A volte sembra che il cinema italiano viva soprattutto di questioni legislative, di strategie distributive, di riflessioni su come valorizzare il prodotto, che spesso si rivelano fallaci (vedi la questione dei mercoledì a 2 euro, dai risultati a dir poco contraddittori). Le recenti novità, compresa la nuova legge sul cinema, stanno suscitando dibattiti, compresa l’ultima tornata di nomine. Certo, era difficile trovare un nome peggiore di “Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo”, ma è davvero troppo poco per criticare in anticipo il Ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, e il nuovo board, , che sarà presieduto da Stefano Rulli, già Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, e composto da Flavia Barca, Carlo Bernaschi, Gianni Canova, Maja Cappello, Michele Lo Foco, Rosaria Marchese, Francesca Medolago Albani, Filippo Nalon, Gennaro Nunziante e Sergio Silva. Il Consiglio, organo consultivo del Ministro, svolgerà, si legge, compiti di consulenza e supporto nella elaborazione e attuazione delle politiche di settore e nella predisposizione di indirizzi e criteri generali sulla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno al cinema e all’audiovisivo. Vedremo. Nel frattempo, facciamo la cosa che ci riesce meglio: leggiamo, guardiamo, pensiamo, scriviamo.

  • Volume importante, il Cinema e videogiochi di Riccardo Fassone (Carocci, 12 euro), non solo per la capacità di riordino della ancora troppo poco conosciuta letteratura ludologica ma anche per la spinta innovativa e le strade che apre. Non stiamo nemmeno a ribadire lo stato penoso di conoscenza e pessima connotazione culturale della cultura del videogame nei media generalisti italiani, certo è che questo testo unisce i puntini, permettendo di lavorare sul confronto serrato tra i due immaginari, mai dimenticando di proiettarlo sul più ampio schermo dei media digitali e delle teorie connesse. Ben strutturato, capace di evidenziare tutti i temi – da quello narratologico a quello estetico, da quello metariflessivo a quello analitico – Cinema e videogiochi  permette di farsi un’idea precisa di quel che è avvenuto, avviene e forse avverrà in questo campo diffuso. Il tema più forte, ci è parso, è quello che oscilla tra narrazione e ludicità, i due temi forse più equivocati (o invertiti tra un medium e l’altro) in questi anni. I tempi della legittimazione culturale del videogame sono forse archiviati, e vale la pena cominciare a chiedersi che farne del confronto con il cinema, con gli altri media e – perché no – con la serialità. Rimaniamo con la voglia di una più diffusa trattazione strettamente estetologica, per vedere qualche frizione tra le ontologie dei giochi e le filosofie più declinate sulle pratiche artistiche e sulle articolazioni dei discorsi sociali, ma magari – visto che il bravo Fassone lavora a Torino, dove gli ontologi stanno di casa – non mancheranno future occasioni.
  • Uscito il nuovo numero di Cineaste, come al solito con alcuni contenuti free online.
  • Nuovo numero, marzo 2017 e totalmente free, anche per Brooklyn Rail, che non parla solo di cinema ma è una delle migliori letture in circolazione.
  • Ondata di nuovi contenuti anche su Bright Lights Film Journal.
  • Tornando in Italia, segnaliamo un ricchissimo convegno a Salerno sui dispositivi seriali (non a caso si intitola To Be Continued…), il 16 e 17 marzo.
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