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Quanto tempo è necessario, oggi, per rimanere aggiornati? Questo blog in fondo è l’espressione più evidente del fatto che – se si vuole davvero seguire il più possibile di quello che il mercato della conoscenza accademica e cinefila ci mette a disposizione, e al contempo “consumare” testi primari in abbondanza – il tempo a disposizione è insufficiente. Al contempo, agli universitari è richiesto di produrre in abbondanza (publish or perish) e di occuparsi di questioni organizzative in modo sempre più preponderante. Per carità, nessuno si lamenta – c’è ben di peggio al mondo – però la tenaglia sta diventando stretta. Tutto sommato questo spazio era nato proprio per questo, e forse oggi quella scelta si dimostra (per chi scrive, in primis) sensata. Nella speranza di non coinvolgere solo i colleghi, ma curiosi, appassionati, cultori senza steccati. 

  • Per prima cosa citiamo volentieri il convegno Filmare le arti. Cinema e paesaggio che si terrà a Firenze il 25 e 26 gennaio prossimi, per la cura di Cristina Jandelli, Chiara Tognolotti ed Elisa Bianchi. “Con una macchina fotografica, uno smartphone o un tablet si può filmare una coreografia, uno spettacolo teatrale, un’esecuzione musicale o un reading letterario mettendone in luce l’aspetto performativo e ritraendo le reazioni di chi partecipa agli eventi. In pochi minuti si possono anche segnalare buone e cattive pratiche di gestione degli spazi pubblici e mostrare come le arti valorizzino o al contrario possano entrare in conflitto con il paesaggio”. Si possono consultare il programma e gli abstract su questa pagina. Si sa già (ottima notizia) che ci saranno gli atti del convegno, pubblicati dalla casa editrice ETS.
  • Uscito il doppio numero 24/25 di Uzak. Traiamo dal suggestivo editoriale di Luigi Abiusi alcuni passaggi: “Le cose significative del 2016 da serbare, ricordare. Un’operazione non feticistica, almeno nel nostro caso, quanto invece di iniziazione del nuovo anno, del prosieguo: incentivo alla continuazione, in esistenze di scritture, ripensamenti, invenzioni. Se si pensa alla materia-cinema che si dibatte tra spazio e tempo, forze e forme, realtà e reale, allora si può considerare, magari, l’ultimo Serra (una delle visioni più folgoranti degli ultimi tempi) in stretta relazione e continuazione, mettiamo, con Cemetery of Splendour dell’anno scorso, cioè a quelle forze, io direi “quello spazio”, che attendono, brulicano sul fondo del quadro e si pongono problematicamente rispetto alla possibilità di divenire forme. E allora c’entrano il Lav Diaz di The Woman Who Left e Monte di Naderi, come contrappunto formale, formato (la città, le strade chiaroscurali, le persone così definite, il monte, il martello, il diagramma dei colpi ostinati, gli stessi di Cut; la stessa irriducibilità del Corridore) rispetto all’astrazione psichedelica, metempsicotica di Serra e Weerasethakul, che sembra fagocitare ogni sagoma dentro il sibilare dei blocchi di spazio-tempo, e arrivare così alla ragione stessa dell’immagine in movimento…”. A conferma dello stretto rapporto tra cinefilia e passioni musicali (quorum ego), segnalo la curiosa e divertente classifica dei dischi di fine anno…
  • A fine anno, il mitico blog di Catherine Grant ci ha regalato una messe celestiale di risorse free online di cinema. Prendiamoci il tempo di esplorarle con calma!
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