pira

 

Settimana piena di convegni e incontri dal vivo, che testimoniano fra l’altro della ricchezza di prospettive con cui il settore accademico di cinema, televisione e nuovi media si mostra ai colleghi e al pubblico. In partenza già dalle prossime ore il ricco convegno di Venezia, organizzato da Ca’ Foscari e diretto da Valentina Re, dedicato a un tema fondamentale della distribuzione mediale e culturale di oggi, ma molto spesso confuso con le molte altre pratiche di circolazione dei testi audiovisivi: lo streaming.

  • Streaming media e cultura on demand: dalla distribuzione alla circolazione? è appunto il titolo dell’appuntamento previsto per il 6 e 7 giugno. Si tratta dell’evento conclusivo del Progetto di ricerca di Ateneo Framing Digital piracy. Pirateria e anti-pirateria in Italia dal 1988 a oggi: strategie discorsive, forme di consumo e politiche cultura e già in parte, quindi, i contenuti vengono suggeriti da questo contesto. In più, però, c’è il tentativo di allargare il discorso all’intera teoria e critica dello streaming. Chi vi scrive interverrà il 7 giugno ore 10, con un intervento sulle trasformazione della cinefilia digitale a contatto con lo streaming. Qui il programma completo.
  • I cattolici e il cinema in Italia tra gli anni ’40 e gli anni ’70 è invece il convegno che segue a ruota, ma a Milano, dall’8 al 10 giugno, curato da Tommaso Subini. Qui tutte le informazioni, da cui traiamo alcuni spunti di presentazione: “Il convegno è collocabile al confine tra due ambiti: la storia culturale del cinema italiano da un lato, la storia della Chiesa e del movimento cattolico in rapporto ai processi di modernizzazione dall’altro. Più specificatamente studia se, come e quando la Chiesa cattolica in Italia si sia servita dei mezzi moderni di comunicazione (e in particolare del cinema, al centro del sistema dei media nel periodo considerato) col fine di ritagliarsi uno spazio d’azione all’interno delle complesse dinamiche di una moderna società di massa. Il fenomeno si sviluppa lungo le due polarità dell’immagine considerata immorale e dell’immagine caricata di significati religiosi e pare trovare, dopo alcuni decenni di iniziative isolate e contraddittorie, una sua solida istituzionalizzazione tra la fine degli anni ’30 e i primi anni ’40 e una sua relativa conclusione verso la fine degli anni ’70. L’esito vede da un lato l’emersione della pornografia esplicita quale sbocco dei processi di caduta dei tabù dell’osceno e dunque l’inarrestabile pornografizzazione della società italiana; dall’altro un rinnovato e sempre più consapevole investimento da parte della Chiesa sui media, intesi come strumenti moderni cui affidare il proprio messaggio religioso, e quindi la medializzazione del fatto religioso e delle istituzioni che a esso sovrintendono, dalla fondazione del CTV fino alla recente creazione di un dicastero delle comunicazioni. Intento del programma di ricerca e del convegno che lo conclude è indagare le origini del processo storico che approda a tale esito, concentrando pertanto l’attenzione sul periodo compreso tra gli anni ’40 e gli anni ’70.”.
  • Poca aria di santità, invece, ma certamente interessato al rapporto tra sacro e profano, era il regista italiano Luigi Scattini, premiato ora da un libro curato dal solito, instancabile Fabrizio Fogliato: Luigi Scattini. Inferno e Paradiso (Edizioni Il Foglio, 15 euro). I meriti di Scattini li ricorda l’autore stesso: “Luigi Scattini ha ideato e realizzato un film epocale come Svezia inferno e paradiso e ha fornito al grande musicista Piero Umiliani la possibilità di esprimere tutto il suo talento attraverso le colonne sonore da lui composte. Scattini ha lavorato con mostri sacri del calibro di Buster Keaton, ha portato nel cinema italiano l’esuberante Jayne Mansfield, ha condotto regie al fianco di star internazionali come Robert Taylor e Anita Ekberg, ha fatto entrare nell’immaginario collettivo dell’epoca il corpo vellutato di Zeudi Araya, ha indagato – primo fra tutti – il mondo del cinema a luci rosse ai suoi albori. Ma Luigi Scattini é stato anche colui che ha curato il doppiaggio dei più importanti film internazionali degli ultimi decenni e, all’inizio della sua carriera, è stato un fine e raffinato documentarista riconosciuto e pluripremiato a livello mondiale”. Si tratta di un volume collettivo, con l’analisi completa della sua opera, attraverso saggi e interviste (di Fogliato, Jan Švábenický, Fabio Zanello e altri), immagini inedite e testimonianze. Per avere un assaggio, si può vedere uno stralcio su Questo sporco mondo meraviglioso (diretto da Scattini con Mini Loy), presente sul ricco blog del curatore. Il volume è davvero completo, e denso di informazioni. Alla fine questa collana sta riempiendo con competenza molti vuoti storiografici di un cinema italiano sempre sospeso tra autorialità e expolitation, capace di mettere in crisi gli appassionati di entrambi i settori proprio per la sua irriverenza sempre legata a professionalità straordinarie.
Annunci