Giungiamo esausti al Natale, tra didattica e ricerca, ma è sempre un lavoro da privilegiati quindi lasciamo subito perdere le lamentele e sfruttiamo al meglio il tradizionale pre-natalizio. In questi giorni tutti stanno redigendo liste e elenchi delle cose migliori viste, ascoltate, lette nel 2018, e noi non ci tireremo indietro, come di consueto. La data è la solita, il 2 gennaio, una volta ultimate tutte le visioni fino al 31/12 e soprattutto dopo aver passato il 1 gennaio a dormire e vedere i primi film dell’anno nuovo (che ovviamente, se interessanti, entreranno solo nella classifica successiva). In questo momento, invece, ci limitiamo – si fa per dire – a una bella serie di consigli di lettura e riflessione per le feste. 

  • Cominciamo con la strenna più strenna che ci sia, Il Mereghetti – Dizionario dei film 2019 (Baldini+Castoldi, 57 euro), che si presenta massiccio più che mai e a due anni dal predecessore (che aveva invece fatto attendere tre anni per la sua uscita). A 25 anni dalla prima edizione, ci pare di poter dire che quest’opera editoriale abbia retto al passaggio del tempo e che respinga – principalmente con la forza della critica e dei contenuti – gli assalti dell’enciclopedismo digitale. La cura editoriale, la precisione nei dati e l’attenzione al dettaglio lo rendono abbastanza unico, e questa volta la sfida è stata far entrare i film di Netflix, presentare molte novità provenienti dalla nicchia del DVD di qualità, offrire una mega-scheda incredibilmente precisa su Twin Peaks – Il ritorno (unica serie ammessa, trattata alla stregua di un torrenziale lungometraggio), e riscrivere molte schede (giustamente, visto che le oscillazioni del gusto permettono più equilibrate considerazioni). I film nuovi sono circa duemila, compresi Roma The Other Side of the Wind. Vengono completate le filmografie, tra gli altri, di Eustache, Bonello, Diaz, Sang-soo, Kawase; o tutti i corti di Stanlio e Ollio. Insomma, non si sarà sempre d’accordo con Paolo Mereghetti, ma questo continua ad essere un signor lavoro.
  • Per Natale consigliamo anche Fata Morgana Web 2018 – Un anno di visioni (a cura di Alessandro Canadé e Roberto De Gaetano, Pellegrini Editore, 30 euro), cui ho contribuito con alcuni articoli. Si tratta infatti della densa raccolta di scritti che sono stati pubblicati sull’omonimo e bellissimo sito critico-teorico-cinefilo. Qui, per la seconda volta, si fa strada dunque il bel rapporto tra carta e digitale, con un’alleanza assai produttiva. All’interno si trovano anche alcuni speciali di quest’anno, come la sezione dedicata ai film del ’68 o i pezzi, molto interessanti e approfonditi, sulle migliori serie televisive contemporanee. Altrettanto prevista, l’attenzione meritata al cinema italiano.
  • Rimaniamo su Fata Morgana Web perché non possiamo non menzionare l’appassionante sondaggio appena pubblicato, dove molti di noi docenti, ricercatori, critici (e qualche cineasta) sono stati chiamati a indicare i propri cinque volumi di cinema preferiti della storia. Un’idea rilevante culturalmente e una proposta che aiuta anche a definire un canone, oltre che una indicazione per i più giovani. Questo il link dove si possono leggere tutte le classifiche, questo il risultato finale con la riflessione di Roberto De Gaetano.
  • Uscito anche l’Annuario 2019 di Film Tv, settimanale con cui continuo a collaborare con gioia, dove si trovano le playlist dei collaboratori e una valanga di contenuti.
  • Per quanto riguarda i libri, cito con ritardo lo stimolante studio di Simone Arcagni, L’occhio della macchina (Einaudi, 20 euro), che si presenta come un importante e ambizioso testo di riferimento per la transizione e trasformazione dello sguardo e dell’immagine nello scenario (post)contemporaneo. La domanda principale se la fa l’autore in quarta di copertina: “Se ogni epoca propone uno specifico sguardo sul mondo, allora qual è la logica e la natura dell’occhio contemporaneo?”. Da qui parte la densissima proposta di Arcagni che interseca (li citiamo confusamente) matematica, futurologia, cibernetica, computer Vision, computer Graphics, realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale, droni e algoritmi di Google, di Netflix e Amazon. Detta così, sembrerebbe un caos, e invece quel che piace del volume è la coraggiosa spinta categorizzante che, senza pretendere di governare forzatamente ciò che ha confini porosi, offre però una mappatura di sguardi inedita e capace di riportare la teoria dentro un campo di frenetica innovazione.
  • Segnaliamo con piacere l’uscita di Lapo Gresleri, Spike Lee – Orgoglio e pregiudizio nella società americana (prefazione di Roberto Minervini, Bietti, 22 euro). Oltre ad aver avuto il piacere di essere il relatore di Lapo con una tesi magistrale che ha costituito l’incunabolo del volume, mi piace enfatizzare la precisione e l’approfondimento con cui questo libro colma il vuoto sul regista afroamericano. Tra l’altro, vista la frequenza e soprattutto l’abbondanza dei suoi lavori, Gresleri ha avuto i suoi grattacapi per dare completezza all’opera, peraltro rispettata – tanto è vero che il volume giunge fino a BlacKkKlansman, Rodney King e la serie She’s Gotta Have It. Insomma, un lavoro che ci voleva.
  • Uscito, e atteso con una certa impazienza, il nuovo numero dell’ottima rivista internazionale, online e open access, Necsus (Autunno 2018), con un numero ricchissimo e uno speciale dedicato al tema “Mapping”. I curatori sono  Giorgio Avezzù, Teresa Castro, and Giuseppe Fidotta, giovani studiosi di grande intelligenza. C’è di che godere, e molto. Non dimentichiamo inoltre che la testata offre anche una specifica sezione sui video-essay, anche stavolta decisamente ricca.

Per ora è tutto, un sincero augurio di buone feste e appuntamento al 2 gennaio per le classifiche.

Annunci