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Come promesso, un post pasquale per una nuova infornata di uscite e segnalazioni. In queste ore, le sale cinematografiche – pur con il segno più sempre stampato sulle analisi annuali di categoria – cominciano lentamente a svuotarsi, come sempre accade nel periodo primaverile. D’altra parte, per cinefili e studiosi, è anche il momento in cui si riattivano festival, iniziative e giornate di studio, dopo inverni più concentrati su didattica e organizzazione. Insomma, per l’aca-fan il bicchiere è sempre mezzo pieno. 

  1. Cominciamo con l’uscita di Bande à part. Graphic Novel, fumetto e letteratura (Morellini Editore, 14,90 euro) a cura di Sara Colaone e Lucia Quaquarelli. Si tratta della raccolta degli atti di un convegno svoltosi a Bologna lo scorso autunno, molto piacevole e originale, che ha messo a confronto italianisti, mediologi, studiosi di fumetto, cinema e arti visive. Ci sono anche io, con un saggio intitolato “Adattamenti multipli tra film e graphic novel all’italiana: il cinema e i media secondo Gipi”. Il resto del libro si domanda se il fumetto sfidi i limiti, fortemente radicati nella tradizione occidentale, tra arti visive e arti della parola, tra arti dello spazio e arti del tempo, e forzi pertanto le frontiere disciplinari che hanno preso forma sulla base di tale opposizione: sembra oggi infatti necessario aggiornare le pratiche di indagine per riuscire a fare luce su una serie di fenomeni narrativi caratterizzati da un’inedita fluidità e permeabilità dei confini mediatici e artistici. Nell’indice, tra gli altri, un saggio di inquadramento di Baetens e Fry, pezzi degli esperti storici Fornaroli, Barbieri e Brancato, di Minganti su Crumb, e una bella chiusura di Igort.
  2. Uscito il nuovo numero di Zone Moda Journal, la rivista accademica che fa capo a me e ai miei colleghi della sede di Rimini, dunque dedicata ai rapporti tra moda, cultura, identità e media, e diretta da Antonella Mascio. Proprio Mascio cura, insieme a Junji Tsuchiya, il numero 5, dal titolo “Fashion Convergence”. Un nutrito gruppo di articoli coinvolge spesso anche l’immaginario televisivo e cinematografico, nel tentativo di inserire i fenomeni fashion dentro una materia spesso confinata alle trasformazioni crossmediali e audiovisive. Si trovano studi su Big Bang Theory, i factual di moda, i fashion film in era digitale, i brand nelle serie televisive, e molto altro – tra cui la consueta attenzione all’exhibition culture e alle mostre.
  3. Uscito l’atteso nuovo numero di Senses of Cinema che apre con una lunga intervista a Abel Ferrara, cui segue uno specialino sul regista. Altro dossier poi sul cinema sperimentale britannico ieri e oggi. Ancora: saggi su Fincher, Tarantino, Robert Frank, Kim Soyoung tra gli altri…e una ricchissima sezione di recensioni di festival, libri, restauri e altro ancora. Come sempre una quantità di roba da leggere esaltante.
  4. Uscito il numero 66 di Cinema Scope, con la consueta formula (sempre più in voga, a quanto vediamo) di cartaceo integrale e contenuti parziali open access – più qualche materiale esclusivo per il web. Nella editor’s note c’è anche la classifica (tardiva) dei top ten 2015 secondo la rivista, che comunque riportiamo perché non sappiamo resistere alle liste:Vincitore: Cemetery of Splendour (Apichatpong Weerasethakul)

     

    2. Arabian Nights (Miguel Gomes)

    3. The Assassin (Hou Hsiao-hsien)

    4. The Forbidden Room (Guy Maddin & Evan Johnson)

    5. Right Now, Wrong Then (Hong Sangsoo)

    6. Visit, or Memories and Confessions (Manoel de Oliveira)

    7. Lost and Beautiful (Pietro Marcello)

    8. No Home Movie (Chantal Akerman)

    9. The Treasure (Corneliu Porumboiu)

    10. Kaili Blues (Bi Gan)

 

Buona Pasqua a tutti i lettori.

 

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