carol

 

Molte informazioni, questa settimana, anche grazie a un intreccio di appuntamenti convegnistici, di ricerca e editoriali che salutiamo con il solito piacere. Racconteremo, come sempre, sia la dimensione “live” delle conferenze (che assume poi caratteristiche peculiari se visto in sede di riproduzione online) sia l’aspetto più librario o periodico, che seguiamo costantemente e con attenzione.

  • Il primo appuntamento di cui dare conto è organizzato da me e dalle colleghe Antonella Mascio e Sara Pesce, entrambe dall’Università di Bologna. Si tratta di una giornata di studi dal titolo Celebrities. Fashion, Branding, Performance nell’era dei Social Media nel quale si tenterà di aprire un dialogo tra film studies (e tradizione degli stardom studies) e la più recente corrente dei celebrity studies. Tra i tanti invitati a parlare, keynote speaker sarà Pamela Church Gibson, che al rapporto tra celebrità, fashion e cinema ha dedicato pagine importanti. “La cultura della celebrità circonda ormai molti degli ambiti della quotidianità: dalla diffusa fascinazione per i costumi del cinema alle fiorenti investigazioni sull’intreccio tra divismo e haute couture, al più recente interesse per forme ‘branded’ di notorietà disseminate nella società contemporanea grazie ai media digitali. Facendo il punto degli studi accademici sulle matrici culturali della celebrità nel panorama contemporaneo (che nell’ambito mediologico hanno dato vita a riviste dedicate), la giornata di studi traccerà percorsi storico-critici attivando un dialogo con studiosi di media, giornalisti e rappresentanti del settore della moda”. Il tutto in diretta streaming al sito suddetto, dalle 9.15 del mattino alle 18 della sera.
  • Passiamo ad altra conferenza, ma questa volta già avvenuta. A che serve citarla? Perché si può riguardare per intero su Youtube. Si tratta di “Cinema and Italian Identity”, tenuta a New York lo scorso ottobre. Si può visionare online l’intera sessione in italiano, con – tra gli altri – Millicent Marcus e Francesco Casetti (Yale University) Stefano Albertini (NYU, director of Casa Italiana) Roberto De Gaetano (Università della Calabria), David Forgacs (NYU), Michele Guerra (Università di Parma), Vito Zagarrio (Università di Roma Tre / NYU) e altri.
  • Rimanendo in America, è uscito il doppio numero novembre/dicembre di Film Comment, che al solito possiede una parte consultabile online. Gratis contenuti su Maddin, Wiseman, Haynes, e due articoli sul caso Son of Saul.
  • Dagli Stati Uniti, poi, via Fandor, ci giunge questa notizia: ““In the spring of 2017, Literature/Film Quarterly will become an openly-accessible online journal”. Che dire? Hurrà.
  • Nasce un nuovo servizio streaming, La Cinetek, molto cinefilo ma solo per residenti in Francia. Detto questo, qui lo segnaliamo perché il sito ha chiesto ad alcuni grandi cineasti le loro liste di film preferiti. Navigando sulla pagina qui presente, le si possono cercare, testare e confrontare. Alcune sono davvero sorprendenti.

Ora alcuni libri:

  • Valentina Cappi, Pazienti e medici oltre lo schermo. Elementi per un’etnografia dei medical dramas (BUP, 20 euro).
    Le fiction ospedaliere, come noto, sono tra i principali successi del piccolo schermo, e – fatto abbastanza unico – a tutte le latitudini e con ogni tipo di produzione (da Grey’s Anatomy a Braccialetti rossi). Il dato di originalità del volume scritto dalla giovane ricercatrice è che non si tratta – o almeno non solo – di una ricognizione iconografica e simbolica dei testi audiovisivi, bensì di un’indagine che si incrocia con la ricerca etnografica sul campo, grazie a inchieste con operatori della salute e pazienti. Le medical humanities sono fatto molto nuovo in Italia, e questo studio va considerato pionieristico. Il capitolo su House M.D. è certamente il più affascinante per i film studies ma tutto il discorso sulla negoziazione del sapere medico attraverso la fiction è molto utile.
  • Marcello Pecchioli (a cura di), Cronache dal tecno-medio-evo (Mimesis, 34 euro).
    Pecchioli, studioso multiforme e enciclopedico, dà alle stampe il frutto di una ricerca pluriennale che funziona come una lettura alternativa del Medioevo attraverso griglie della contemporaneità. Il volume, che consta di 24 interventi più una densa introduzione, ha a che fare latamente anche con i film studies perché dall’ars Combinatoria di Lullo alla Mnemotecnica, dai codici procedurali della letteratura cortese al copyleft degli artisti medioevali, dall’architettura digitale alle citta utopistiche di Campanella, etc, si toccano anche temi della cultura digitale e cinematografica, con saggi sul cinema post-apocalittico (nuovo Medioevo, secondo Roda) o neomedioevalità nel cinema americano delle mutazioni (Cappabianca).
Annunci