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Decisamente convulsa, questa prima parte del dopo-estate. Il festival di Venezia – almeno in Italia – ha polarizzato il discorso cinefilo, con il consueto dibattito intorno ai premi. Questa volta, però, non ci sono lamentele sul capolavoro “non colto” dalla giuria, perché su Lav Diaz si nota un consenso decisamente sorprendente. Al contrario, i media generalisti (e gli oppositori a-priori del cinema d’autore) hanno deriso la scelta della giuria come elitaria e al solito esteticamente vetusta. La battaglia dunque non è più tra critici e giuria, ma tra critica e mondo esterno, che giunge in alcuni casi a definire inaccettabile che un film in bianco e nero vinca un festival (magari dimentichi che The Artist, muto e b/n, ha vinto l’Oscar pochi anni fa). Ma si sa, l’analfabetismo culturale cinematografico in questo paese è altissimo, nulla di cui sorprendersi.  Continua a leggere “Festival, paratesti, telenovele”

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