Parte ufficialmente nei prossimi giorni la lunga stagione convegnistico-festivaleria, croce e delizia per tutti gli aca-fan. L’Italia pullulerà di incontri, conferenze, master, festival cinematografici con contorno di presentazioni, dibattiti, tavole rotonde, appuntamenti speciali e così via. Dedichiamo il post a una ricognizione di quel che sta per avvenire da qui a metà maggio.

  • Apre i battenti il Future Film Festival (mentre scriviamo sono in azione ancora Bif&st 2017 – Bari International Film Festival e Far East  a Udine), con il consueto appuntamento pieno di delizie dell’animazione e delle tecniche classiche, moderne, contemporanee e digitali. Dal 2 al 7 maggio a Bologna, ci sarà anche l’occasione, come ogni anno, per ricordare Franco La Polla attraverso un premio tradizionalmente attribuito a giovani critici. Io sarò presente, oltre che nella giuria del premio appena citato, anche per presentare il volume Fantasmagoria – Un secolo (e oltre) di cinema di animazione, a cura di Davide Giurlando (Marsilio, 12.50 euro). Appuntamento sabato 6 ore 17.
  • Pochi giorni prima, dal 3 al 5 maggio, mi fregio dell’onore di dirigere un nuovo convegno inernazionale, ZoneModa Conference 2017, insieme a tre valenti colleghe come Antonella Mascio, Simona Segre Reinach, Ines Tolic, a Rimini, espressione del Campus romagnolo dell’Università di Bologna in cui insegno da qualche anno. Si tratta di un convegno che, pur partendo dalla Moda, apre a tutti i possibili scenari trasversali, dal cinema ai media, dalla fotografia all’architettura, dal gender alla sociologia della comunicazione, e che ha come tema trasversale il “Sizing”. Qui la presentazione e qui il programma.
  • Poco tempo per rifiatare dopo Rimini e Bologna, ed eccomi alle prese con un nuovo evento, Assalto al cinema – Giornalismo, crtiica, carta, web, che si presenta come una sorta di festival della critica, o di parata del giornalismo cinematografico, ma anche come un momento di auto-riflessione, visto il coinvolgimento diretto dell’Ordine dei Giornalisti. Curerò la manifestazione a Pistoia il 12-13 maggio, e sfileranno tra gli altri Pier Maria Bocchi, Sara Martin, Paolo Mereghetti, Emiliano Morreale, Giulio Sangiorgio, Barbie Xanax, I 400 calci, e molti altri, compreso un laboratorio sul video-essay curato da Chiara Grizzaffi e Daniela Persico. Ne approfitto per annunciare che lo speciale Cinergie primavera 2018 sarà proprio sui video-saggi e verrà curato dalla stessa Grizzaffi con Andrea Minuz. Manca un anno ma ne sono felice.
  • Si muovono un sacco di cose anche a Parma, dove il 3 maggio verrà data la laurea ad honorem a Patti Smith. A sua volta, alla Smith e alla scena artistica newyrokese settantesca è dedicata una doppia mostra, che documenta anche l’attività fotografica della Smith. Inutile dire quanto, della cantautrice, sia legato all’immaginario cinematografico. Qui tutte le info. Sempre a Parma, il 15 maggio, una giornata di studi su teoria e critica del cinema, organizzata da Michele Guerra, con molti ospiti tra cui Roberto De Geatano.
  • Ovviamente mezzo mondo cinefilo dal 17 al 28 maggio si sposta a Cannes, dove ancora una volta processeremo il cinema come se la Croisette ne fosse un termometro realistico (sia chiaro, non lo sono nemmeno gli Oscar, ma forse tra quelli e questo, tra iper hollywoodianità e autorialità esasperata, esiste un terrain vague da indagare attentamente). Anche il cinema italiano – fuori dal Concorso ma presente in varie sezioni – è ovviamente al centro del dibattito. A questo proposito, segnalo l’interessante riflessione di Robert Bernocchi, non certo un amante del cinema d’autore o di eccezione culturale, ma con dati e interpretazioni da tenere presenti.
  • Poco spazio per le consuete scorribande editoriali, ma ci teniamo almeno a una segnalazione, il numero 2/2016 di L’Avventura. Si tratta di un indice molto ricco, anche più del solito, in cui si segnalano una sorta di speciale interno sull’altro Castellani (dai film mai girati al teatro), saggi su Blasetti, Crialese, Zalone, pirateria, videoclip italiani. Ma ciò che più ci preme è segnalare che in apertura si trova un articolo della compianta (mai abbastanza) Sara Iommi, scomparsa tragicamente giovanissima, e il cui ultimo lavoro postumo (su Valentino Trubbiani scenografo di Fellini) viene pubblicato ora grazie alla cura editoriale di Diego Cavallotti e Sara Martin.
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