vol

 

Stanno partendo i secondi semestri, e dunque anticipiamo da subito che la frequenza settimanale del blog potrebbe subire variazioni (leggi: rallentamenti). Ovviamente speriamo di no, ma gli impegni si moltiplicano. Nel frattempo, sale la febbre da Oscar, la stagione dei premi volge alla sua parte finale, e l’Italia paga la lentezza distributiva di molti film, che magari ritroveremo nella classifica finale 2017 (compresa la mia), solo perché giunti in ritardo sul nostro territorio: da Paul Verhoeven a Lav Diaz, da Toni Erdmann Jackie. Si dirà: ringrazia che ancora li distribuiscono. Già, ma c’è ancora chi vive e lotta insieme a noi, e ci permette (nel caso, Lab80) di vedere grandi film come Austerlitz di Loznitsa. Ma procediamo con le segnalazioni, molto varie questa settimana. 

  • Importante convegno a Bologna su “Le professioni degli attori”, a cura di Paolo Noto e Catherine O’Rawe, presso il Dams, venerdì 10 febbraio per tutta la giornata. Questa la presentazione (in sintesi): “Negli ultimi anni gli studi cinematografici italiani hanno visto un notevole ritorno di interesse per attori e attrici. Buona parte di questa attenzione è stata rivolta al concetto stesso di stardom, al rilievo culturale degli attori in quanto celebrities, alle performance come elemento caratterizzante della presenza attoriale, mentre sono stati avviati promettenti filoni di indagine su altri aspetti che riguardano più da vicino lo statuto di attori e attrici come professionisti e, a tutti gli effetti, lavoratori nell’industria dell’intrattenimento. Lo scopo di questo convegno è quello di partire da una ricognizione sulle figure professionali degli attori e delle attrici, mettendo a confronto le ricerche svolte in questo ambito in campo italiano e internazionale, per valutare la possibilità di adattare al contesto degli studi sul cinema italiano le metodologie elaborate nell’ambito dei production studies che si sono rivolti all’analisi delle culture della produzione nell’industria dell’audiovisivo”. Qui il programma.
  • Ci giunge in ritardo rispetto all’uscita (e ce ne scusiamo), il numero 1/2016 di L’avventura, rivista scientifica di cinema nata da poco, nel cui comitato scientifico ho l’onore di sedere, dedita da Il Mulino (30 euro). La struttura – senza monografico – permette anche stavolta di spaziare su vari argomenti, tra cui una nuova analisi di La grande bellezza (vero film-chiave degli italian studies contemporanei) da parte di Guido Mori, uno studio quasi “major” di Comand/Villa sulla mascolinizzazione della figure femminile nella produzione nazionale dei ’50, e un importante contributo di Giacomo Manzoli su limiti e verificabilità delle affermazioni personali all’interno della ricerca.
  • Visto che parliamo di riviste, mi piace segnalare il nuovo, potente numero di Segnocinema con uno speciale sulla sessualità nel cinema degli anni Duemila, curato dagli espertissimi Marco Benoît Carbone, Giovanna Maina, Federico Zecca. Poi la solita messe di rubriche, schede e interventi, tra i quali spicca anche una puntuale, e tempestiva, analisi di The Young Pope (sempre Sorrentino, che genera un indotto critico-accademico pauroso), da parte degli altrettanto rocciosi Luca Bandirali ed Enrico Terrone. E molto altro ancora.
  • Grazie all’impagabile Adrian Martin mi imbatto questa rivista free online, Répresentations dans le monde anglophone, in francese e inglese, con un numero speciale su remake/reboot. Il journal appartiene alla Université de Grenoble, ed è un bel vedere (e un bel leggere), con facile usabilità. Ottima scoperta.

Alla prossima….

Annunci