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ROY MENARINI

Cinefilia, ricerca, visioni

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I margini dell’audiovisivo: metamorfosi e immaginari

Traumatico per molti, il rientro post-natalizio porta invece grandi soddisfazioni al cinefilo italiano, perché si può godere molti titoli che la distribuzione nazionale ha tenuto in serbo per i mesi freddi. Meno esaltante, invece, il bilancio 2017 nelle sale italiane, con diminuzioni in doppia cifra. Torniamo a ribadire che bassterebbe poco per essere un po’ più solidi: migliorare il prodotto, certo, ma anche e soprattutto garantire maggiori liberalizzazioni per gli esercenti. Comunque non è andata bene, anche se mi sento di affermare che poteva andare peggio. Ovviamente, anche il mondo accademico si muove, con iniziative imminenti e i secondi semestri in rampa di lancio, con la pia speranza che ricerca e didattica tornino ad avvicinarsi un po’, almeno nelle lauree magistrali.  Continue reading “I margini dell’audiovisivo: metamorfosi e immaginari”

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I migliori film del 2017

Per il tradizionale buon anno, dopo aver visto fino all’ultimo film uscito a dicembre, e dopo due-tre giorni di ulteriore riflessione, eccomi a voi con la classifica del 2017. Alcune avvertenze: mancano come al solito alcuni film amatissimi internazionalmente ma che a mio parere sono stati largamente sopravvalutati (Dunkirk è uno di questi, ma vale anche per La La Land); si va dall’ultimo al primo per favorire il crescendo nella lettura; si è tenuto conto esclusivamente dei film ufficialmente usciti in Italia dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017; non ci sono film distribuiti su altre piattaforme come Netflix, per scelta critica; non si tiene conto di serie televisive, questa è una classifica di lungometraggi per il cinema (niente Twin Peaks, per quanto straordinario sia stato). E non dimenticate di leggere le schegge di cinema finali, cui tengo molto. Buona lettura. Continue reading “I migliori film del 2017”

Star, dress, action, giallo, film: schermi, critiche e letture

Post pre-natalizio con un po’ di appuntamenti e letture. Periodo freddo e poco attuale per manifestazioni festivaliere, che vanno in letargo, e proficuo per andare al cinema, vedere serie televisive e leggere tutto quello che si è smarrito nei mesi. Nel nostro caso, preparo per il rientro una serie di recensioni e segnalazioni nell’ambito dei television e media studies. Non prima, però, al solito a inizio gennaio, di aver proposto la mia tradizionale classifica dell’anno (poco umilmente invece, risparmiamo le altre liste che stanno spuntando ovunque, giustamente). Nel frattempo, prima di augurare buone feste a tutti, ecco i contenuti di oggi.  Continue reading “Star, dress, action, giallo, film: schermi, critiche e letture”

Dalla critica all’identità, attraversando il cinema italiano

Le sale si avvicinano un po’ mestamente a Natale, con un bilancio novembrino tutt’altro che esaltante e, a dirla tutta, non sembra che nemmeno le feste possano ribaltare la sensazione di scarsa euforia (sebbene Star Wars VIII Coco promettano ottimi incassi). In questi giorni poi si avvia a conclusione il TFF a Torino, che conferma la sua vocazione urbana e cinefila, e con esso la stagione dei festival (pur con alcune lodevoli eccezioni invernali) dà appuntamento a Berlino e alla primavera degli eventi 2018. Chi si trova nel suo picco di intensità è invece il mondo universitario, almeno quello legato al cinema, ed è proprio da quello che partiamo.

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Geografie e schermi, tra critica culturale e storia contemporanea

Il clima morde e le sale ricominciano a riempirsi. Quanto ai festival, archiviata dignitosamente la Festa di Roma (con strascico di polemiche tra critici, e tra un critico e il direttore Monda), si passa al più dinamico Torino, dove la benemerita retrospettiva De Palma oscura un po’ il resto, per quanto interessante e fruttuoso. Il panorama televisivo non fa poi che confermare il ruolo di nuovo molto attivo del cinema nei palinsesti, grazie anche alla vaporizzazione degli ascolti, con alcuni miracoli popolari (vedi i film con Bud Spencer e Terence Hill) che continuano ad accadere in termini di share. Quanto alla serialità, la splendida Mindhunter ha lasciato una traccia che prevediamo duratura sui cinefili da piccolo schermo, anche se è Stranger Things 2 a prendere il centro della scena.

