liquid-sky2

 

Non siamo nemmeno a metà novembre e già stanno cominciando a spuntare candidature, liste, profezie sui premi e altro ancora. Seguiremo il tutto per quanto possibile, senza inseguire gli allori e soprattutto ricordando che si tratta di attività giocose (sebbene spesso poi abbiano conseguenze concrete, in termini di denaro, ranking per progetti futuri ecc.). Nel frattempo, però, torniamo a vestire i panni degli studiosi e lo facciamo con la consueta carrellata di letture e consigli, con attenzione particolare a due testi che mettono le mani ben dentro le rappresentazioni ideologiche. 

  • E’ con grande piacere (e ritardo, a dire il vero) che parliamo molto positivamente di Italian Political Cinema, edito da Peter Lang e curato dai colleghi Giancarlo Lombardi e Christian Uva. Il volume collettaneo si situa perfettamente nel vortice dei nuovi studi sul cinema italiano, che stanno affiancando esperti locali e ricercatori internazionali: studi molto proficui per la disamina del cinema nazionale moderno e contemporaneo. I nomi sono quelli che poi si ritrovano nell’indice, da O’Leary a Bisoni, da Hipkins a O’Rawe, da Renga a Nerenberg, da Russo ad Antonello, oltre agli ormai veterani Millicent Marcus, Vito Zagarrio o Marsha Landy, più molti altri che solo per motivi di spazio non citiamo. Ciascuno prende in analisi un film, o un gruppo di film, mescolando sostanzialmente approccio critico, cultural studies, sociologia dei media e storiografia contemporanea, con un mosaico di formidabile vivacità. Di quei libri, insomma, che dopo averli letti vi danno realmente la sensazione di aver capito qualcosa di più. Moretti, Sorrentino, Giordana, Luchetti, Vicari, Garrone, Amelio, Martone, la commedia, il cinema civile e molti altri topic sono affrontati nel più ampio contesto – quello del concetto di politico e di “impegno” – cui si allude fin dal titolo. Ovviamente il testo ha caratura internazionale ed è interamente in inglese. Da avere.
  • Meno accademico e più critico invece Invasion Usa – Idee e ideologie del cinema americani anni ’80 (Bietti, 18 euro). L’autore non ha bisogno di molte presentazioni per i cinefili, Pier Maria Bocchi, da cui siamo sempre certi di non ricevere studi di seconda mano o ricerche tirate via. Sebbene gli anni Ottanta siano da qualche anno in via di riesame – specie dalla storiografia contemporanea (ma c’è anche il nuovo numero di Bianco e Nero su cui torneremo) – il cinema americano rimane sempre un po’ schiacciato dal decennio precedente e da quello successivo, confinato al vintage e alla nostalgia vagamente reazionaria. Bocchi invece rilegge e riscrive i film del decennio con un’ampia contestualizzazione storico-produttiva, assai utile, nella prima parte, senza nascondere alcuna scomoda verità sui sistemi di pensiero vigenti. Nella seconda invece sceglie un ampio numero di film (non esattamente quelli che ci si sarebbe potuto aspettare superficialmente) che vengono brevemente analizzati uno per uno. Questo secondo blocco dell’interessante volume colpisce un po’ meno nel segno, a causa inevitabilmente della rapidità con cui ciascuna pellicola viene affrontata. Comunque già da ora un testo di riferimento in Italia. Prefazione di Mario Maffi.
  • Infine è uscito su web il nuovo numero, 3.3, di [In]Transition, l’ottima pubblicazione online di studi videografici sul cinema, con uno speciale sul Latin American Cinema.
Annunci