Cannes a pieno regime, sia pure – a giudicare dalla ricezione critica – in una delle sue annate meno entusiasmanti. La Croisette rischia di venir ricordata questa volta soprattutto per la polemica tra Frémaux e Netflix, indicativa del periodo di transizione che stiamo vivendo. Della transizione ci si accorge sempre dopo, ma mai come in questi anni ci sembra di esservi immersi: parliamo di sistema mediale, ma potrebbe – chissà – valere anche per quello politico e sociale. Intanto scalda i motori anche il mondo universitario, con una sequela di convegni uno via l’altro. 

  • Abbiamo già parlato di Media Mutations 9, al via in queste ore. Pochi giorni ancora ed ecco l’annuale assemblea della Consula Universitaria del Cinema, che questa volta si tiene presso l’Università della Calabria, centro tra i più vivaci per i film studies contemporanei. L’assemblea in effetti si intreccia con il convegno Pensare l’attore, dal 29 al 31 maggio, dove un numero davvero cospicuo di relatori affronterà da moltissimi punti di vista il tema della recitazione e dell’attorialità. Anche in Italia, infatti, pare che si stiano sempre più distinguendo almeno due linee sull’argomento, una più “attoriale” – appunto – nella quale si indaga una galassia di aspetti che va dalla storiografia alle tecniche fino ai production studies; e una più “mediale” che copre il mondo dei celebrity studies, sulla quale di recente mi è capitato di organizzare alcuni convegni, seminari e panel. Sono due prospettive altrettanto valide, che possono dialogare tra loro.
  • Intanto, però, segnaliamo un altro interessante simposio, Prima della “Dolce vita”. Nino Rota nel cinema popolare italiano del dopoguerra, a cura di Giada Viviani e Marco Dalla Gassa, a Venezia (23-25 maggio, Ca’ Foscari). Si tratta di tre intensissimi giorni, dove si daranno il cambio studiosi di cinema e musicologi, con un keynote d’eccezione come Richard Dyer.
  • Visto che parlando di CUC e di metodi di studio del cinema italiano non si può non pensare ai padri fondatori della comunità e della disciplina nei suoi statuti teorici, mi piace ricordare l’uscita di La galassia Casetti – Lettere di amcizia, stima, provocazione (a cura di Ruggero Eugeni e Mariagrazia Fanchi, Vita & Pensiero, 28 euro). Si tratta di un volume che festeggia i 70 anni di vita dello studioso, con testimonianze di moltissimi colleghi, tra cui il sottoscritto. A metà tra dono, storia orale, studi in onore di, nuga catulliana, collettanea di scritti e altro ancora, il volume in verità è utilissimo per saggiare il prisma degli studi teorici casettiani e di come essi hanno fecondato la disciplina in direzioni eterogenee. Cito: “Un omaggio allo studioso e alla sua opera. Ma anche un percorso attraverso la storia dello studio del cinema e la sua trasformazione in disciplina, dagli anni Settanta a oggi: i suoi protagonisti, le sue svolte, le molte vicende che l’hanno punteggiata. Oltre ottanta lettere, scritte da studiosi italiani e stranieri, che si confrontano, dialogano, anche provocatoriamente, con l’opera di Casetti. Ricordi personali che si intrecciano all’esegesi e che interrogano il valore culturale, estetico, sociale, economico del cinema oggi”. Ps. in questi giorni esce anche un’opera, simile da diversa, altrettanto sentita e bella, per Leonardo Quaresima. Ne riparleremo appena avremo il volume tra le mani.
  • Entriamo ora in area cinefila, con il secondo volume cartaceo di Filmidee, opera editoriale che affianca le pubblicazioni sul sito e si offre come antologia compattante dei materiali abbondantissimi offerti dal web. In particolare, questa volta, i curatori Daniela Persico e Alessandro Stellino lasciano spazio a Terrence Malick, e in effetti il titolo dell’albo è To the Wonder. Gli ultimi visionari. Per chi ha ancora negli occhi la folle scommessa (vinta in quanto persa in partenza) di Song to Song – che andrebbe visto sei o sette volte in tutte le direzioni, anche a bobine ribaltate – la lettura è piacevole e stimolante. Per gli altri…forse anche. Ci sono poi molti approfondimenti e soprattutto molte interviste, per esempio a Albert Serra, Lav Diaz, Michelangelo Frammartino, Miguel Gomes e Alessandro Comodin.
  • Avventurosa e militante anche la lettura del nuovo La Furia Umananumero 31. Oltre ai consueti speciali e focus, emerge un monografico eccitante, su un tema che sta inevitabilmente serpeggiando quest’anno, l’anniversario 1917-2017. In particolare, LFU si occupa di Avanguardia e delle sue eredità. Proprio alla Russia pensa il direttore Toni D’Angela con il suo saggio d’apertura.
  • Dalla University of Warwick giunge invece il nuovo numero di Movie – A Journal of Film Criticism, sempre interessante. In particolare si segnala la sezione speciale dedicata all’ottimo V.F. Perkins, fondatore della rivista cartacea che precedette quella online, ottimo studioso e critico, scomparso nel 2016. Qui l’introduzione dell’editorial board.
  • Infine segnaliamo la nuova edizione del Bellaria Film Festival. Sebbene meno centrale di un tempo, la manifestazione quest’anno (25-28 maggio) ha avuto la bella idea di ricordare Alberto Farassino. L’edizione gli è dedicata, in quanto responsabile del festival ai tempi in cui la manifestazione era denominata Anteprima per il cinema indipendente italiano. Il #BFF35 lo ricorda partecipando alla riedizione di uno dei suoi lavori critici più importanti, Neorealismo. Cinema italiano 1945-1949 (Cue Press). Il volume sarà presentato all’Astra venerdì 26 maggio (21.00) in un incontro speciale cui prende parte Fulvia Pedroni, moglie di Farassino e celebre fotografa di cinema. Insieme a lei, il docente dell’Università di Bologna Marco Antonio Bazzocchi, lo scrittore Hans Tuzzi e Tatti Sanguineti, che con Farassino ha lavorato, viaggiato e condiviso avventure per oltre trent’anni.
Annunci