Ho atteso simbolicamente la riapertura delle scuole e dei corsi universitari, oltre che far passare la coda post-veneziana, per tornare al blog, dopo lunghe settimane di vacanze. Come promesso, mi sono goduto tanti bei testi, ho recuperato molti numeri di rivista che non avevo potuto studiare e ho solo in parte colmato ritardi di film e serie televisive (queste ultime procedono a ritmo talmente incessante che è necessario filtrare le più significative grazie al parere di alcuni fidati colleghi e critici: ma anche così è difficile rimanere al passo). Per ricominciare, ecco alcune riflessioni e segnalazioni.

  • Non è facile prendere una posizione netta sul caso Sulla mia pelle. Il crogiolo di contraddizioni nate prima dalla tensione tra Mostra di Venezia e sistema nazionale, poi tra Netflix e gli esercenti, poi in seno agli stessi esercenti (per la questione “windows”), poi ancora tra autori e coloro che hanno proiettato gratis il film, quindi ancora gli esercenti e i “pirati”, rende tutto particolarmente scivoloso. Credo che gli studi accademici ci abbiano ormai insegnato che il riequilibrio tra media e consumi riempie presto i vuoti (non solo legislativi) che esistono e prende strade che intrecciano modelli di business diversi e strategie complesse dell’industria culturale. Sicuramente è interessante che un piccolo film, con una storia importante e un successo sorprendente, lasci strascichi così negativi e pesanti. Non sempre le favole sono sostenute da tutti i protagonisti in campo, e sarà meglio che il settore apra una seria riflessione sui suoi veri oppositori, perché spesso c’è la sensazione di bersagli errati e di letture non analitiche del presente da parte della cultura cinematografica italiana. Il tutto mentre le sale soffrono un 2018 col segno meno.
  • Importante appuntamento a Catania il 24 e 25 settembre. Si tratta di un workshop, a cura di Stefania Rimini, Le ragioni di un sogno. Strumenti, prospettive e network di ricerca su cinema e audiovisivi a Sud. L’iniziativa ha l’obiettivo di cartografare l’attività di ricerca delle sedi del Sud, sia sul versante dei prodotti che su quello dei network, e di verificare le strategie di potenziamento in relazione al territorio. In particolare, importante segnalare l’appuntamento del 25: Comunicare la ricerca: le riviste e la sfida del web con interventi di Roberto De Gaetano (Fata Morgana Web), Mirko Lino (Emerging Series Journal), Andrea Rabbito (Scenari), Stefania Rimini (Arabeschi), e l’amico Federico Zecca per la rivista che dirigo, Cinergie. Coordinano Giulia Carluccio e Stefania Parigi. Qui il programma.
  • E’ dal 24 al 28 settembre invece la Summer School di Pavia, di cui citiamo i contenuti: le forme e i modi delle proposte culturali contemporanee privilegiano sempre più la dimensione partecipativa nelle esperienze artistiche, lavorando sulla ricchezza dei processi messi in atto dalle opere piuttosto che sulla loro semplice restituzione. Il mondo del cinema, del teatro e della performance, della danza, della musica, così come quello delle mostre, stabilisce con i propri spettatori legami diretti, non basati sulla distinzione di ruoli, bensì su possibili forme di interazione e di reciprocità. Il valore dell’evento artistico e della relazione estetica, ogni volta nuova e unica, diventa patrimonio di chi vive l’esperienza e cerca pratiche per custodirla. Come, dunque, raccontare l’esperienza artistica contemporanea, mantenendone viva la compo- nente “al presente” in una prospettiva memoriale? Come entrare nella necessità di quel gesto, così frequente, del documentare in diretta, tramite le nostre dotazioni tecnologiche, l’esperienza artistica nel suo svolgersi? Come partire da quel semplice gesto per prospettare inediti percorsi per la memoria degli eventi vissuti? Qui il programma.
  • E qui, ahinoi, la notizia – purtroppo attesa – della chiusura del Village Voice e un approfondito articolo del solito David Hudson che trae alcune conclusioni.
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