eiar_radiovisione

 

Come promesso, dopo una breve parentesi veneziana, rientro a pieno ritmo nella produzione cinefila e accademica, e dunque anche al presente blog. Settembre si presenta ricchissimo di iniziative, uscite editoriali, numeri di rivista e altro ancora – e ovviamente in queste prime settimane faremo anche in modo di recuperare alcuni volumi che non riamo riusciti a recensire prima dell’estate.

  • Backstage – Studi sulla produzione dei media in Italia (Unicopli, 15 euro), è curato da Luca Barra, Tiziano Bonini e Sergio Splendore. Il volume offre una ricognizione amplissima e davvero promettente su una branca di studi di sicuro valore, appunto le analisi delle forme produttive, che talvolta stenta ad affermarsi qui da noi – o forse (azzardo io) è disseminata sotto altro nome in differenti approcci. Il vantaggio di chiamare in questo modo i succitati studi non è però solamente nominalistico, visto che anzi permette di costruire – con metodologie certe, ovviamente – un punto di osservazione decisivo, specie in un contesto frantumato come quello contemporaneo (e anche dentro una prospettiva storiografica). Se l’ambito televisivo può apparire prioritario, vista la collana (Mediascapes) che ci ha già abituato a lavori di questo ambito, vi sono nell’indice collettivo altre direzioni (giornalismo, radio, cinema, musica). L’introduzione a sei mani e i primi tre saggi – sempre dei curatori, ma questa volta singolarmente – sono quelli più centrali, poi seguono studi di caso e infine chiude un saggio finale, molto riuscito, di John T. Caldwell che cerca di osservare i production studies nella loro irrazionalità con uno sguardo “razionalmente ironico”. Piccolo errore a inizio libro: Backstage di Keaton del 1919 è ben lungi dall’essere uno dei suoi ultimi lavori.
  • Ancora televisione con Filippo Baracchi, Cambiamo programma (Marcianum Press, 11 euro). In questo caso, il giovane studioso mette a frutto i percorsi di ricerca nei centri mediologici tedeschi (Karlsruhe in particolare) con questa finalità: “In un’Europa ibrida in cui i concetti di identità e cittadinanza sono continuamente messi in discussione, è necessario legare il tema della migrazione all’analisi dei media, sempre più socialmente pervasivi. Il volume è un invito a ripensare i media – vecchi e nuovi – come occasione di narrazione sociale affinché sviluppino modelli europei di rappresentanza e di informazione tali da costruire senso e significato”. E proprio la dimensione europea, molto seguita da alcuni dei migliori television studies recenti, fa la forza del volume, corredato da alcune interviste a autori e programmatori decisamente interessanti.
  • Cambiamo totalmente registro segnalando – per gli appassionati di Pedro Almodóvar (magari rimotivati dall’ultimo, bellissimo e inatteso Julieta) – la paginata di risorse open access online che Catherine Grant ha postato sul suo ormai celeberrimo spazio “Film Studies For Free”. Non bastasse, il post viene tuttora aggiornato con nuovi link, per cui rimanete agganciati, se vi interessano articoli scritti e video essays in abbondanza sul regista spagnolo.
  • L’uscita in sala della versione integrale proposta da Criterion (e distribuita da Cineteca di Bologna) de I cancelli del cielo di Michael Cimino ha per l’ennesima volta riacceso l’interesse per il grande autore recentemente scomparso. Tra i vari materiali, ci sembra di poter estrarre il bel volumetto gratuito online che Sentieri Selvaggi ha assemblato per l’occasione.

Per ora è tutto ma torneremo prestissimo…

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