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Si avvicina la fine dell’anno, e con esso la mania delle liste, cui non ci sottrarremo. Per il momento, facciamo però la consueta ricognizione su che cosa bolle nella pentola della cinefilia e della ricerca accademica, che nell’ottica di questo blog si fondono spesso e volentieri. Cominciamo dalla segnalazione di alcuni libri, poi passeremo a convegni in corso e imminenti, poi a riviste e siti da consigliare.

  • Mirko Lino, L’apocalisse postmoderna tra letteratura e cinema. Catastrofi, oggetti, metropoli, corpi (Le Lettere, 16.50 euro). Dottore di Ricerca a L’Aquila e cultore a Palermo, Lino ha cercato con questo volume di fare il punto sulle forme rappresentative dell’apocalisse, tema che si intreccia a quello delle catastrofi in certa recente letteratura scientifica. Chi pensa che la categoria del postmoderno abbia esaurito i suoi compiti, non deve credere che il volume la ripeschi acriticamente. Anzi, Lino si pone nel novero degli studiosi che non a torto pensano che i dati di quella cultura proseguano tutt’ora, indipendentemente dalle varie cesure storiche. Inoltre, il ricorso ad analisi letterarie, oltre che cinematografiche, aiuta a tessere un intreccio molto ampio di riferimenti simbolici, che vanno da Pynchon fino a The Walking Dead, dal cinema all’urbanistica, prima e dopo l’11 settembre e senza timori di scomodare studiosi che parevano ultimamente fuori moda.
  • Antonio Catolfi, Federico Giordano (a cura di), L’immagine videoludica. Cinema e media digitali verso la gamification (Ipermedium, 14,50 euro). Se l’utilità euristica va considerata misura della riuscita di un volume, il testo curato da Catolfi e Giordano ha tutte le carte in regola, e anzi qualcosa in più. Partendo dall’abusata categoria della gamification, i due studiosi – chiamati a raccolta molti colleghi che se ne sono occupati, direttamente o indirettamente – hanno costruito un indice di alta qualità, permettendo al lettore di affrontare l’argomento da tutti i punti di vista, e alla comunità accademica di avere un testo italiano di riferimento. La nozione viene definita (Menduni), problematizzata (Uva, Giordano), stressata fino quasi a romperne i confini (Eugeni), trasportata in altri ambiti (Innocenti/Pescatore, Salvador, Fanchi/Scussolin), in ogni caso e più volte ridefinita proficuamente. C’è anche un mio saggio sul rapporto tra gamification e cinefilia. Per i frettolosi, la chiarissima introduzione riassume l’intero percorso con stimabile precisione.
  • Passando agli eventi, è in corso in queste ore il mega-convegno di Roma su Cinema e Storia. Qui il sito ufficiale. Si tratta di un colloquio che affianca e rafforza l’identità dell’omonima rivista annuale, molto ricca e molto affidabile, che una volta ogni dodici mesi offre una panorama saggistico su un tema forte della storia del cinema italiano, fortemente legato a trasformazioni storiografiche e socioculturali del nostro paese.
  • Pochi giorni, ed ecco un altro importante convegno, questa volta a Torino, dedicato al Neorealismo. Pensato all’interno di un contenitore più largo e direi quasi monumentale, “Intorno al neorealismo” offre per tre giorni (1-3 dicembre) una folta serie di paper e di interventi che ricostruiscono vecchie e nuove linee di indagine, mescolando dunque analisi storiche, riconsiderazioni metodologiche e storia delle idee. Riportando le parole degli organizzatori: “Lavorare sul Neorealismo significa anche considerarne la forte identità cinematografica nel contesto delle crescenti dinamiche di scambio interne alla nuova intermedialità del secondo dopoguerra (la narrativa popolare, il fumetto, il fotogiornalismo, il teatro, la radio, la nascente televisione ecc.). L’impostazione, quindi, pur prevedendo un’attenzione privilegiata al cinema e alla fotografia, si apre necessariamente a una prospettiva interdisciplinare, attenta alla storia socio-politica e culturale dell’Italia dell’immediato Dopoguerra e oltre”.
  • Numero 9 appena uscito della rivista femminista Cléo, dal titolo monografico di “Grace”. Oltre a un’intervista con Geraldine Chaplin, ci imbattiamo in articoli su Tilda Swinton, Catherine Deneuve e il suo ruolo in Hunger, su Breve incontro di Lean, sui dance movies e su molto altro ancora. Da leggere avidamente.
  • Ricchissimo e stimolante n.19 di Sentieri Selvaggi Magazine, da scaricare qui, dal titolo: “Il buio oltre la sala:  da Netflix alla rete come sta cambiando il consumo d’immagini”, con una tema evidentemente molto caldo. Particolarmente utile, la ricognizione mescola studi di settore, analisi dei dati, e riflessioni su come la cinefilia va mutandosi in onnovoria senza gerarchie e talvolta appiattita sul contemporaneo (con la “seriefilia” come rivale, o alleato, a seconda del punto di vista sempre più arrembante).

 

 

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