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Prima di tutto devo ringraziare gli amici lettori che hanno premiato il post con la mia classifica annuale con quasi 5mila accessi in pochi giorni, un risultato straordinario e un record assoluto per me e per il blog. Oggi, però, torniamo a fare un po’ gli accademici cinefiliaci, e a indirizzarci ai manzoniani venticinque lettori. Ecco dunque, in un inizio d’anno segnato dai premi internazionali (hanno cominciato i Golden Globes), una infornata di novità editoriali. 

  • Uscito nelle settimane scorse il libro di Deborah Toschi, La ragazza del cinematografo. Mary Pickford e la costruzione della diva internazionale (Mimesis, 22 euro). Si tratta di un volume di profonda ricerca, perfettamente inseribile negli star studies (vi è un capitolo apposito che fa anche il punto su star e celebrity studies, territorio che come noto mi interessa e che frequento con un network), che ricostruisce la figura divistica della Pickford, setacciando le fonti secondarie in maniera minuziosa – anche grazie al Fondo Turconi, che viene più volte citato. La parola chiave del sottotitolo è “costruzione”. Infatti il testo si interroga sull’immagine divistica in relazione ai processi di promozione e vendita del film negli anni Dieci e Venti, rivolgendosi a target molto differenti e quindi a pubblici geograficamente distanti in contesti stranieri: la ricerca affronta in particolare la colonizzazione dei mercati stranieri, con particolare attenzione all’Europa e all’Italia, con risultati estremamente interessanti.
  • Dalla costruzione del divo alla decostruzione del pensiero. Decostruire lo sguardo. Il pensiero di Jacques Derrida al cinema (Mimesis, 18 euro) indaga il rapporto tra il pensiero di Jacques Derrida (in particolare la decostruzione) e il cinema in tutti i suoi aspetti. L’obbiettivo è dimostrare come il pensiero del filosofo francese sia fondamentale per l’elaborazione di una teoria e di una metodologia che indaghino le componenti strutturali del cinema per poi scomporle e aprirsi così a un’analisi interpretativa radicale. Nella prima parte vengono mostrate tutte le dinamiche che il cinema attiva e le modalità con cui esso dialoga con la filosofia. Emerge da questo studio il carattere totalmente decostruito dell’immagine filmica che anticipa e oggettiva le riflessioni di Derrida sul testo, la scrittura, ecc., il tutto nella costante emersione del senso e nella produzione di concetti filosofici. La seconda parte del libro fornisce tre esempi di film che instaurano un rapporto diretto (L’uomo che mente), ambiguo (Videodrome) e contrapposto (Paisà) con il pensiero del filosofo francese. Lettura intensa e istruttiva.
  • Uscito il nuovo numero free online di Image and Narrative, dedicato a Artaud e il cinema.
  • Per la pubblicistica critica e meno accademica, segnaliamo che cambiano le cose al settimanale Film Tv. Mauro Gervasini, direttore uscente, lascia ma si occuperà del rilancio del sito della rivista e continuerà come collaboratore del cartaceo. Il giovane e valente Giulio Sangiorgio lo sostituisce, (ri)portando nella barca Gianni Canova, Pier Maria Bocchi, Roberto Silvestri, Rinaldo Censi, Rocco Moccagatta e altre firme di indiscusso valore. Io continuerò con la mia rubrica quindicinale ma farò altri “raid” imprevisti nel corpo della rivista, di quando in quando.
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