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Tutto come previsto. L’autunno sta bruciando i nostri consumi cinematografici e televisivi come fiamma con cerino, si rincorrono disperatamente le serie, le sale esplodono di film (non sempre belli, ma per chi lo fa di mestiere c’è sempre la sensazione di dover vedere tutto), i siti di streaming legale e illegale ci buttano ogni minuto pezzi d’osso su cui vorremmo avventarci, la globalizzazione della ricerca e dell’accademica ci porta in giro (virtualmente e fisicamente) ovunque, e per la cinefilia si aggiunge il piacere (in)discutibile dei festival – archiviato Roma, arriva Torino ma in mezzo ci sono molti appuntamenti “midterm” con festival medi e piccoli. Da che cosa cominciamo?

  • Dal locale. Mi prendo la libertà di sottoporre una giornata di studi che conduco e in parte ho potuto architettare con gli amici della Cineteca di Rimini. Ideato nella cornice del più ampio omaggio che la città natale di Fellini fa al Casanova per festeggiarne i quarant’anni, il convegno Il Casanova di Federico Fellini si terrà mercoledì 26 ottobre presso il Teatro degli Atti. Il programma è il seguente:

ore 9.30 Saluti
ore 9.45 -13.30: prima sessione
Introduce Roy Menarini (Università di Bologna)
ore 9.45 Emilio Sala (Università di Milano)
Le musiche di Nino Rota per Il Casanova di Federico Fellini
ore 10.30 Gino Ruozzi (Università di Bologna)
Fellini e Casanova tra fedeltà e tradimenti letterari
ore 11.15 Michele Bertolini (Accademia di Belle Arti di Bergamo)
Riferimenti iconografici e visioni immaginarie nel Casanova di Federico Fellini
ore 12.00 Sara Martin (Università di Parma)
Cucire Il Casanova. I costumi di Danilo Donati realizzati dall’atelier Farani
ore 12.45 Nicola Dusi (Università di Modena e Reggio Emilia)
Il Casanova di Federico Fellini: problemi intermediali

ore 15-18.30: seconda sessione
Introduce Marco Bertozzi (Università Iuav di Venezia)
ore 15.00 Romano Màdera (Università di Milano-Bicocca)
Sul Casanova di Fellini
ore 15.45 Elio Franzini (Università di Milano)
Il mito del  Settecento illuminista: il Casanova di Fellini
ore 16.30 Piero Pieri (Università di Bologna)
Casanova, il gran teatro dell’autobiografia
ore 17.15 Giacomo Manzoli (Università di Bologna)
Il Casanova di Federico Fellini e la società italiana degli anni Settanta

  • Restiamo in Romagna, con molto piacere, visto che nelle prossime ore prende il via il sempre combattivo Ravenna Film Festival. Anche in questo caso ci metto lo zampino, dal momento che il direttore artistico Franco Calandrini mi ha chiesto non solo di scrivere una riflessione su Velluto blu a trent’anni dalla sua uscita, ma di presentare la proiezione del film, con la quale verrà celebrato il compleanno. A questo proposito, citiamo anche un recente articolo sul notebook critico di Mubi, dedicato alla musica in Velluto blu, e scritto da Clare Nina Morelli.
  • Uno degli ospiti del convegno riminese, Nicola Dusi, ha nel frattempo dato alle stampe un volume dal titolo molto riuscito, Contromisure (Mimesis, 17 euro). Il volume riesplora – senza considerarle archiviate – alcune parole chiave del dibattito recente come intermedialità, rimediazione, transmedialità. Per farlo, si attrezza con case studies su alcuni personaggi transmediali, dopo una ricca e utile introduzione teorica. Ovviamente molti diversi sono gli esempi scelti, come Il deserto dei Tartari di Zurlini riletto grazie all’intertesto della pittura metafisica; i molti film tratti da Le avventure di Pinocchio; oppure Paranoid Park di Van Sant, e Don Chisciotte rispetto agli innumerevoli adattamenti (spesso incompiuti) del romanzo, tra cui quelli con la regia di Pabst, Welles, Gilliam. La seconda parte del volume è dedicata ai rapporti intermediali tra cinema, teatro e musical (tra adattamenti e varianti), con le analisi di Fanny e Alexander di Bergman; di Smoking – No Smoking di Resnais; e di Jesus Christ Superstar di Jewison. Si passa quindi alle strategie paratestuali di trailer, videoclip, DVD, titoli di testa (forme brevi dell’audiovisivo, analizzate già in passato da Dusi in un libro rimasto molto celebre), film come Lola corre di Tykwer, Sherlock Holmes di Ritchie, Robin Hood di Ridley Scott. C’è infine un epilogo, sugli aspetti teorici della traduzione intersemiotica e del transmedia storytelling. Per chi considera ancora proficue le pratiche semiotiche.
  • Citiamo nuovamente, grazie a segnalazioni di colleghi, anche Link – idee per la televisione, che più volte abbiamo analizzato nei suoi esiti cartacei e nella parte open access del web. Non segnaliamo questa volta un numero in particolare ma un ottimo e denso saggio di Giacomo Poletti, dedicato allo spazio sul mercato del documentario arthouse. Oltre a fornirci un po’ di lessico della distribuzione di cui difettavamo, Poletti spiega (con dovizia di particolari) dinamiche, prospettive e soprattutto sostenibilità di questo cinema del reale, molto amato dalle frange della cinefilia, senza tuttavia dimenticare il più ampio contesto dei doc su piattaforme streaming, tv via cavo e così via.
  • Continuano i gustosissimi podcast di Film Comment, a patto ovviamente di intendere bene l’inglese. In particolare, pizzica corde a noi molto vicine l’ultimo, dedicato alla critica nell’epoca dei social media. Tutto parte da questo articolo di Nick Pinkerton, dal quale prende spunto la discussione con Violet Lucca, K. Austin Collins di The Ringer e Mark Harris di Vulture.

 

 

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