Devo dire che è proprio quando la morsa di caldo si fa più feroce, che il cinema ti salva. Per le arie condizionate in sala (non da tutti amate, ma senza alternative), certo, ma anche per il ribadito proliferare di iniziative, di festival e di convegni. Partiamo proprio da queste manifestazioni, indicandone alcune.

  • Posto d’onore spetta al Cinema Ritrovato, che parte a Bologna da sabato 24 per proseguire fino al 2 luglio. Non provo nemmeno a riassumere la quantità esorbitante di sezioni e di film che verranno proiettati. Qui c’è il sito apposito. Qui il programma. Per quanto riguarda la copertura critica del festival, sarà il sito da me diretto per la Cineteca di Bologna a occuparsene, Cinefilia Ritrovata (che tra l’altro vanta una nuova grafica). Qui la sezione, tra le tante, che più forse interessa gli appassionati, ovvero Il Paradiso dei Cinefili. Occhio di riguardo al lavoro di cineteche, istituzioni, università e privati che si ritrovano nel DVD Awards, idea molto ludica che in verità permette di fare il punto sulle magnifiche uscite storiografiche in cofanetto degli ultimi 12 mesi. Qui i finalisti, da leccarsi i baffi e mettere subito mano al portafoglio.
  • All’interno del festival, ci saranno anche parecchie presentazioni letterarie. Una di queste – Bernardo Bertolucci, Cinema la prima volta (a cura di Tiziana Lo Porto, Minimum Fax, 20 euro) – mi vedrà impegnato come presentatore. Si tratta di un volume che raccoglie moltissime interviste e riflessioni di Bertolucci sul cinema, nato da anni di ricerche negli archivi delle biblioteche di cinema e spettacolo. La selezione di interviste e conversazioni pubblicate dagli esordi a oggi su riviste di cinema espettacolo e quotidiani nazionali e internazionali, che sono spesso condotte da altri registi (tra cui Clare Peploe, Wim Wenders, Andy Warhol, Robert Aldrich e James Franco) o scrittori e drammaturghi (Dacia Maraini, John Guare) sono molto utili a ricostruire un clima culturale.
  • Sempre nel festival, si può trovare anche l’attesa presentazione del volume di Jacques Thorens, Il Brady (L’Orma, 18 euro), il libro culto di questa primavera, di cui non avevamo ancora parlato. La seconda di copertina spiega bene di che cosa si tratta (il Brady è un cineclub parigino): “Brady, luogo balordo, sgangherato, irriducibile, una quinta di romanzo che ha avuto la faccia tosta di esistere per davvero. Di questo luogo, Jacques Thorens offre una ‘biografia’ divertita, canagliesca e struggente, narrando un’epopea della marginalità, del kitsch e dello scialo, costellata di momenti paradossali (come quando Harry Potter viene programmato assieme a Schiava di Satana…), di personaggi memorabili (come il regista Mocky, ultrasettantenne, vera testa calda del cinema oltranzista) e di capitoli ricorrenti che celebrano la contorta ingegnosità di produttori e titolisti (con perle come Zorro e i tre moschettieri o C’è Sartana… vendi la pistola e comprati la bara!)”. E alla fine com’è il libro? Molto divertente, un po’ ripetitivo (una ulteriore stesura avrebbe potuto limare almeno 50-60 pagine), dove forse il fatto che a emergere non sia la cinefilia onnivora ma l’umanità dei cessi del cinema è il punto a favore. Si vede che Thorens non è un narratore di professione, ma il libro è spassoso.
  • Torniamo alla ricerca accademica con il numero 11 della rivista da me diretta, Cinergie. Un estratto dall’introduzione al bellissimo speciale curato da Luca Malavasi sulla postproduzione e le forme espressive e artistiche che ne derivano: “L’idea di postproduzione dovrebbe allora essere associata, oggi, non tanto a una fase, più o meno originale e discrezionale, che giunge a completare e a concludere, ma all’“arrivare dopo” dell’essere dell’immagine e della sua efficacia. Come rivela l’analisi della fenomenologia della fotografia al tempo degli smartphone, il vero scarto tra un prima analogico e un dopo digitale (scarto tecnologico e operativo) risiede proprio in un diverso “regime temporale” dell’idea di scatto: non più un momento conclusivo, ma il primo atto – e non sempre il principale, proprio in virtù della “mobilità” scritturale predicata dalla tecnologia – di un processo potenzialmente infinito, perché sempre aperto o (ri)apribile, di rielaborazione di dati”. Non mancano poi tutte le altre sezioni, con saggi sul J-Horror, la narrazione nelle serie tv contemporanee, la realtà aumentata, il caso Stranger Things e altro ancora.
  • Su Sentieri Selvaggi è uscito il nuovo magazine scaricabile, tutto dedicato al fantasma e alla fantasmaticità a partire dal film che ha stravolto la stagione cinematografica (cinefila, s’intende), Personal Shopper di Assayas.
  • Pazzesco ed enorme nuovo post di Catherine Grant nel suo Film Studies for Free, con una valanga di materiali sulla critica, teorica, programmatrice Ruby Rich. E un altro treno di risorse free online sugli screen studies.

Per ora è tutto, viva il cinema, viva la cinefilia, viva la ricerca.

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