Come ogni anno, arrivando un po’ alla frutta a metà luglio – e assottigliandosi gli appuntamenti cinefili, accademici e editoriali – preferiamo un mesetto di chiusura per poi tornare pimpanti a proporvi piaceri e contenuti ameni prima di Venezia. Tra l’altro, sono indietro con molte letture (me ne scuso con colleghi e case editrici che mi hanno messo nelle condizioni di avere i volumi in mano): sarà mia cura completare gli studi ad agosto e poi relazionarvi sulle tante belle cose distribuite in queste settimane. Nel frattempo, però, non mancano segnalazioni di vario tipo, e tutt’altro che secondarie, quindi mai lamentarsi.

  • Cominciamo col nuovo numero di Filmidee, ormai compagno di viaggio da parecchi anni. Si tratta del 21, mentre in homepage compare, con nostra somma gioia, il volto allungato e trasfigurato dell’agente Cooper. Che cosa se non il nuovo Twin Peaks deve essere al centro della nostra attenzione in questi mesi? La dilazione cui Showtime ci costringe, 18 settimane con qualche interruzione in mezzo, fa sì che stiamo degustando il nuovo celeste capolavoro di Lynch come forse facciamo ormai con pochissime cose di questi tempi. Detto questo, il numero possiede come al solito molte chicche, tra cui ovviamente pezzi da Cannes 2017, recensioni e approfondimenti su alcune opere chiave di questi mesi, e soprattutto un delizioso speciale nella sezione Arte/fact intitolato “Too big, too failed”, curato da Gimmelli e Grosoli, che spieghiamo con le loro parole: “Un percorso anomalo nel cinema hollywoodiano degli anni Sessanta e Settanta, dalle prime crepe nello Studio System al ‘ritorno all’ordine’ dei movie brats. Quando l’America dei sogni si tramutava nell’America degli incubi”. Ecco un locus ameoenus della cinefilia, che dà vita a un percorso curioso, informato e divertente.
  • Per celebrare il quinto anniversario della rivista, View – Journal of European Television and Culture offre una nuova grafica e uno speciale dal titolo “Transmedia Non Fiction”. Leggiamo dall’editoriale di Arnau Gifreu-Castells, Richard Misek, Erwin Verbruggen (i curatori): “Interactive digital media have greatly affected the logics of production, exhibition and reception of non-fiction audiovisual works, leading to the emergence of a new area called ‘interactive and transmedia non-fiction’. One of its key points is that it can deal with factual material in such a way that it influences and transforms the real world around us. With this issue we aim to offer a scholarly perspective on the emergence of transmedia forms, their technological and aesthetic characteristics, the types of audience engagement they engender, the possibilities they create for engagement with archival content, the technological predecessors that they may or may not have emerged from, and the institutional and creative milieux in which they thrive”.
  • Segnaliamo sul Notebook di Mubi, un curioso video-essay – non italiano – su Nanni Moretti.
  • Segnaliamo, per chi non ha seguito i vari organi sui quali ho pubblicato materiali dal Cinema Ritrovato, il canale youtube della Cineteca di Bologna dove sono state archiviate tutte le lezioni di cinema tenute da storici, curatori, autori, archivisti, ospiti, riprese integralmente in video (bisogna appunto cercare i video con il titolo “Lezioni di cinema”).
  • Per ciò che riguarda i festival, voglio ricordare – per affetto e perché mi vede ancora oggi coinvolto come curator di una sezione sul cinema italiano off – il Premio Sergio Amidei di Gorizia, che negli anni si è trasformato da rassegna sempre più approfondita sulla scrittura a vero e proprio festival con sezioni collaterali di affidabilità storiografica. Nel programma, oltre a concorso e Premio all’Opera d’Autore (a Silvio Soldini) e al Premio alla Cultura Cinematografica (i ragaqzzi del cinema America di Roma), anche monografie dal titolo Arcipelago (con film di Coletti, Baruffi, Fregonese, Bolognini, Mingozzi…), Racconti privati, memorie pubbliche (Alina Marazzi, Ugo Pilato…) e molto altro ancora.
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