The-Big-Shave

 

Un po’ di attesa per questo nuovo post, dovuto ovviamente all’infuriare del semestre e delle attività istituzionali. Ora, appena avuto un po’ di respiro in vista di Pasqua, eccomi di nuovo in pista con molte novità da sottoporre, tanto che a stretto giro seguirà un nuovo articolo. Desidero nel frattempo ringraziare tutti gli autori e le case editrici che generosamente mi spediscono volumi e saggi da recensire, da una parte lusingandomi per l’importanza assegnata a questo spazio (e agli altri luoghi, accademici, dove opero e pubblico) e dall’altra sottoponendomi a deliziose maratone di lettura e consultazione. 

  • Cominciamo congratulandoci con Michele Guerra per aver vinto il Premio Limina 2016, importante riconoscimento che tutti noi docenti di cinema attribuiamo, con votazione aritmetica, al miglior volume di ricerca dell’anno. Il suo Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze,  scritto insieme a Vittorio Gallese (per i tipi di Raffaello Cortina), è in via di lettura e recensione – tardiva – su questa testata. Era del resto un’annata davvero ricca, se si pensa agli altri premiati: il premio per il migliore libro internazionale sul cinema del 2015 è andato a Francesco Casetti per The Lumière Galaxy: Seven Key Words for the Cinema to Come (Columbia University Press, in Italia Bompiani), mentre il premio per la migliore traduzione va al bellissimo libro curato da Leonardo Quaresima, Joseph Roth, L’avventuriera di Montecarlo. Scritti sul cinema (1919-1935).
  • Esce in queste ore per la Cineteca di Bologna, Il cinema breve. Da Walt Disney a David Bowie. Dizionario del cortometraggio 1928-2015, di Sergio Arecco (20 euro). Il titolo dice già tutto, e quel che conta è ovviamente l’idea, innovativa, di un’enciclopedia del corto, forma spuria e mai veramente amata del cinema e delle sue “taglie” estetiche. Arecco ha buon gioco a inserire nel dizionario un po’ di tutto, dai film di avanguardia ai videoclip, dai cartoon al cinema industriale, usando il criterio del minutaggio, ma sarebbe davvero fuori luogo mettersi a fare i puristi di fronte a un’operazione editoriale stimolante e a suo modo giocosa. La quarta di copertina svela alcuni dei contenuti: “Concentrazione, divagazione, episodio, appunto, colpo d’occhio. Truffaut e Warhol, Antonioni e Park Chan-wook, D.A. Pennebaker e Bjòrk, Shirley Clarke e Dino Risi, Bunuel e Tex Avery, Pasolini e Justin Lin, Mishima e Scorsese, Beckett e Monicelli, Lynch e Miyazaki”. Lettura molto piacevole e informata.
  • E’ arrivato anche Anime ferite. Il cinema di Saverio Costanzo (a cura di Alberto Morsiani e Serena Agusto, Falsopiano, 19 euro), che si spera interessi tutti i cinefili che reputano Costanzo una delle cose migliori capitate al cinema italiano contemporaneo. Si tratta di un volume collettivo con alcuni saggi e una lunga intervista, molto acuta. All’interno, segnalo il mio pezzo dal titolo “Il quasi-horror: le strategie di rinnovamento formale del cinema italiano nei film di Saverio Costanzo”.
  • Uscito un nuovo, bellissimo numero di Synoptique, rivista accademica della Concordia University. All’interno uno speciale su Xavier Dolan e i legami con l’identità nazionale del Québec: titolo completo del n. 2 (vol. 4): ““Locating the Intimate within the Global: Xavier Dolan, Queer Nations and Québec Cinema”…In effetti anche gli articoli sono in parte in francese e in parte in inglese. Davvero interessante.
  • Come al solito, Film Comment esce su carta ma riserva all’online open access alcune parti: il numero doppio copre marzo e aprile.
  • Si trova invece tutto di Brooklyn Rail, dedicato a molte arti tra cui il cinema (stavolta con saggi su Greenaway, Spike Lee e altro).
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