sophia-loren-feet

 

Si avvicina il Natale, e non siamo mai stati più desiderosi di una pausa e di un periodo di tempo utile per recuperare film, serie tv, libri e ricerche che abbiamo colpevolmente lasciato da parte in un autunno particolarmente pieno. E’ ancora presto, però, per rifiatare, anzi colgo l’occasione per presentare una iniziativa particolarmente interessante, almeno per chi la organizza (oltre al sotroscritto, le colleghe Antonella Mascio, Sara Pesce, insieme a Sara Casoli e Marta Martina).

  • Si tratta di Celebrities and Cultural Industries, giornata di studi presso il Dams di Bologna (Dipartimento delle Arti), 6 dicembre, dedicato al tema della celebrità e dello stardom, su cui sta nascendo anche un network di ricerca molto promettente, interuniversitario, nazionale e internazionale. Questa la presentazione del convegno.

    Nel nuovo millennio le industrie culturali hanno visto un rapido sviluppo e una vitalità che supera molti altri settori dell’economia, mostrando un dinamismo crescente, capace di un impatto massiccio su gusti, comportamenti e consumi. Tale vitalità si alimenta di conoscenze e saperi sempre più diffusi tra i consumatori, divenuti, negli ultimi decenni, esperti e informati in fatti di stile e di personalità pubbliche. Si mettono perciò in circolo patrimoni simbolici, immaginari e materiali che accrescono la cosiddetta “cultura della celebrità”. Specialmente nell’ultimo decennio, sia gli studiosi nel campo dell’economia, della sociologia, degli studi culturali e mediali, sia i manager e gli attori dell’industria concordano sull’importanza di valutare, monitorare e sfruttare gli effetti sui comportamenti e sui flussi di capitale delle industrie culturali, in quanto forze soggiacenti a innovazione e competitività. Tenendo conto di queste tendenze, il convegno si concentrerà sulle pratiche produttive, sugli esiti narrativi ed estetici, sulla performance e sui compensi simbolici e materiali generati dal crescente interesse verso le celebrities, ponendo al centro dell’indagine la cultura audiovisiva. L’obiettivo è sollecitare domande riguardo la narrazione, l’estetica e la rappresentazione all’interno di alcuni ambiti industriali: cinema, televisione, moda, musica e pubblicità. Si propone un dibattito intorno a temi relativi alle forme di consumo, di identificazione e di mercificazione della celebrità generate dai prodotti dell’industria audiovisiva.

  • Il 7 dicembre la keynote Jacqueline Reich, visiting professor nei prossimi tempi all’Università di Firenze, sarà anche a Rimini, per una lezione speciale valida come inuguration day dell’a.a. 2016/17 della Laurea Magustrale FCM.

  • Nell’occasione (come si può vedere dal programma) presenteremo anche il nuovissimo libro di Cristina Jandelli, che si dedica da anni allo studio dell’attorialità. Il volume L’attore in primo piano  (Marsilio, 12,50 euro) narra la storia, documentata e ottimamente interpretata, del rapporto tra il consolidamento delle pratiche attoriali dei primi tempi e l’evoluzione della figura tecnico-stilistica del primo piano. Interrogando fonti primarie e secondarie, mescolando analisi del film e della documentazione, rispetto filologico e valutazioni critiche, pubblicistica dell’epoca e paratesti, Jandelli compone un volume maturo e appassionato. Come spiegato dall’autrice, il libro vuole spiegare due cose: come sia avvenuto il passaggio dalla casualità con cui i primi volti del cinema, posti davanti alla macchina da presa, hanno emozionato generazioni di spettatori e la nascita di una nuova professione artistica. Gli attori, affacciati dal grande schermo, hanno raccontato personaggi chiave delle nostre vite e lo hanno fatto recitando. Come bambini diventati adulti, prima li abbiamo amati, poi compresi.
Annunci