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ROY MENARINI

Cinefilia, ricerca, visioni

Mese

marzo 2017

Elsa, Harpo, e altre storie di cinema

 

Un giorno bisognerà studiare un po’ meglio la cultura mediterranea del cinema, non tanto di quello fatto ma di quello visto. A primavera l’insostenibile tormentone sulla fuga dalla sale torna ad annoiarci (soprattutto perché agli addetti ai settori mancano spunti e studi più sistematici), ma – a volerla volgere in positivo – ci sarebbero invece un sacco di cose interessanti da rilevare sulla psicologia spettatoriale dell’homo videns italiano, greco, spagnolo, portoghese e sull’andamento dei film. Il mercato iper-globalizzato sembra l’unico a reggere l’urto dei profumi del clima – in primis La bella e la bestia, ma sarà lo stesso per Fast and Furious 8 – mentre prodotti local, glocal, essai o semplicemente medi scompaiono in un indistinto rumore di fondo. Noi, invece, non smettiamo mai di guardare e di leggere. Ecco una nuova dose di cinefilia. Continua a leggere “Elsa, Harpo, e altre storie di cinema”

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Dalla suspense al tramonto di Hollywood: arabeschi sul cinema

 

Ogni tanto il dibattito sul cinema italiano si rianima, ma quasi sempre senza colpire a fondo, come se in fondo discutessimo sempre con i toni che si avrebbero in una trattoria, o su un bus. Nulla sembra davvero importante, e la sensazione arriva in primis da chi accende i riflettori su qualche tema. A irritare i difensori della commedia ci ha pensato Mereghetti, con un pezzo molto arbitrario, per quanto sincero, sui problemi del genere in questi anni; gli ha risposto uno dei più noti appassionati di cinema italiano pop, Marco Giusti, con un pezzo condivisibile ma sempre ridotto ai minimi termini dei nessi causa-effetto. E se il vero problema fosse, al solito, il fossato culturale che in Italia impedisce persino a una commedia di essere compresa nelle sue sfumature? Del resto, se tutti i dati ci indicano una difficoltà sempre maggiore per molti nostri concittadini a comprendere testi minimamente complessi, non si vede perché non dovrebbe accadere anche di fronte a un film. E sia: non per sembrare snob, ma torniamo alle nostre letture e visioni. Continua a leggere “Dalla suspense al tramonto di Hollywood: arabeschi sul cinema”

Cinema, videogame, contaminazioni e continuazioni

 

A volte sembra che il cinema italiano viva soprattutto di questioni legislative, di strategie distributive, di riflessioni su come valorizzare il prodotto, che spesso si rivelano fallaci (vedi la questione dei mercoledì a 2 euro, dai risultati a dir poco contraddittori). Le recenti novità, compresa la nuova legge sul cinema, stanno suscitando dibattiti, compresa l’ultima tornata di nomine. Certo, era difficile trovare un nome peggiore di “Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo”, ma è davvero troppo poco per criticare in anticipo il Ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, e il nuovo board, , che sarà presieduto da Stefano Rulli, già Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, e composto da Flavia Barca, Carlo Bernaschi, Gianni Canova, Maja Cappello, Michele Lo Foco, Rosaria Marchese, Francesca Medolago Albani, Filippo Nalon, Gennaro Nunziante e Sergio Silva. Il Consiglio, organo consultivo del Ministro, svolgerà, si legge, compiti di consulenza e supporto nella elaborazione e attuazione delle politiche di settore e nella predisposizione di indirizzi e criteri generali sulla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno al cinema e all’audiovisivo. Vedremo. Nel frattempo, facciamo la cosa che ci riesce meglio: leggiamo, guardiamo, pensiamo, scriviamo. Continua a leggere “Cinema, videogame, contaminazioni e continuazioni”

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