Autunno malinconico per il consumo di cinema in sala, senza film in grado di trainare e persino l’ottimo Blade Runner 2049 percepito come un’opera per appassionati, per il quale nemmeno l’inneegabile media positiva di accoglienza critica e di pubblico riesce ad allargare l’audience. Intanto non fanno che aumentare i prodotti audiovisivi di qualità, gli autori implicati in serie televisive (David Fincher e il suo Mindhunter è solo l’ultimo esempio), i contenuti reperibili, e persino il cinema free nel digitale terrestre, che non va affatto male e smentisce il luogo comune secondo cui non si programmano film in prima serata. La verità è che il mercato italiano continua a essere contratto, e ad avere probabilmente migliori potenzialità, che si scontrano con mille problemi strutturali, non ultimo un pubblico pigro, incolto e spesso affaticato (chi scrive pensa che gli spettatori italiani abbiano parecchie colpe – non tutte – e che sia ingenuo pensare che lo stato culturale della nazione, non certo esaltante, sia indipendente dallo stato della cultura cinematografica del Paese, scarsissima).

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