Con la Mostra del Cinema indirizzata verso la conclusione, Dunkirk in testa al box office con un war movie da cinema-cinema di un regista che odia i piccoli schermi, Eraserhead in grado di ottenere eroiche medie copie nella manciata di sala in cui esce, e qualche segnale positivo dal pubblico (forse uscito dal torpore estivo), le prospettive di rilancio della cultura cinematografica si fanno lievemente più ottimistiche. Accademicamente parlando, al di là delle vertenze sindacali e degli scioperi, ci si prepara a un autunno molto intenso, con appuntamenti, convegni, uscite editoriali e nuove iniziative di cui daremo via via informazione.

  • Il libro di Francesca Monti e Emanuele Sacchi, Richard Linklater. La deriva del sogno americano (Bietti, 20 euro), è una monografia molto ben organizzata, e non solo per la dedizione dei due autori all’oggetto delle loro analisi. Si tratta di un buon, vecchio, solido libro di critica, con elementi analitici all’interno, come non se ne leggevano da un po’. I film non vengono affrontati cronologicamente, ma al tempo stesso il lavoro è assai lineare nell’affrontare con limpidezza i temi e i tropi del cinema di Linklater, un autore cui forse non molti di noi avrebbero pronosticato di diventare – come poi è stato – uno di quelli imprescindibili per il contemporaneo. Linklater è anche il prisma di un cinema indipendente che, dopo la sbornia degli anni Novanta, ha dovuto fare i conti con le difficoltà a trovare spazio industriale, e poi con un sistema audiovisivo completamente nuovo. Preceduto dalla prefazione di James Benning, lo studio di Monti e Sacchi è consigliabile e contiene alla fine un’idea molto riuscita, l’elenco dei pezzi musicali di tutti i film di Linklater (inutile sottolineare l’importanza della musica per questo regista).
  • Ancora monografie d’autore a quattro mani con Massimiliano Coviello e Francesco Zucconi (tra le “teste” anche di Fata Morgana Web, che nel frattempo sta continuando a sfornare saggi e articoli di grande interesse), e il loro Sensibilità e potere. Il cinema di Pablo Larraín (Luigi Pellegrini Editore, 18 euro). Qui ci troviamo invece di fronte a uno dei pochissimi autori di cinema mondialista che abbiano trovato cittadinanza non solo nella cinefilia militante ma anche presso i circuiti d’essai. Dato il livello di politicità e di impegno formale del regista cileno, ancorché giunto poi a girare un film con Nathalie Portman, non era scontato. Come spiegano i due saggisti, questo libro fa i conti con il carattere peculiare della filmografia di Larraín: non tanto un cinema storico quanto una riflessione teorica sul potere. Se solo in pochi lo esercitano, tutti si trovano presi nella sua trama. La lettura è densa e compatta (come il volume, una specie di pocket leggibilissimo, ma c’è anche l’ebook) e vale come benvenuto critico-teorico a un autore su cui gli studiosi di cinema torneranno ancora in futuro.
  • Concludiamo la parte dedicata alle monografie con Martina Federico e il suo Trailer e Film. Strategie di seduzione cinematografica nel dialogo tra i due testi (Mimesis, 20 euro). L’autrice tiene da anni una rubrica dedicata ai trailer su Segnocinema, dove analizza la forma breve prima e dopo aver visto il film. Questa strategia è la stessa del volume, dove confluiscono anche i lavori per la rivista bimestrale, ma ricontestualizzati all’impianto metodologico che viene spiegato nella prima parte. Si tratta dunque di un approccio che fa dell’empirismo (in fondo l’analista veste i panni dello spettatore) una chiave di approccio al trailer, che altrimenti – nella letteratura corrente (e nelle tesi di laurea, che il sottoscritto e i colleghi hanno attribuito più volte sull’argomento) – si limita quasi sempre a ragionare semioticamente sui limiti del testo e sulla dimensione enunciativa. Alla fin fine, il libro è divertente proprio nei singoli film e nel rapporto che il trailer (con un ventaglio di diversi interventi discorsivi) instaura con il lungometraggio. Un fatto di promesse più o meno mantenute, che in fondo è il meccanismo emotivo stesso della passione per il cinema.
  • Infine, segnaliamo questo bel podcast (in inglese) del sito Cinephiliacs, dedicato a Jerry Lewis, 70 godibili minuti di discussione e materiali audio.
Annunci