Un giorno bisognerà studiare un po’ meglio la cultura mediterranea del cinema, non tanto di quello fatto ma di quello visto. A primavera l’insostenibile tormentone sulla fuga dalla sale torna ad annoiarci (soprattutto perché agli addetti ai settori mancano spunti e studi più sistematici), ma – a volerla volgere in positivo – ci sarebbero invece un sacco di cose interessanti da rilevare sulla psicologia spettatoriale dell’homo videns italiano, greco, spagnolo, portoghese e sull’andamento dei film. Il mercato iper-globalizzato sembra l’unico a reggere l’urto dei profumi del clima – in primis La bella e la bestia, ma sarà lo stesso per Fast and Furious 8 – mentre prodotti local, glocal, essai o semplicemente medi scompaiono in un indistinto rumore di fondo. Noi, invece, non smettiamo mai di guardare e di leggere. Ecco una nuova dose di cinefilia. Continua a leggere “Elsa, Harpo, e altre storie di cinema”