Ogni tanto il dibattito sul cinema italiano si rianima, ma quasi sempre senza colpire a fondo, come se in fondo discutessimo sempre con i toni che si avrebbero in una trattoria, o su un bus. Nulla sembra davvero importante, e la sensazione arriva in primis da chi accende i riflettori su qualche tema. A irritare i difensori della commedia ci ha pensato Mereghetti, con un pezzo molto arbitrario, per quanto sincero, sui problemi del genere in questi anni; gli ha risposto uno dei più noti appassionati di cinema italiano pop, Marco Giusti, con un pezzo condivisibile ma sempre ridotto ai minimi termini dei nessi causa-effetto. E se il vero problema fosse, al solito, il fossato culturale che in Italia impedisce persino a una commedia di essere compresa nelle sue sfumature? Del resto, se tutti i dati ci indicano una difficoltà sempre maggiore per molti nostri concittadini a comprendere testi minimamente complessi, non si vede perché non dovrebbe accadere anche di fronte a un film. E sia: non per sembrare snob, ma torniamo alle nostre letture e visioni. Continua a leggere “Dalla suspense al tramonto di Hollywood: arabeschi sul cinema”