Bene, ci siamo lasciati alle spalle bilanci, liste, propositi, classifiche ed ora si guarda principalmente a quello che succederà nel 2019. Prima, però, alcuni dati sul consumo cinematografico 2018: i primi consuntivi del Box Office 2018 indicano una tendenza generale verso il ridimensionamento, con una fortissima accentuazione del fenomeno in Germania (-16%) e risultati più o meno omogenei tra Francia (-4%), Spagna (-2%) e Italia (-5%), con l’eccezione del Regno Unito dove il botteghino registra sostanziale stabilità (+0,6%). Oscillazioni che, però, non mi sembrano esclusivamente ascrivibili alla consueta causa dell’immensa offerta di contenuti per il tempo libero che ci circonda, quanto a un annata povera di prodotto e con un’estate italiana ed europea davvero pessima. L’auspicio, ma anche tutto sommato la sensazione, è che il 2019 chiuderà col segno +, anche grazie a listini estremamente ricchi di film per il grande pubblico (con la Disney in pole position), e magari con un po’ di cinema d’autore che torna in gioco. 

Per quel che ci riguarda, torniamo al nostro consueto spazio di segnalazioni, recensioni, appuntamenti.

  • Il primo libro che mi piace segnalare, e finito giusto poco tempo fa, è il ricchissimo Giacomo Debenedetti, Cinema: il destino di raccontare (La Nave di Teseo/CSC, 25 euro), a cura (magnifica) di Orio Caldiron, uno studioso che non si finirà mai di apprezzare. Si tratta di una riproposta con parecchie novità degli scritti critici sul cinema del grande critico e scrittore. Ai testi già raccolti nel seminale Al cinema (Marsilio 1983), qui si aggiungono cinque preziosi fotoarticoli, altre recensioni del ’36-’37, e ricordi o lezioni che rappresentano gli sporadici ritorni sul cinema dal secondo dopoguerra. Apre una ricca introduzione dello stesso Caldiron e una robustissima cronologia/medaglione dell’autore. I contenuti: beh, non si può che confermare la straordinaria modernità critica di Debenedetti, che intuisce numerose pratiche successive, dall’attenzione al carisma divistico e attoriale alla problematizzazione dell’autore, e mostra di avere ben note doti di finezza interpretativa. Visto che la critica contemporanea non sembra affatto essersi dotata di particolari strumenti metodologici (anzi, abbandonati, dall’epoca post-teorica), Debenedetti dà lezioni a tutti ancora oggi, senza bisogno nemmeno di storicizzare.
  • Parlando di critici, il nuovo – coltissimo e anarchico – libro di Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri si intitola Bambole perverse. Le ribelli che sconvolsero Hollywood (prefazione di Luca Guadagnino, La Nave di Teseo, 22 euro). Scatenata lettura politica del divismo, a metà tra cinefilia dolce e sovversione critica, il libro parte da nomi di attrici/icona, poi spiega chi ne è l’erede contemporanea (per es. Greta Garbo/Kristen Stewart), quindi passa attraverso attrici che condividono lo stesso atteggiamento immaginario, infine indica una figura antecedente (per es., con Tilda Swinton, “tutto cominciò” con Pearl White). La verità è che si tratta di una cavalcata divertentissima e mercuriale, da non perdere per cultori e appassionati.
  • Visto che gennaio non è periodo ricchissimo di festival (anche se vogliamo citare lo storico e sempre resistente Trieste Film Festival, ex Alpe Adria, giunto alla trentesima edizione, che apre in questi giorni con una eroica riproposta di Possession di Zulawski), possiamo parlare di Thierry Frémaux, e del suo Cannes Confidential (Donzelli, 30 euro). Il volume racconta una sorta di diario del direttore di Cannes, che va dalla fine di un’edizione all’inizio di un’altra. Chi scrive non ha particolare stima di Frémaux e il libro conferma tutti i limiti di questo pur energico e vivacissimo operatore culturale. Il diario è un continuo riferimento elitario a divi o maestri del cinema che gli telefonano, questioni culturali non altissime, viaggi cinefili, sospetti reciproci con la critica, e così via. D’altro canto, però, si tratta di quel tipo di cronachistica o sguardo dall’interno sicuramente prezioso per festuval studies e altri curiosi. Frémaux sarà in Italia, a Bologna, per parlare del volume il 24 gennaio.
  • Il 25 e 26 gennaio, grazie ai due curatori Diego Cavallotti e Denis Lotti, a Udine, si terrà la due giorni di studi Scrivere la storia, costruire l’archivio, organizzata dalla Consulta Universitaria del Cinema in collaborazione con AIRSC – Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema e l’Università degli Studi di Udine. Il tema è quello della collaborazione tra archivisti e storici del cinema, con un doppio effetto: da una parte le pratiche d’archivio che acquisiscono progressivamente un rilievo teorico (soprattutto per quanto concerne l’attenzione all’orizzonte storiografico), dall’altra l’elaborazione storica che si radica sempre di più nella materialità degli archivi, consentendo un arricchimento tipologico delle fonti. Qui il (mega) programma provvisorio.
  • Prima, nei giorni 17-18 gennaio 2019 presso l’Università Cattolica, si tiene a Milano il Convegno nazionale “Migrations/Mediations. Media e arti performative nelle politiche di inclusione”, il primo di due occasioni di confronto previste nel corso della ricerca “Migrations/Mediations. Arts and Communication as Resources for Intercultural Dialogue”. Il Convegno sarà occasione per presentare i primi risultati della ricerca e discuterne con studiosi, giornalisti, policy makers, operatori, produttori, artisti e creativi.
  • Ci spingiamo a inizio febbraio con Beyond Adaptation (L’Aquila, 4-5 febbraio). Il convegno internazionale dal sottotitolo “L’adattamento e le sue diramazioni contemporanee. Teorie, forme ed estetiche della transcodifica mediale” proporrà una riflessione a trecentosessanta gradi sulle modalità di transcodifica di un testo in un altro sistema semiotico, prendendo in considerazioni i modi dell’adattamento e i suoi più recenti sviluppi formali e processuali, con particolare attenzione ai processi e alle forme dell’intermedialità e della transmedialità. Viene organizzato da organizzato da Massimo Fusillo, Mirko Lino, Lorenzo Marchese, Lucia Faienza.
  • Arrivati alle uscite periodiche, ecco una segnalazione di personale soddisfazione (e spero di collettivo interesse), ovvero l’uscita del nuovo numero di “Cinergie – Il cinema e le altre arti”. Issue n. 14, inverno 2018/19, offre uno speciale a cura di Francesco Federici e Elisa Mandelli dal titolo “Writing Space with Moving Images: Exhibitions, Museums and Urban Itineraries”. Con saggi dedicati a vari aspetti del rapporto tra mostre, musei, itinerari e immagini in movimento, lo speciale mette sul piatto importanti approdi dal videomapping all’imageless past, dalle realtà aumentate alle interattività. Ovviamente non mancano le altre sezioni, come di consueto.
  • Uscito anche il nuovo Cinema Scope, con il solito mix di contenuti free online, di esclusive web e di esclusive per il cartaceo. Sempre di alto livello.
  • Il nuovo Senses of Cinema propone uno speciale sul cinema latino americano, in collaborazione con una testata messicana, che così citiamo, che si chiama Iconica. Un’ottima occasione per fare il punto sulle cinematografie nazionali ispanofone.
  • Alle registe canadesi è invece dedicato il nuovo numero di Cléo.
  • Al mutato orizzonte mediale è interessato invece Intersections col suo numero 4.

Per ora è tutto, stay tuned.

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