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Quasi impossibile sottrarsi ai discorsi su Pasolini, non foss’altro che per la pressione editoriale sul cineasta e intellettuale morto proprio quarant’anni fa. Bisogna ammettere che il volume di fuoco è talmente impressionante da indurre un misto di euforia e saturazione. Unico antidoto, discernere ciò che è interessante da quel che non lo è affatto, visto il numero di articoli, saggi, interventi e interi libri del tutto innecessari.

  • Uno di essi però non lo è, ed è quello che scegliamo di analizzare nel mare di proposte su PPP. Si tratta di Polemica politica potere (Chiarelettere, 16 euro) a cura di Riccardo Costantini, studioso attento e affidabile. Si tratta delle conversazioni che per tutta la sua vita cinematografica, PPP tenne con Gideon Bachmann, critico, fotografo, documentarista, biografo, che lo ha accompagnato per molti anni. La ragione dell’interesse sta, oltre che nei contenuti, nella rarità del documento, rimasto riservato per quarant’anni e ora offerto da CinemaZero. Le fotografie di Bachmann e della moglie Deborah Beer (queste altrove già più note) corredano il libro, che consta di tre sezioni, corrispondenti ai tre temi che danno il titolo al volume. Costantini, come spiega nell’introduzione, da curatore si è tenuto molto fedele ai testi sbobinati, e alla loro scansione cronologica, limitandosi appunto alla suddivisione in capitoli. E la lettura delle interviste è utile, sincera e acuta, come immaginabile vista la sovrumana capacità di testimoniare abbondantemente il proprio pensiero da parte di PPP e le ottime domande di Bachmann. A proposito, proprio quest’ultimo, nel ciclo di presentazioni del libro e della versione restaurata di Salò ha confessato di avere altrettanti materiali inediti su Fellini. Attendiamo fiduciosi.
  • Lasciando Pasolini, procediamo un po’ provocatoriamente con l’ultimo numero della rivista Alphaville, dedicato al concetto di devianza nel cinema. Molto curioso, e ben strutturato, contiene un editoriale dei due curatori, Jill Murphy and Nicholas O’Riordan, oltre che articoli di varia natura, che spaziano – come oggetti di studio – da un bell’approfondimento sul fandom di My Little Pony (!), ai film di Sandor Kardos, dall’analisi della terza persona nei video GoPro all’avanguardia ungherese, e via dicendo tra un volo pindarico e l’altro. Piacevolissimo.
  • Uscito anche il nuovo numero, il 14, della benemerita FilmIdee. Dedicato a Chantal Akerman, ma con pezzi su moltissimi argomenti (Sokurov, Marcello, uno specialino Welles, recensioni dalle prime e dai festival, attenzione al cinema sperimentale, e così via). Nell’editoriale, riportiamo un brano che ci fa drizzare le antenne due volte, una per l’appuntamento milanese per la Akerman e un’altra per l’annuncio di un “FilmIdee” cartaceo: “La sera del 12 novembre, presso Galleria Meravigli a Milano, proiezione del film Chantal Akerman, From Here di Gustavo Beck, in anteprima nazionale. Si tratta del primo appuntamento di una serie in collaborazione con Spazio Forma, cui faranno seguito proiezioni e incontri con i registi italiani del ‘cinema del reale’. Agli autori più rilevanti di questa nuova ondata (Pietro Marcello, Roberto Minervini, Massimo D’Anolfi e Martina Parenti) sarà dedicata parte della prima pubblicazione cartacea legata a filmidee, in uscita a dicembre: non una rivista, ma una sorta di annuario che prende il via da una riflessione sullo stato della ‘nuova cinefilia’ e raccoglie le firme dei tanti, giovani autori che hanno contribuito ai nostri primi quattro anni di vita”.
  • Venendo ai festival (e all’autopromozione), dal 5 all’8 nuova edizione del Via Emilia Doc Fest a Modena, che segue la selezione pubblica dei lavori fatta via web, mettendo meritoriamente a disposizione i film per un lungo periodo. Premiazioni e sezioni daranno vita a un lungo weekend di proiezioni. Io sarò ospite dell’amico e collega Leonardo Gandini in occasione dell’omaggio a Claudio Caligari, di cui discuteremo sabato mattina ore 12 .

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