Mentre sui quotidiani evidenti frizioni emergono ancora una volta intorno alla Festa cinematografica di Roma (con Antonio Monda che dissente dalle forti perplessità espresse fin dal primo giorno da Paolo Mereghetti e deve rubricare come “divergenze creative” le tensioni con Piera Detassis), noi ingenuamente ci chiediamo perché sia così complicato sostenere la cultura cinematografica nazionale e i suoi festival. Il problema forse è sempre quello: chi è che studia la cultura cinematografica in quanto tale? A che cosa corrisponde e che uso se ne vuole fare? Quali sono gli obiettivi che si pone, e chi se li pone – dal Ministero in giù? Esiste l’idea di un sistema complessivo? Domande troppo complesse in generale, e sicuramente sovrastanti per il nostro piccolo blog. Che si limita ancora una volta a mettere in piedi il suo utopico ponte tra accademia, critica, cinefilia, editoria, sala cinematografica.

  • Oggi cominciamo da Passione nera. I volti della violenza nel cinema italiano d’autore, a cura di Claudio Mangolini e Flaminia Bolzan (EIF, 20 euro). Si tratta di un volumone che va ad arricchire la letteratura critica scritta da giornalisti, appassionati e cultori, con la differenza che la co-autrice è una criminologa questa volta. E infatti, avvertono i saggisti, “Passione nera nasce come una sorta di scherzo dopo uno scambio di missive tra i due autori. Lo scopo di questo saggio è quello di avvicinare il lettore a due tipi di conoscenza: rispettivamente relativi al sé e alla modalità di rappresentare alcune parti umane ritenute inaccettabili trasformandole in arte”. Stutturato quasi come un catalogo (di efferatezze), il libro slitta di film in film e s’immerge nel nero italiano, infilando moltissimi registi e altrettante tipologie produttive. Molto divertente, a patto di non considerarlo un testo di ricerca.
  • Tocca agli impagabili Mario Gerosa e Biagio Proietti parlarci invece di storia della televisione con Daniele D’Anza. un rivoluzionario della Tv (EIF, 16 euro). Daniele D’Anza si è cimentato con ogni forma di spettacolo, dal teatro, al cinema alla parodia musicale. Tutte le sfaccettature dell’autore sono considerate in questo libro, dove alle schede critiche dedicate alle singole opere si affiancano anche le testimonianze di prima mano di Biagio Proietti, che come soggettista e sceneggiatore ha scritto con e per Daniele D’Anza molti dei suoi più grandi successi che ancora rimangono nella memoria collettiva; tra di essi, i grandi sceneggiati RAI di origine letteraria (Orgoglio e pregiudizioMadame Bovary…), i gialli, i musical e tanto altro ancora.
  • Come centenario della rivoluzione russa, il 2017 stimola anche la storiografia del cinema, sia a partire dalle cineteche sia da parte delle università. Il 6-7 novembre a Torino si tiene il convegno L’ottobre delle arti per due fitte giornate a Palazzo Nuovo.  Qui il programma. Nel frattempo la Cineteca di Bologna riporta in sala di prima visione la versione restaurata di La corazzata Potemkin  e aggiunge una giornata di studi su Sergej Ejzenštejn, l’8 di novembre al cinema Lumière con esperti italiani e internazionali.
  • Molti i festiva che fanno riferimento ad Halloween e approfittano, come date, della giornata di festa del 1 novembre, facilitando ponti cinefili. inevitabile che venga stimolata l’area fantascienza/horror. Specialistico è infatti l’ormai storico (con tante vite dentro, come gli alberi secolari) Science + Fiction di Trieste, dove fanno capolino film di Paco Plaza, Xavier Gens, Takashi Miike, Kiyoshi Kurosawa e altri calibri. Poi c’è il Ravenna Nightmare Film Fest, con David Lynch che – di passaggio in Italia – incontra un liceo per parlare di MT (Meditazione Tracendeentale) e funge da padre spirituale del festival, anche se non si concederà (pare) al pubblico.
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