sperando di riprendere un ritmo settimanale, il blog ha rallentato. Come al solito, mi auguro di intensificare da fine agosto e mantenere una certa continuità. Specie per quanto riguarda i libri sono rimasto un po’ indietro. Ma dal momento che non siamo legati alla strettissima attualità ma alla ricerca, alla critica e alla cinefilia, anche le segnalazioni ritardate hanno un loro – più rilassato – senso. Ecco perché, nel darvi appuntamento a dopo le ferie, desidero citare almeno un paio volumi ricevuti tra primavera ed estate.

  • Fabrizio Fogliato, Italia: Ultimo Atto – L’altro cinema italiano – Volume 1 (Edizioni Il Foglio, euro 20). Si tratta di un ricco e densissimo volume scritto dall’infaticabile Fogliato, già autore di volumi cinefili su Haneke, Ferrara, Cavara e altri. Il libro si presenta come guida, non di tipo enciclopedico, al cinema italiano nascosto, poco o mai raccontato, a cavallo tra generi e strane autorialità, immerso nelle zone ibride della produzione, o comunque indirizzato a quel fantomatico spettatore medio, che Fogliato definisce come Virgilio di questo viaggio infernale. Da Blasetti ad Andreassi, da Baldi a Pirri, in questo primo volume si squadernano analisi, materiali, interviste, notizie. Un viaggio extra-accademico che funge da spartiacque tra erudizione e storiografia minore. Come dice lo stesso Fogliato, “Il libro non è solo un libro di cinema, ma è un’opera che utilizza il cinema come strumento per raccontare cambiamenti sociali, culturali, politici, di costume… Il progetto Italia: ultimo atto ha l’ambizione di raccontare l’Italia non attraverso il solito punto di vista dall’alto, quello dell’intellettuale, dello storico… ma da quello asimmetrico, spiazzante, talvolta persino irrazionale del cittadino-spettatore: colui che dal basso assiste ai cambiamenti, ne subisce le conseguenze”. Qui una bella intervista (da cui abbiamo tratto la citazione) che chiarisce l’interesse, anche di ricostruzione culturale, operata da Fogliato. Ne riparleremo più a lungo con il prossimo volume.
  • Sara Martin, Streghe, pagliacci, mutanti, Il cinema di Álex de la Iglesia (Mimesis, 20 euro). Il libro, appena pubblicato in occasione del Premio Sergio Amidei, dove il regista iberico è stato insignito di un Premio all’Opera, è la prima vera monografia sull’autore di Le streghe son tornate. Mai veramente fortunato in Italia, talvolta spinto nella nicchia della cinefilia “bis”, altre volte snobbato dai critici ufficiali, De la Iglesia alla lunga si è confermato uno dei registi più intelligenti, provocatori e “politici” del cinema europeo, non solo spagnolo. Una figura, per esempio, che manca completamente alla produzione italiana. Il libro di Sara Martin colma dunque una lacuna importante, e lo fa con una monografia completa, limpida, utile (filmografia, schede, bibliografia) e indagando attraverso griglie di riferimento che spaziano dall’iconografico al filosofico. Un lavoro brillante, di quelli che fanno particolarmente piacere per come mettono un punto a una carriera multiforme (che ovviamente proseguirà a lungo, come ci auguriamo).

Per quanto riguarda altre news:

  • Appena svelato il programma di Locarno, qui un riassunto del ricco piatto di proposte. La retrospettiva è invece dedicata a Sam Peckinpah, con l’opera completa. Si prevede un esodo di massa verso la Svizzera per rivedere tutti i suoi film su grande schermo.
  • Uscito il n.24 della versione online open access di La furia umana. “Cinema e differenza” ne è lo speciale d’apertura, una intera sezione su John Ford con firme imperdibili, poi solita messe di articoli, cui si aggiunge uno specialino Mad Max: Fury Road davvero prezioso.
  • Non avevamo invece mai citato il journal World Picture, di cui esce in queste ore il n. 10.
  • Siamo felicissimi di annunciare l’uscita di una versione internazionale in inglese di Montages ottima rivista scandinava.
  • Uscito anche, con una mia breve introduzione, l’Osservatorio Tv 2015, annuale appuntamento sulle serie e gli show tv dell’anno curato da Barbara Maio.

Buone letture (e visioni) estive. A risentirci per fine agosto.

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