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Settimana ricca di appuntamenti, tanto che ci vorrebbe un teletrasporto per girare l’Italia e non mancarne alcuno. Non solo da qualche giorno è in corso il Festival di Torino, che a quanto pare ha fatto il consueto pienone nel weekend e fa supporre che proseguirà con forte partecipazione (l’interesse è confermato anche dalle recensioni in pagine dei principali quotidiani, da Morreale per La Repubblica a Mereghetti per il Corriere della Sera), ma le Università fanno a gara per organizzare appuntamenti golosissimi. 

  • Proprio a Torino in queste ore segnaliamo per esempio il convegno dedicato ad Harun Farocki, curato da Giaime Alonge, Giulia Carluccio, Luisella Farinotti, Barbara Grespi, Federica Villa. C’è Thomas Elsaesser tra i keynote e un gruppo di studiosi agguerriti durante la tre giorni, che si basa sul lavoro critico, teoretico ed esperienziale di Farocki, e sulla sua idea di “archeologia del presente”.
  • Citiamo poi il convegno Viral Art, che si tiene a Bologna dal 24 al 26 novembre presso il Dams di Via Barberia 4, a cura di Monica Dall’Asta e Alessandra Chiarini
    in collaborazione con Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia. Questa la presentazione: ‘L’immagine GIF o GIF animata (acronimo di Graphics Interchange Format) sta conoscendo oggi un momento di estrema popolarità. Da quando, nel 2003, è scaduto il brevetto sull’algoritmo di compressione che rende possibile la sua esistenza digitale, la sua diffusione sul web è divenuta virale. Alla base di questo successo vi è l’estrema usabilità del formato GIF, che consente di creare brevi sequenze di immagini in movimento con mezzi elementari, nonché di condividerle in tempo reale. L’ubiquità di questo nuovo medium visivo in rete sta apportando cambiamenti significativi in vari ambiti culturali, investendo settori che vanno dalla pubblicità al giornalismo alle pratiche artistiche, ma che soprattutto riguardano le modalità di utilizzo del web. Mentre da un lato gli utenti del web si sono immediatamente appropriati delle immagini GIF come strumenti di una comunicazione visiva  più rapida ed efficace di quella verbale, quasi costituendo una sorta di vocabolario iconico universale, dall’altro gli sviluppi recenti dell’arte GIF hanno contribuito a rilanciare la Net Art oltre il ristretto ambito di un pubblico di nicchia. Peraltro il caso delle GIF illustra in modo caratteristico il fenomeno della “internet of things”, o più in generale l’attuale tendenza alla “discesa” del virtuale “in the real world” (come nel caso delle IRL GIF). Sono ormai tanti i musei e le gallerie d’arte che all’arte GIF hanno dedicato eventi specifici, i quali hanno contribuito a far conoscere numerosi nuovi artisti. In quanto micro-oggetto visivo nel quale convergono molte differenti pratiche culturali, l’immagine GIF costituisce un caso di studio ideale per studiare le trasformazioni dei linguaggi artistici nell’era digitale, da un punto di vista sociale, estetico, linguistico, economico. In particolare la sua particolare configurazione temporale, sospesa a metà tra fissità e movimento, ne fa un oggetto privilegiato per l’indagine sui rapporti tra arti plastiche, archeologia dei media, cinema, fotografia, informatica applicata.’ Qui poi il programma. E qui si vede il live streaming.
  •  Negli stessi giorni, a Roma, importante conference intitolata Contemporary Film and Media Aesthetics, organizzato da Enrico Carocci e Ivelise Perniola (Università Roma Tre – Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo), a partire da queste premesse: ‘I media audiovisivi costituiscono oggi la condizione di gran parte delle nostre esperienze. Nell’era postdigitale e postmediale essi sono diventati parte dell’ambiente in cui siamo immersi, agiamo, percepiamo noi stessi e gli altri; attraverso essi, inoltre, espandiamo le nostre capacità sensoriali e ridefiniamo la nostra stessa identità. In particolare, secondo un’opinione condivisa, la cultura audiovisiva contemporanea implica una profonda riconfigurazione dell’esperienza, e un conseguente ripensamento dei paradigmi interpretativi novecenteschi. Il cinema, la televisione, la fotografia, il videogame, la media art, il web – anche grazie alle nuove tecnologie interattive e immersive – investono in forme varie gli spazi dell’arte e del quotidiano, e mobilitano la sfera sensoriale e affettiva sollecitandola a vari livelli di coscienza. Di conseguenza, lo studio dell’esperienza mediale si colloca sempre più in un crocevia tra biologia, cultura e tecnologia, generando nuove prospettive sugli orizzonti di produzione e fruizione. Quali sono gli approcci emersi a fronte delle trasformazioni dello scenario audiovisivo contemporaneo? Da alcuni anni, nell’ambito dell’estetica del cinema e dei media, sono stati proposti nuovi modelli per lo studio delle interazioni tra schermi, menti e corpi. Una nuova sensibilità è testimoniata dalla nascita di numerose aree di ricerca interdisciplinari che recuperano l’idea di estetica come teoria dell’esperienza sensibile, interrogandola di volta in volta all’interno di prospettive naturalistiche o culturaliste, di ispirazione analitica o continentale. L’emergere di nuove forme di arti mediali impone, tuttavia, anche un recupero dell’idea di estetica intesa come filosofia dell’arte, in particolare per ciò che riguarda i nuovi usi creativi delle nuove tecnologie. Questi due aspetti non sono necessariamente contrapposti, e anzi esplorarne le relazioni può determinare un arricchimento reciproco’. Ed ecco il programma. Si segnala la presenza come keynote – in una schedule di sessioni concomitanti fittissime – di Steven Shaviro.

  • A Parma il 24 novembre, invece, giornata di studi intitolata Il corpo delle donne e gli immaginari, che fa parte di un ampio ciclo di ricerche e incontri sul femminile e la condizione giuridica. In Aula Mulas si parlera anche di film e women studies con Lucia Cardone e Sara Martin.
  • Anche l’AIRSC si muove con un convegno il 5 dicembre a Bologna, presso la Cineteca. In particolare , accanto alla rivista semestrale Immagine che ospita saggi e ricerche di studiosi italiani e stranieri, ha dato vita a una giornata di studi con periodicità annuale, aperta ai soci e ai ricercatori tutti, volta alla presentazione di ricerche in corso, di fondi archivistici, come pure alla condivisione di metodologie di ricerca e problemi di carattere storiografico. Tra i topics: Nuove fonti per la storia del cinema; Nuovi ritrovamenti archivistici; Storia del cinema e archivi digitali; Intersezioni tra storia del cinema e discipline storiche confinanti; Nuove metodologie di ricerca storica.
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