celeb

 

Settimana intensa, non solo per la presenza del festival di Cannes – destinato come ovvio a monopolizzare i discorsi cinéphile – ma anche per una serie di attività sparse sul territorio, tutte molto interessanti. Intanto, per ciò che riguarda le sale, riecco in fotocopia anche quest’anno tutte le solite lamentele sulla stagione che finisce troppo presto e il rifiuto di fare uscire film importanti in sala durante gli Europei di calcio e le Olimpiadi. Che dire? Per fortuna serie televisive e streaming sul web non vanno in vacanza, così potremo ubriacarci di sport, cinema e serialità per i prossimi mesi, anche a sale sbarrate. 

  • Prima di tutto un cenno a Media Mutations Rimini, giornata di studi che ormai da tre anni coordino insieme alla collega Antonella Mascio (e ora insieme a Sara Pesce) – e collegato con cordone ombelicale a Media Mutations Bologna. Il tema di quest’anno è “Celebrity e serialità”, e dovrebbe costituire – insieme al convegno Celebrities dell’anno scorso – un nucleo potenziale di ricerca su un tema non troppo esplorato nel nostro paese. Faremo ovviamente sapere gli sviluppi. Nel frattempo, due parole su quel che avverrà mercoledì 11 in Romagna (dalla presentazione dei curatori): “Le dinamiche tipiche dei media partecipativi pongono in evidenza quanto i pubblici-utenti siano in grado di realizzare tanto processi di promozione delle celebrità già riconosciute (come per Lady Gaga, Eminem o Barack Obama) quanto attività di auto-promozione per se stessi, allo scopo di accedere al medesimo dominio (si pensi al caso di Sonia Peronaci alias Giallo Zafferano). Accade infatti che accanto agli idoli affermati a livello mainstream incontriamo forme di micro-celebrity che impongono nuove riflessioni sul concetto, spostando ancora il punto di osservazione dello stesso. L’annullamento dell’intermediazione, tipica dei media tradizionali, pone dunque in evidenza altre possibilità di connessione fra pubblici e celebrity. La produzione e il consumo delle celebrità diventano focus complessi e importanti per la ricerca culturale, i cui effetti si dispiegano su più livelli: sull’importanza assunta dal dispositivo-celebrity; sui modi in cui i pubblici si relazionano con i soggetti-oggetti che incorporano tale dispositivo; sulla possibilità per chiunque di acquisire autonomamente quello stesso statuto. La celebrity va perciò studiata anche come un’attività strategica e produttiva, con ripercussioni sia a livello culturale che sociale. In particolare ci interessa indagare le modalità attraverso cui la celebrity si connette alle diverse forme seriali che osserviamo nell’ambito culturale, a partire dalle produzioni tipiche del contesto mass mediale (dalle serie tv, alle saghe cinematografiche, ai videogame,..) per arrivare a quelle specifiche di altri settori, compreso il fashion che si muove su appuntamenti fissi (seriali?) come le sfilate, a cui partecipano sempre famose celebrity”.
  • Sabato 14 invece sarò di nuovo a Bologna per presentare, orgogliosamente, un film in carcere (Non essere cattivo). Per merito di due documentaristi e organizzatori culturali del calibro di Angelita Fiore e Filippo Vendemmiati, infatti, si sviluppa in questi giorni Cinevasioni, festival cinematografico interno alla casa circondariale Dozza, con un gruppo di detenuti in qualità di giurati, e molti ospiti – tra cui Matteo Garrone, Gabriele Mainetti, Daniele Luchetti e altri – presenti tra le mura della prigione. Una idea bella, civile e riuscita.
  • Dalla Università Lusofona del Portogallo giunge il primo numero di una nuova rivista, International Journal of Film and Media Arts, open access su web, con un esordio dedicato all’animazione documentaria. Qui l’editoriale per saperne di più del succoso progetto.
  • Uscito nel frattempo il nuovo numero di Film Comment, sia cartaceo a pagamento sia con un buon numero di articoli open access online. Esordisce con questo numero Nicolas Rapold, che ha sostituito Gavin Smith alla guida del mensile del Lincoln Center di NY.
Annunci