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Passioni nere e rivoluzioni tra storia e meditazione

Mentre sui quotidiani evidenti frizioni emergono ancora una volta intorno alla Festa cinematografica di Roma (con Antonio Monda che dissente dalle forti perplessità espresse fin dal primo giorno da Paolo Mereghetti e deve rubricare come “divergenze creative” le tensioni con Piera Detassis), noi ingenuamente ci chiediamo perché sia così complicato sostenere la cultura cinematografica nazionale e i suoi festival. Il problema forse è sempre quello: chi è che studia la cultura cinematografica in quanto tale? A che cosa corrisponde e che uso se ne vuole fare? Quali sono gli obiettivi che si pone, e chi se li pone – dal Ministero in giù? Esiste l’idea di un sistema complessivo? Domande troppo complesse in generale, e sicuramente sovrastanti per il nostro piccolo blog. Che si limita ancora una volta a mettere in piedi il suo utopico ponte tra accademia, critica, cinefilia, editoria, sala cinematografica. Continue reading “Passioni nere e rivoluzioni tra storia e meditazione”

Film (mai) girati, treni (mai) presi, mappe di film e di canzoni

Autunno malinconico per il consumo di cinema in sala, senza film in grado di trainare e persino l’ottimo Blade Runner 2049 percepito come un’opera per appassionati, per il quale nemmeno l’inneegabile media positiva di accoglienza critica e di pubblico riesce ad allargare l’audience. Intanto non fanno che aumentare i prodotti audiovisivi di qualità, gli autori implicati in serie televisive (David Fincher e il suo Mindhunter è solo l’ultimo esempio), i contenuti reperibili, e persino il cinema free nel digitale terrestre, che non va affatto male e smentisce il luogo comune secondo cui non si programmano film in prima serata. La verità è che il mercato italiano continua a essere contratto, e ad avere probabilmente migliori potenzialità, che si scontrano con mille problemi strutturali, non ultimo un pubblico pigro, incolto e spesso affaticato (chi scrive pensa che gli spettatori italiani abbiano parecchie colpe – non tutte – e che sia ingenuo pensare che lo stato culturale della nazione, non certo esaltante, sia indipendente dallo stato della cultura cinematografica del Paese, scarsissima).

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Streaming, produzione, televisione e la fascinazione della ricerca

Il dibattito cinefilo sta fissandosi su due poli. Il primo è mother! di Darren Aronofsky, un film che – piaccia o meno – mette a dura prova le categorie critiche e soprattutto i mezzi estetici con cui si commenta il cinema (per esempio, la sensazione è che ci sia poca consapevolezza del rapporto di certo cinema di oggi con l’arte contemporanea dagli anni Novanta a oggi). Il secondo è ovviamente Blade Runner 2049, di cui però sarà meglio riparlare una volta che sarà stato distribuito, recepito e visto da una più ampia comunità di spettatori e commentatori. Nel nostro piccolo, intanto, continuiamo a segnalare uscite e appuntamenti di cultura cinematografica pensata, scritta e divulgata.

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Televisioni complesse e critica della serialità

Approfittando dell’inizio del periodo di garanzia e della partenza ufficiale dei palinsesti autunnali (anche se incompleti), parliamo oggi di libri sulla televisione. Inutile sottolineare che i television studies attraversano un momento molto brillante, anche perché le forme del piccolo schermo – chiamiamole così, con un po’ di ingenua nostalgia – si sono integrate in maniera suggestiva e integrale con i mezzi digitali, costituendo un terreno di enorme interesse. Non pretendendo di trasformarci in esperti del settore, ci pare che la serialità – pur con tutta l’ottima letteratura scientifica prodotta in questi anni – rimanga un terreno non del tutto arato, anche per la frequenza con cui la produzione e l’audience tendono a terremotare i dati acquisiti sino a poco prima. Continue reading “Televisioni complesse e critica della serialità”

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