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Ultimo post prima di Natale. Mi scuseranno i più impazienti (è lusinghiero che ce ne siano), ma come al solito la quantità di impegni e consegne prima di fine anno ha rallentato un po’ gli articoli. In ogni caso, non mancherà a inizio 2016 il consueto e atteso appuntamento con la classifica dei migliori film dell’anno. Nel frattempo, ecco un’infornata di gustose risorse.

  • Annunciamo orgogliosamente l’uscita del numero 8 di CinergieSi tratta, come spiego nel mio editoriale, di una issue particolarmente lieta per noi, visto che è la prima con la nuova qualifica di rivista di fascia A per il settore disciplinare che ci compete. Tra i contenuti, uno speciale molto innovativo, curato da Dunja Dogo e Anna Masecchia, dal titolo Riscrivere le immagini del passato tra cinema, letteratura, fotografia e nuovi media, che – citando le curatrici – “prende idealmente le mosse dalla riflessione di Alexandre Astruc sulla nouvelle avant-garde cinematografica resa possibile, alla fine degli anni Quaranta, dalla diffusione del 16 mm e della televisione. L’evoluzione tecnologica, procedendo oltre le previsioni di Astruc, ha poi permesso la produzione e la fruizione individuale e disparata di ‘film scritti su qualunque argomento, in qualunque forma’, aprendo sempre più il testo audiovisivo a fenomeni quali il film di montaggio, il docu-fiction, il found footage, la manipolazione di immagini filmiche e fotografiche, anche amatoriali, reperibili in rete”. Nel numero troverete anche le solite rubriche e una sezione recensioni particolarmente ricca.
  • Per l’occasione, è uscito un nuovo volume nella nostra collana omonima per Mimesis . Si tratta di In gioco e fuori gioco. Il ludico nella cultura e nei media contemporanei di Mauro Salvador. Alcune note dell’autore: “In gioco e fuori gioco indaga uno dei fenomeni che meglio definisce il nostro presente, la progressiva ludicizzazione della realtà, un processo declinato in forme diverse e spesso non immediatamente evidenti. In esso coesistono l’idea di gamification, legata al marketing e all’affermazione del potere del gioco in senso pervasivo e critico, e la considerazione dell’universo mediale contemporaneo come ambiente ideale per il realizzarsi di un più generale ‘fare ludico’. Attraverso un approccio a cavallo fra media studies, semiotica dell’esperienza e teorie del gioco, il testo indaga oggetti e fenomeni significativi che ci circondano, da un lato per ridiscutere la sfuggente definizione generale di ‘ludico’, dall’altro per osservare e descrivere la situazione della realtà contemporanea sotto la lente del paradigma ‘semi-ludico’ “.
  • Si tratta del numero 8 anche per gli amici di Frames Journal, con un monografico dal titolo Going Viral: The Changing Faces of (Inter)Media Culture. Queste le parole delle curatrici Eileen Rositzka e Amber Shields: “With Going Viral: The Changing Faces of (Inter)Media Culture we aimed to look at the interdependencies and reciprocal developments of contemporary media aesthetics and cinematic practices, leading to, in the words of Francesco Casetti, the “relocation” of cinema itself. Exemplifying this process with the analysis of secret screening events, intertextual podcasts, iPhone movies and Internet horror films, and providing theoretical and methodological insights into contemporary media scholarship, the articles in this issue represent the diversity of diffusion and suggest at the even greater directions that this study can take. After all, the changing faces of (inter)media culture are to be conceived of as ‘interfaces’, always fabricating new contact surfaces between screen(s) and audience—configurations that will continue to further the reconceptualization of cinema”.
  • Ed ecco arrivare anche il numero autunnale di Necsus – European Journal of Media Studies, organo del Necs, dedicato questa volta al “vintage”. Questa special section è curata da Kim Knowles e si parla di “technostalgia”, approcci teorici al vintage, retro-cinema, retrogaming e molto altro, così come ricche sono anche le ulteriori sezioni di questa rivista di alto livello scientifico. Anche in questo caso alcune righe della curatrice: “In the field of media studies, vintage is intricately tied to technological transition, questions of obsolescence, and the delicate interplay between the old and the new, the analogue and the digital, tangible material traces and clean lines and surfaces. Through the process of media replacement in which digital technology with its promise of speed, efficiency, and instantaneity supplants older technologies, these latter are reframed and repositioned, thereby taking on desirable auratic qualities and a reassuring materiality. As several of the contributions in this special section point out, the aesthetic signifiers of analogue technology – dust, scratches, faded colours, granular textures, cuts, flares, and other imperfections – have become part of the language of new media, allowing users through various software applications to access a certain vintage ‘look and feel’ without the need to negotiate or even truly contemplate the outmoded technology from which it originates”.
  • Ottimo anche il numero 9 di The Cine-Files dedicato niente meno che al film teaching. E ogni collaboratore analizza in termini di teoria della didattica un film. Si passa da Casablanca (Kyle Stevens) a L”invasione degli ultracorpi (Rasha Richards), passando per classici come I 400 colpi (Kristi McKim) e sorprese come Una notte da leoni (Patricia Ventura), e incrociando ogni tipo di metodologia, trasmissione e interpretazione. Davvero riuscito.
  • Ma è ancora più bello quando una rivista nasce, come nel caso di Sightlines. Viene dall’Australia, ed è il compimento di un percorso virtuoso che si intreccia a due eventi pre-esistenti, un festival e un convegno annuali. Come spiega Craig Batty della RMIT University di Melbourne: “Sightlines was a part film festival, part conference held at RMIT in late 2014. It showcased the range and quality of films produced in an academic context, in Australia and internationally. Dramas and documentaries, shorts and features, film and television, mainstream and experimental work were all screened. Panel, presentation and discussion sessions around screenwriting, screen production research, the academy/industry relationship and many other topics were also held. Following the event, a decision was made to pilot an ‘audiovisual journal’, where screen works would be peer-reviewed and published. It is our pleasure to announce that the the first issue of the Sightlines Journal is now available”.

Buone letture e buone feste…

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