Si apre ufficialmente la stagione primaverile della cinefilia e dell’accademia, il che – tradotto – significa festival sempre più numerosi in arrivo, anche e soprattutto in Italia, prima e dopo la molto attesa nuova edizione di Cannes, che segue l’infausta (ma un po’ esagerata dai media) edizione del 2017. Momento invece meno vivace per le sale cinematografiche, che scontano i primi caldi in attesa magari di riequilibrarsi (almeno quelle più commerciali) con i blockbuster supereroistici e fantascientifici in arrivo. Nel nostro piccolo mondo di studi e di riflessioni, anche molte nuove uscite editoriali e online, di cui parliamo qui sotto….

  • Cominciamo dai festival. Nelle prossime ore parte l’XI Edizione di Le Voci dell’Inchiesta, festival dedicato al cinema del reale in tante sue declinazioni. Assai ricco il programma, con molte anteprime, inediti e parecchi appuntamenti a corredo, tra cui anche uno da me condotto. Sabato 14 alle 11, infatti condurrò una masterclass con questi contenuti: “Leggere una recensione cinematografica significa fare esperienza di un testo interpretativo che valorizza il senso e l’estetica di un’opera e ne scopre i significati sommersi. Scriverla significa esercitare un’abilità complessa, per informare e convincere. Cosa accade quando sotto la lente c’è il documentario?”. L’incontro è legato a Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino.
  • Visto che ho citato il territorio friulano, non possiamo che ricordare la ventesima edizione (complimenti) dell’ormai mitico Far East Film Festival (20-28 aprile, Udine), dedicato al cinema dell’Estremo oriente. Si tratta come noto di un evento che ogni volta rinegozia il suo senso e la sua ricchezza a partire da due assi fondamentali: la conoscenza e circolazione del cinema asiatico in generale (dalle VHS clandestine al boom dei DVD, dalla vampirizzazione dei festival generalisti fino alla rivoluzione dei media digitali), e la presenza di nuovi luoghi di visione. Sezioni note e meno note ve le faccio scoprire autonomamente sul sito.
  • Peccato per la contemporaneità con il Bifest 2018 (Bari International Film Festival), dal 21 al 28 aprile, che impone una scelta all’onnivoro, anche se si tratta di due eventi molto diversi sia geograficamente sia come contenuti. Gli ospiti al solito costituiscono la spina dorsale del festival, che ha una forte vocazione popolare e cittadina e si rivolge molto alla cultura italiana.
  • Arriviamo ora agli amati libri. Della collana Supertele di Minimum fax abbiamo parlato molto, sempre elogiandola. Facciamo anzi fatica a tenere dietro alle molte interessanti proposte che offre. Dunque ci permettiamo una nota più sbrigativa per segnalare l’uscita di Jean K. Chalaby, L’era dei format. La svolta radicale dell’intrattenimento televisivo (Minimum Fax, 18 euro), che va a corredare gli altri titoli precedenti in un affresco storico-teorico di grande completezza. Vincente in questo caso la scelta di studiare la circolazione dei format come una sorta di rivoluzione onnicomprensiva del mercato e dei contenuti televisivi.
  • Qualche parola in più sul volume di Luca Malavasi, Postmoderno e cinema (Carocci, 19 euro). Il titolo potrebbe sorprendere, ma solo i più superficiali, perché veniamo da un periodo in cui si è detto che il postmoderno è morto, oppure che è stato traumatizzato dall’11 settembre 2001, oppure che si è diffuso e disperso nei media digitali. Probabilmente è più la griglia di per sé ad essere stata modificata, specie nell’osservazione dei fenomeni cinematografici, e dunque il volume di Malavasi ci permette di fare contemporaneamente due cose: trarre un bilancio complessivo di un’idea teorica applicata ai film, e provare a comprendere come questa relazione tra testi, tra opere o tra opere, spettatori e mondo si sia declinata o si stia ancora declinando. Il volume innalza spesso la temperatura interpretativa proprio a partire dai nodi che sembrano aver maggiormente influenzato il dibattito, come quello tra tecnologia ed estetica. La sfida del cinema “di non essere finito” (come l’autore intitola il suo ultimo capitolo) si intreccia anche alla sfida del cinema “di non smettere di essere pensato” (questo lo scrivo invece io), e il libro di Malavasi serve proprio a questo, cioè a sottrarre certezze a comode porte girevoli culturali e a interrogare film all’apparenza irrelati, o lontani dai cosiddetti titoli di riferimento, per riaprire la scatola del contemporaneo.
  • Raccogliamo invece in un solo blocco le moltissime uscite di Mimesis, casa editrice vivacissima e fortunatamente (per noi) bulimica. Tre titoli escono dalla collana Cinema, nel cui comitato scientifico siedo da ormai alcuni anni. Il primo, di Guido Mori, si intitola Del desiderio e del godimento. Viaggio al termine dell’ideologia ne «La grande bellezza» di Paolo Sorrentino (Mimesis, 18 euro) e tratta come ovvio del film che si trova sulla copertina. Il tema è quello dei “personaggi e sguardi presi nella tensione tra l’esca del godimento e l’etica del desiderio, con gli strumenti messi a disposizione dalla teoria psicanalitica di Jacques Lacan e da quella di critica dell’ideologia di Slavoj Žižek, oltre a quelli delle teorie di analisi del film a esse ispirate”. Decisamente più storicista e di ricostruzione il grosso lavoro di Massimiliano Studer, Alle origini di «Quarto potere». «Too much Johnson»: il film perduto di Orson Welles (20 euro). L’oggetto è il cortometraggio recentemente ritrovato che mostra le prove generali del cineasta prima di Citizen Kane, una vicenda qui ottimamente narrata, con un’intervista a Ciro Giorgini (oggi purtroppo scomparso), e una prefazione di Paolo Mereghetti. Un libro da godere e da cui imparare molto, grazie alla messe di documenti e ricostruzioni. Rimane da citare, per la collana sunnominata, Harun Farocki. Pensare con gli occhi (a cura di Luisella Farinotti, Barbara Grespi, Federica Villa, 28 euro), imponente volume a più voci sullo straordinario artista. Il libro tra l’altro offre una ricca selezione dei suoi scritti teorici, inediti in Italia, affiancandola ai contributi dei massimi studiosi internazionali dell’autore, fra cui Thomas Elsaesser e Antje Ehmann, coautrice delle sue installazioni e sua compagna di vita. A partire da un convegno del 2016. E a proposito di artisti tra cultura visuale e cinema, ma per la collana “Minima”, ecco l’agile libretto Albert Serra. Cinema, arte e performance (8 euro, a cura di Vincenzo Estremo e Francesco Federici), dove è appunto il regista catalano – autore di fulminanti opere, ben poco circolate da noi – a venire analizzato da più punti di vista.
  • Intanto alla Fondazione Baruchello di Roma si aprono alcuni incontri sulla critia cinematografica, organizzati dagli amici di Fata Morgana. Qui il link.

Per questa puntata è tutto, alla prossima!

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