L’intensità del momento è fuori discussione. A Cannes, leggendo da lontano, si ha la sensazione che si stia svolgendo un’edizione di forte rilancio qualitativo. Game of Thrones è appena finito e – pur tra alti e bassi – sta generando volumi massicci di interazione critica, oltre ai bilanci che inevitabilmente porta con sé un prodotto lungo otto stagioni. Intanto persino il cinema d’autore batte un colpo, con il nuovo (bellissimo) film di Almodóvar in sala e quello di Bellocchio in arrivo. Insomma, periodo esaltante per l’audiovisivo, che coincide anche con l’avvio del progetto “Estate al cinema”, con il segno + (era ora) sugli incassi italiani annuali 2019 e con la corsa di Avengers: Endgame a diventare il maggior incasso di sempre, inflazione esclusa. Ce n’è di che gioire per tutte le analisi e gli studi che se ne potranno fare.

  • All’euforia dà una mano anche l’edizione XI di Media Mutations, in corso in queste ore a Bologna. Il tema, particolarmente tecnico, è Media, Diplomacy and Soft Power. Exploring the Relations Between Emerging Markets and Western Countries ed è decisamente lungimirante. Lasciando ai lettori il piacere di scoprire il programma, ricordiamo anche il pomeriggio di ricerca dedicato alle prospettive dei Media Studies. L’incontro, intitolato “I Media Studies in Italia: strategie, reti e possibilità interdisciplinari”, si svolgerà martedì 21 maggio alle ore 16 presso il DAMSLab dell’Università di Bologna a conclusione del convegno. Verrà fatta una ricognizione dello stato dei media studies in Italia, per avviare una discussione e individuare alcune strategie comuni che rafforzino la posizione italiana nel panorama internazionale e producano nuove relazioni fra studiosi/e in una prospettiva che permetta di mettere in relazione diversi settori scientifico-disciplinari.
  • A Milano tra pochi giorni, altro appuntamento importante, sul cinema amatoriale: l’indagine sulle forme del visibile si è aperta al più vasto campo delle immagini anonime e della produzione nontheatrical – ma anche per antropologi, etnografi e storici, che nei film amatoriali cercano i gesti e i volti di un territorio, le forme di auto-rappresentazione di classi e gruppi sociali, i ruoli familiari e le relazioni di genere o, più frequentemente, il tracciato di una letterale “Storia in formato ridotto”, ad altezza del quotidiano e del comune. Il convegno internazionale Pratiche amatoriali e tecnologie dello sguardo – primo convegno italiano dedicato specificamente alla questione – si concentra in particolare “sull’amatore”, figura chiave per misurare il rapporto di appropriazione della tecnologia su cui si costruisce la cultura del sensibile novecentesca. A conclusione di ognuna delle due giornate di studio, è prevista la presentazione di esperienze particolarmente virtuose, come quella di Re-framing Home Movies e quella dell’Archivio Home Movies di Bologna, con presentazione di film e casi. Il convegno è organizzato da Luisella Farinotti, Elena Gipponi, Chiara Grizzaffi, Alice Cati, Diego Cavallotti, Simone Dotto, Andrea Mariani, Simone Venturini.
  • Eccezionale anche il convegno di Torino dedicato ad Anna Magnani. “Ti ho sentito gridare, Francesco…” – Anna Magnani attrice, diva, icona, 5-7 giugno, curato da Giulia Carluccio, Federica Mazzocchi e Mariapaola Pierini, affronta attraverso molteplici prospettive lo studio di un’attrice e diva italiana che ha segnato in modo peculiare non solo la storia del cinema nazionale e internazionale, ma anche più in generale l’immaginario storico e sociale, costituendosi come vera e propria icona. Tra i temi: la dimensione specificamente attoriale della performance di Anna Magnani; il personaggio e la definizione dell’icona, in riferimento alla sua ricezione non solo dal punto di vista storico-cinematografico, ma anche più in generale dal punto di vista della storia sociale e culturale, oltreché del gender e della specifica immagine di donna e di femminilità trasmessa e recepita; l’analisi delle performance teatrali, musicali e cinematografiche in prospettiva intermediale e genetica.
  • Venendo alla critica un po’ più militante, segnaliamo con piacere il volume Lo specchio nero – I sovranismi sullo schermo dal 2001 a oggi del collettivo Dikotomiko (Dots Edizioni). Fin dal titolo è chiaro l’argomento, sebbene poi – addentrandosi nelle pagine – si possa apprezzare il tono deciso, appassionato e veemente con cui ci si approccia ai film internazionali analizzati per rendere conto di questa fase storica. Dall’introduzione: “Siamo in guerra. Siamo in guerra da sempre. Nessuna vittoria all’orizzonte. Estensione della lotta, senza estensione del dominio. Usiamo tutte le armi a nostra disposizione –
    occhi, penne, telecomandi, tastiere – per una motivazione strettamente ideologica: la ricerca e l’affermazione di un mondo dicotomico, a nostra immagine e somiglianza. Un
    mondo schierato. Di parte. Partigiano.” Tanto per chiarire. La lunga ricognizione sui neofascismi e sui lor opposti è commentata dalle illustrazioni di “Psicoscimmia”. Lettura per discutere e non certo per prendere sonno la sera tardi.
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