ozu

 

Stanno ormai cominciando dappertutto i primi semestri degli anni accademici, il che significa – oltre al fatto che il sottoscritto e tanti colleghi saranno sotto pressione – anche un ulteriore aumento delle uscite editoriali, della convegnistica, dei numeri di rivista, dei festival e delle rassegne. Cercheremo al solito di coprire le cose più interessanti, con l’intensità che riusciremo a cavare dal resto delle attività. Nel frattempo, il mercato italiano delle sale sembra polarizzato tra film ad altissima distribuzione, principalmente per famiglie (Alla ricerca di DoryPets ecc.) e opere italiane che si stanno accumulando a volte con 6-8 copie di in tutta Italia (i vari Spira MirabilisLe ultime coseLiberami, tutti peraltro meritevoli di approfondimenti e discussioni). Sempre più urgente una riflessione sulle distribuzioni alternative di piccoli film d’autore, documentari, sperimentali, e così via, perché sinceramente uscire alla chetichella in tenitura di prima visione solo per prendere contributi è poco sensato da parte di tutto il sistema. Ma procediamo con recensioni e segnalazioni.

  • Felicissimo di poter finalmente parlare di Scritti sul cinema di Yasujirō Ozu, a cura di Franco Picollo e Hiromi Yagi, con una densa prefazione di Dario Tomasi (Donzelli, 26 euro). Dico finalmente perché ho voluto centellinarlo per tutta l’estate, essendo un libro di importanza capitale, oltre che uno dei pochi volumi che possiamo davvero dichiarare indispensabili nella cultura cinematografica recente (nessuno si offenda, metto nel novero anche i miei scritti). I meriti del testo sono almeno due. Il primo è che – pur non essendo un teorico vero e proprio – Ozu commenta la propria opera, il cinema giapponese, il linguaggio del cinema e l’arte in generale, con una lucidità, precisione e calda ironia tali da conquistare anche i più tetragoni a ogni pensiero astratto. Il secondo è che i curatori hanno fatto davvero un lavoro improbo, non solo attraverso una introduzione chiarissima e una suddivisone dei materiali assai condivisibile (vedi il capitolo sulle missive dal fronte, forse il più struggente), ma anche per gli apparati attentissimi, dove ogni nome o figura evocata da Ozu negli scritti viene spiegata, sfiorando il concetto di edizione critica vera e propria. Gli scritti sono il frutto di una selezione delle note del maestro giapponese, concepiti in un arco di circa trent’anni, dal 1931 al 1962. I commenti sui suoi film, nonché sulle tecniche del cinema, di cui non ama affatto il concetto di “grammatica”, sono quanto mai preziosi e – diciamola tutta, con un po’ di retorica – per una volta ci fanno scoprire quanto l’umanità espressa dalle sue pellicole si ritrovi intatta nel diario intimo dell’autore, dopo tutte le volte che abbiamo invece scoperto psicologie contorte e grette dietro immensi capolavori. Davvero un volume straordinario.
  • Antonietta Buonauro, Trauma, cinema e media. Immaginari catastrofici e cultura visuale del nuovo millennio (Bulzoni, 16 euro) è il frutto delle ricerche di una giovane studiosa, introdotta nel volume da Veronica Pravadelli, che spiega quanto i trauma studies siano ancora poco conosciuti in Italia. Il volume di Buonauro è un ottimo varco d’ingresso per chi vuole saperne di più. E se la prima parte può apparire compilativa – per come introduce il tema teorico del trauma dalle origini della psicoanalisi fino alla scuola di Yale – in verità è particolarmente utile per il lettore italiano. Seguono poi alcune letture ravvicinate di film e argomenti molto significativi per la parte trauma/media, come i puzzle movies di Nolan, Tykwer ecc. o la rappresentazione dello tsunami, sulla quale vi sono pagine davvero condivisibili, che costeggiano anche i post-colonial studies. Talvolta – proprio con i film postmoderni protagonisti del “mind game” con lo spettatore – l’interpretazione rischia di smarrire l’aiuto che i film studies offrono, ma sono mancanze minori per un saggio decisamente riuscito.
  • Online il nuovo numero, il 18, di FilmideeLa rivista fondata e diretta da Daniela Persico e Alessandro Stellino, dopo 5 anni di lavoro e anche grazie alle Summer School sarde, agli appuntamenti milanesi, ai volumi cartacei, all’attività di curatela nei festival, ha decisamente raggiunto lo scopo di farsi luogo plurale di elaborazione della cinefilia – o di certa cinefilia, vicina alle estetiche del cinema del reale e interessata particolarmente alla produzione non mainstream. Anche il nuovo numero – che tiene a battesimo uno speciale su Spira Mirabilis (film che invece trova alcune perplessità da parte del sottoscritto, ma questo non conta) – è ricco di approfondimenti e articoli, che spaziano da Locarno a Venezia, da Naderi ad Ancarani, da Dumont a Covi/Frimmel, con in più il recupero interessante di alcuni scritti di Fofi di inizio anni Settanta.
  • Sebbene questo blog ospiti raramente i call for paper, facciamo un’eccezione per gli amici dell’AIRSC, che mi segnalano questo interessante appuntamento previsto a Bologna il 5 dicembre. Segue comunicato: 

     

    CALL FOR PAPERS
    STORIA & STORIE
    Giornata di studi AIRSC – Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema


    Premessa

    L’AIRSC promuove tra gli scopi statutari la ricerca storica e la riflessione storiografica in ambito cinematografico. Per realizzare questo fine, accanto alla rivista semestrale «Immagine» che ospita saggi e ricerche di studiosi italiani e stranieri, ha dato vita a una giornata di studi con periodicità annuale, aperta ai soci e ai ricercatori tutti, volta alla presentazione di ricerche in corso, di fondi archivistici, come pure alla condivisione di metodologie di ricerca e problemi di carattere storiografico.

    Topics
    La giornata di studi è aperta ai soci e ai non soci. Sono particolarmente incoraggiate le proposte originali di ricercatori giovani, di studiosi internazionali, di storici di discipline tangenti alla storia del cinema, nello spirito di accrescere le possibilità di scambio e di promuovere la visibilità delle ricerche meno accessibili. Saranno particolarmente apprezzate proposte sui seguenti temi:

    – Nuove fonti per la storia del cinema;

    – Nuovi ritrovamenti archivistici;

    – Storia del cinema e archivi digitali;

    – Intersezioni tra storia del cinema e discipline storiche confinanti;

    – Nuove metodologie di ricerca storica.

    Organizzazione, sede e data
    La giornata di studi avrà luogo presso i locali della Cineteca di Bologna il giorno 5 dicembre 2016. Si prevedono una quindicina di contributi di 20 minuti l’uno. Il programma definitivo verrà reso noto entro il 5 novembre 2016: tutte le informazioni utili saranno pubblicate sul sito dell’associazione (www.airsc.org). Durante la Giornata di Studi sarà possibile seguire in diretta gli interventi collegandosi con la pagina Facebook dell’Associazione.

    Contatti
    Per partecipare in qualità di relatori occorre inviare una proposta (max 300 parole), corredata da una breve biografia, entro il 19 ottobre 2016 all’indirizzo: storiaestorie.airsc@gmail.com.
    Sono gradite anche proposte di panel. Le proposte saranno vagliate dal Direttivo AIRSC; è assicurata la risposta a tutti i proponenti entro 15 giorni.

 

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