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Più mi muovo sul territorio italiano per seminari, convegni, collaborazioni con festival e (soprattutto) con associazioni culturali, più saggio la competenza, la passione e la positività di una cultura cinematografica diffusa e irriducibile. Sebbene al momento le uniche fonti di finanziamento continuino ad essere gli enti pubblici, specialmente locali, e le fondazioni bancarie, questa cultura disseminata merita rispetto, e costituisce una delle spine dorsali della divulgazione sul cinema in questo Paese. Un pezzettino di tutto questo cerchiamo di farlo anche attraverso il presente blog, un ibrido poco istituzionale di accademia, cinefilia e auto-promozione, che tuttavia ha largamente prevalente in chi scrive lo spirito della condivisione culturale e possibilmente open access. E, con spirito quindi nazionalista, dedichiamo il post di oggi proprio a pubblicazioni sul cinema italiano. 

  • Dopo aver finalmente potuto godere, questa estate alla Mostra del Cinema di Venezia, della versione integrale (con sequenza a colori) del formidabile Break Up – L’uomo dei palloni (ne riparliamo anche sul prossimo Cinergie, in uscita a inizio dicembre), è sempre utile tornare Marco Ferreri. E per riparlarne giunge l’intelligente pubblicazione curata da Alessandro Canadé degli scritti di Maurizio Grande dedicata al regista (Marco Ferreri, Bulzoni, 25 euro). Si tratta della monografia che Grande scrisse per Il Castoro – uno dei testi più acuti sul regista – cui vengono aggiunti numerosi saggi che Grande scrisse su differenti testate, fino a comporre una silloge intensa e particolarmente unitaria dell’autore. Si riconfermano, anche leggendolo oggi, la forza critica di Grande, il piacere della scrittura, e soprattutto la penetrante pratica analitica. La prefazione di Roberto De Gaetano costituisce poi una premessa essenziale di ciò che si sta per leggere, grazie a una lettura più “identitaria” del cinema di Ferreri, visto attraverso le nozioni di scetticismo e di grottesco. La postfazione di Canadè, infine, tira le fila delle abbondanti letture grandiane. Da avere nella propria biblioteca critica.
  • A proposito di identità nazionale espressa (o meglio incarnata, partecipandovi e formandola) da parte del cinema italiano, giunge a conclusione l’impegnativa e ricchissima opera curata dallo stesso Roberto De Gaetano (Lessico del cinema italiano, Vol. III, Mimesis, 28 euro). Oltre a una nuova infornata di lemmi, redatti da un gruppo al solito affiatato e competente di studiosi (Marabello, Scarlato, Uva, Malavasi, Cervini, ancora Canadè, e Ruggero Eugeni con un ottimo pezzo sul concetto di “Vacanza” nel cinema italiano), si aggiunge a chiusura una bella postfazione di Francesco Casetti (dedicata alle forme e formule della nostra storia per immagini, ciascuna legata a faglie e rotture che – più della continuità – definiscono la fluidità della produzione nazionale). Alla fine del tre volumi, si confermano con evidenza la completezza del progetto, la sua originalità, e la sensazione che si ripartirà da qui per futuri studi organici sul cinema italiano.
  • E nel cinema italiano, come noto, si esprimono anche eccessi e radicalismi, su cui altrettanto è necessario soffermarsi. Da alcuni anni – sia pur circondato da una competenza ormai diffusa alimentata dalla cinefilia bis – la produzione critica e editoriale sta compiendo una ricostruzione documentata di registi eccentrici come Paolo Cavara e altri. Ebbene, nella collana Cinema di Mimesis (nel cui comitato scientifico ho il piacere di sedere) esce ora un nuovo studio monografico di uno dei cultori più competenti in materia, Fabrizio Fogliato, affiancato dal bravo Fabio Francione, il volume Jacopetti Files. Biografia di un genere cinematografico italiano (Mimesis, 30 euro). Il tema è noto: Mondo cane, Africa addio, Addio zio Tom, il Mondo Movie. Francione e Fogliato lavorano contemporaneamente su Jacopetti (su cui era uscita di recente anche una monografia di Loparco) e il genere “shockumentary”, e ricostruiscono il fenomeno di culto attraverso interviste, testimonianze, sondaggi critici, materiali editi e inediti, contributi originali e un corredo fotografico tratto da archivi pubblici e privati.
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