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Tra Ognissanti e i defunti, senza dimenticare Halloween appena passato, è sempre periodo di festival. Dopo il Ravenna Nightmare di cui abbiamo già parlato (e il Lucca Comics che, pur con una sezione cinematografica e televisiva, è in fondo un’altra cosa), ci piace citare gli altri protagonisti di queste settimane così intense. Si sa, in fondo, che da cinefili amiamo le piccole realtà, specie se accompagnate da un forte lavoro sul territorio e impegnate a mantenere poi durante l’anno una finestra culturale sempre aperta, grazie all’associazionismo e alle altre forme di intervento della cultura cinematografica. 

  • Cominciamo con il molto amato Trieste Science Plus Fiction. Si va dall’1 al 6 novembre, si festeggiano i 50 anni di Star Trek (non sono i primi, ma ci sono ospiti interessanti come Terry Farrell, la brava Jadzia Dax di Star Trek: Deep Space Nine e Adam Nimoy, il figlio di Leonard , che racconteranno le loro esperienza nell’universo di Star Trek). Interessantissima la retrospettiva, che ingolosisce gli storici della SF e gli accademici: 40 anni di Fant’Italia festeggia la pioneristica rassegna curata da Lorenzo Codelli e Giuseppe Lippi, presentata al Festival Internazionale del Film di Fantascienza, la cui eredità è stata raccolta nel 2000 dal Trieste Science+Fiction Festival. Ecco quindi, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati (un altro film “quarantenne”) e Il gatto a nove code di Dario Argento, presentati in copie 35mm “vintage”, a cui fa da contraltare il restauro in 4K di Terrore nello spazio. Infine, il ricordo di un regista recentemente scomparso, i cui film sono sempre stati presentati a Trieste, Corrado Farina, di cui verranno presentati il geniale divertissement giovanile, Il figlio di Dracula, e il più noto Baba Yaga. Moltissimi, e come al solito cosmopoliti, i film in selezione e fuori concorso.
  • E’ in corso a Bologna, intanto, l’imperdibile Archivio Aperto 2016, al solito organizzato dagli ineffabili inventori di Home Movies, che da ormai quindici anni recuperano (citiamo la presentazione): “Un patrimonio sommerso e variegato, costituito non solo da film di famiglia e amatoriali, che di volta in volta riporta alla luce persone, storie e scenari dimenticati.
    Tutte queste immagini del passato ci ri-guardano e, soprattutto, stupiscono. Come i volti inediti delle miss cinema, che negli anni ’40 in un’Italia che cambia radicalmente da un regime a un altro, tra guerra e pace, cercano di prendersi la scena: le immagini di queste ragazze tenere, goffe e vamp, immortalate da una cinepresa 16mm per dei provini, sembrano interrogarci sul loro status, in bilico tra l’esibizione di uno stereotipo di bellezza femminile (sotto uno sguardo maschile) e la liberazione del desiderio di affermare la propria individualità. Ma anche gli sguardi felici di sposi, inconsapevoli del destino che li attende, ripresi nel giorno del loro matrimonio. Un rito in crisi che però non scompare, si trasforma con la società e l’immaginario. Nei film di matrimonio, specchio di una società tradizionale le cui crepe pian piano diventano più evidenti, troviamo di tutto, gli stereotipi e i cliché, l’eleganza e lo stile, e soprattutto le promesse e la felicità che non possiamo non chiederci se sia reale o di facciata. Sui topoi di questi film sono intervenuti artisti, selezionati in contest, regalandoci nuove chiavi di lettura estetiche e culturali. Stupiscono anche le facce dei ragazzi dei movimenti degli anni ‘80 e ‘90, che nei colori sbiaditi delle immagini video sembrano provenire da un’epoca ben più lontana. Anni di cadute e smarrimento di certezze e quindi di ricerca di nuove identità. Anni di progetti e creatività e ricerca di un nuovo linguaggio dell’immagine. A vederli oggi, quegli anni che effetto fanno? È un periodo che segnò grandi cambiamenti sui quali ancora fatichiamo a trovare una visione d’insieme”. Il festival (o quello che è) viene dedicato a Sara Iommi e Piero Santi, e non c’è da aggiungere altro per chi li ha conosciuti.
  • Si conclude invece in queste ore il tradizionale France Odeon di Firenze, ma ce n’est qu’un début, visto che anche per il 2016 la città toscana propone i 50 giorni di cinema, con i festival che – uno dopo l’altro – si danno il cambio senza soluzione di continuità.
  • Spostando un po’ più avanti lo sguardo, ecco una giornata di studi dal titolo Ieri, oggi e domani. Il cinema italiano tra nuovi discorsi e nuove pratiche (Roma, 11 novembre 2016), promosso dall’Università di Roma Tre e dall’Università della Calabria. L’appuntamento – alla presenza di studiosi e cineasti (tra cui Pietro Marcello e Claudio Giovannesi), è originato dalla pubblicazione del Lessico del cinema italiano volume III, a cura di Roberto de Gaetano, di cui riparleremo a breve.
  • Purtroppo negli stessi giorni, a Torino, il bel convegno Porte aperte. Leonardo Sciascia e il cinema, presieduto da Gabriele Rigola e anch’esso pieno di studiosi importanti.
  • Intanto sono usciti un gran numero di numeri di riviste online internazionali. Partiamo con gli amici di La Furia Umana, col numero 29 dedicato in gran parte a Jack Smith (con un parterre de roi di intervenuti, tra cui Censi, Hoberman, Camporesi, Lissoni, Jacobs e altri), nonché a Gordon Matta-Clark e un denso pezzo di Toni d’Angela su critica e digitale.
  • Poi Transmissions – Journal of Film and Media Studies,  con un monografico trainante sulle “(dis)emancipatory technologies”, ma anche una sezione (con conversazione) su e con Bill Viola.
  • Ed ecco anche il volume 20 di Film-Philosophy, anche in questi caso full open access, con analisi di Ozu, Spielberg, Tarkosvksi, Resnais e sul rapporto tra filosofia romantica e critica.
  • Sul delizioso Little White Lies, c’è una sezione che sta riempiendosi di saggi via via sull’ Obama Era Cinema, da compulsare con avida curiosità.
  • Infine come dimenticare il podcast del dialogo tra Bret Easton Ellis e Paul Schrader a partire da Dog Eat Dog di quest’ultimo.
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